LA LISCIVIA E IL SAPONE 2° PARTE

Seconda Parte

LA LISCIVIA E IL SAPONE

L'ho visto fare con il grasso di bue, il grasso di struzzo e, abbastanza surrealisticamente, con il grasso di una leonessa abbattuta mentre stava uccidendo un asino. Prima della seconda guerra mondiale, era proprio per prendere il loro grasso che gli struzzi venivano cacciati con accanimento.

Il grasso (acido) veniva bollito con soda caustica (alcalina) che lo neutralizzava e formava il sapone. Mi dissero che nel veld cresceva un cespuglio, il seep-bosch, così alcalino che poteva sostituire la soda. Tuttavia noi, primi colonizzatori di quel paese deserto, sebbene troppo poveri per comprarci il sapone, ci potevamo permettere una lattina di soda, che costa molto poco e dura a lungo.

In Europa la soda divenne a buon mercato solo alla fine del Settecento, quando un francese, Nicholas Lebianc, inventò un sistema per ottenerla dal sale. Prima di allora chi voleva tener puliti i panni era abituato a usare sabbia o polvere di mattone, o di pietra, per strofinarli e lavarli; essi venivano inoltre battuti, con una mazza, su una roccia del torrente vicino a casa. Alcuni facevano la liscivia e vi bollivano i panni in un paiolo.

Fino al 1833 in Inghilterra il sapone era sottoposto a forti tasse, e le massaie furono per lo più costrette a rinunziarvi fino al 1880, quando il mercato fu invaso da un'inondazione di sapone economico di produzione industriale. Il sapone veniva usato in due modi: strofinato sulle zone panicolarmente sporche dei tessuti o sciolto nell'acqua bollente per ottenere una

gelatina di sapone che si mischiava con facilità con l'acqua calda, creando una soluzione forte e saponosa. I coloni americani sicuramente si facevano il sapone da sé, e lo stesso, come ho detto, facevano i sudafricani, il sapone era sicuramence conosciuto in Inghilterra nel Cinquecento, ma poiché era fatto con il grasso — e il grasso era necessario per fare le candele e i lumini — rimase a lungo una prerogativa dei ricchi. Molte massaie risparmiavano il sapone usandolo solo per gli abiti migliori e più delicati, mentre il resto veniva lavato nel mastello con la liscivia. Quando ebbe inizio la produzione industriale della soda, le massaie la sostituirono, per ragioni economiche, alla liscivia, ma le più ricche usavano il sapone per tutti i loro panni, bollendoli poi nella liscivia, con l'idea che questa ammorbidisse l'acqua e sbiancasse i panni.

GLI STAMPI PER IL SAPONE

il sapone liquido veniva versato in uno stampo di legno

bagnato, coperto con un telo umido e lasciato a solidificarsi. Dopo ventiquattro ore, il telo contenente il sapone veniva tolto e il sapone tagliato a pezzi con uno tagliolo di filo di ferro sottile.

IL COLORE E IL PROFUMO

Prima che il sapone liquido si indurisse nello stampo vi venivano aggiunti, per migliorarne l'aspetto, dei coloranti, mescolandovi anche dei profumi per dargli un odore gradevole. Si potevano usare tutti gli ingredienti che si voleva, purché non contenessero alcol, che avrebbe sciupato il sapone. Verdure come le carote, gli spinaci, le barbabietole conferivano al sapone un colore giallo-arancio, verde e rosa, mentre erbe aromatiche e piante come la lavanda, il rosmarino e la cedronella gli davano un fresco odore naturale.

Condividi questo articolo