La misteriosa Barbagia

Terra antichissima e poco battuta, la misteriosa Barbagia, gioiello nascosto dell'entroterra sardo, incanta il visitatore con i suoi paesaggi aspri e selvatici, le sue tradizioni millenarie e una cucina fatta di sapori autentici e profumi campestri.


Terra antichissima e poco battuta, la misteriosa Barbagia, gioiello nascosto dell'entroterra sardo, incanta il visitatore con i suoi paesaggi aspri e selvatici, le sue tradizioni millenarie e una cucina fatta di sapori autentici e profumi campestri.

Barbaria fu l'appellativo attribuitole dai romani per via della fierezza delle sue genti che, con irriducibile tenacia, si opposero al dominio dei conquistatori.

Il paesaggio è dominato dal vasto altipiano del Supramonte e, più a sud, dal massiccio di Gennargentu, vera e propria Mecca per climbers ed escursionisti grazie ad un ambiente montano incontaminato, che si estende sino al mare con spettacolari falesie a picco sull'acqua cristallina.

L'altipiano calcareo del Supramonte abbraccia il territorio di Orgosolo, Oliena e Dorgali per poi degradare sul Golfo di Orosei.

Dorgali è considerata la capitale turistica e gastronomica della Barbagia.

I suoi dintorni rivelano scorci di rara bellezza come la Baia di Cala Gonone, la Grotta del Bue marino, i Villaggi Nuragici e la sua cucina è un tripudio di specialità tradizionali e ghiottonerie d'ogni sorta.

Oltre all'immancabile pane Carasau che accompagna tutti i piatti portati in tavola, sono da menzionare so moddizosu, una focaccia morbida fatta con farina di grano duro, patate, sale e strutto che accompagna i salumi e le carni alla cacciatora, vista la sua capacità di assorbire gli intingoli, e sa coccone chin gherda, una focaccia costituita da farina di grano duro, sale e ciccioli di maiale, che sprigiona il massimo della sua fragranza riscaldata al fuoco.

Tra gli innumerevoli dolci, meritano di essere ricordati per la loro originalità, soprattutto il s'Aranzada, un composto di miele, buccia d'arancia grattugiata e mandorle pelate, il tutto adagiato su foglie fresche d'aranci e la pompia: un dolce fatto con la scorza intera del cedro selvatico condita con miele.

La Barbagia è la terra di uno dei più antichi vini della Sardegna, il Cannonau, rosso generoso, che nasce ai piedi delle montagne di Oliena o Dorgali e nelle vallate dell'Ogliastra.

La vicina Oliena è conosciuta per la sua natura selvaggia e le molte attrattive storiche e paesaggistiche come il villaggio nuragico di Tiscali e la risorgenza di Su Gologone, una vertiginosa e complessa gola calcarea esplorata dagli speleologi subacquei sino a 107 mt. di profondità.

A 18 km da Oliena si trova Orgosolo, il più frequentato dei paesi interni del Nuorese, meta di turisti e di studiosi, italiani e stranieri, attirati dall'inestimabile patrimonio archeologico di cui la zona è colma: le Domus de janas, necropoli composte da tombe di età prenuragica scavate nel granito ai Menhir del Neolitico, le Tombe dei giganti, le incantevoli chiese gotico-catalane.

Fanno parte del paesaggio orgolese le sagome di una quindicina di nuraghe perfettamente conservate, e l'abitato si caratterizza per la presenza di spettacolari murales, la cui produzione, iniziata nel pieno della contestazione giovanile, prosegue con vivacità anche oggi.

Verso l'entroterra s'incontrano pittoreschi borghi barbaricini, tra cui Gavoi, OllolaiFonni, i quali si distinguono per la produzione di un ottimo Fiore sardo Dop e di un'infinità di altri formaggi tradizionali prodotti con latte ovino, vaccino e caprino.


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