LA PIANTA CHE CREA L'ATMOSFERA

SI CHIAMA ZAMIOCULCAS ZAMIIFOLIA ED è UNA SUCCULENTA SEMPREVERDE CHE RICHIEDE POCHE CURE. PERFETTA PER DARE UN TOCCO DI ESOTISMO ANCHE AD AMBIENTI ANGUSTI E SCARSAMENTE ILLUMINATI

Un nome spinoso, per una pianta senza spine, Facilissima, capace di trasformare un seminterrato con poca luce in un esotico giardino d'inverno. Per non parlare degli atri delle banche, delle hall dei grandi alberghi o, semplicemente, del salotto di casa. Del resto il suo nome, Zamioculcas zamiifolia, ha un suono arcaico che sembra contenere

significati simbolici. Come di magia… o di stregoneria. è la prima virtù di questa succulenta sempreverde della famiglia delle Araceae (come l'Anthurium o lo Spathiphyillum). Originaria delle regioni orientali dell'Africa, come lo Zanzibar e la Tanzania, nelle praterie aride ha messo a punto un meccanismo per trattenere nei fusti eretti e carnosi una notevole riserva d'acqua. Dagli steli, piuttosto rigidi quando la pianta è giovane, si sviluppano le foglie lucenti e coriacee che sembrano piccoli scudi ovali e cerosi.

SIMILI ALLE CALLE

Di gran moda grazie alla facilità di coltivazione, ha un'altra caratteristica che la rende interessante come pianta d'appartamento: la produzione di infiorescenze brune o dorate simili a calle. Per farla fiorire in casa o in un loft ci vuole però una grande maestria. Occorre cioè garantirle le migliori condizioni di vita, dandole un posto luminoso vicino a una finestra, senza tuttavia esperia ai raggi diretti del sole. «Queste piante – spiega la paesaggista milanese Alessandra Corradini, specializzata in progetti verdi di interni e di esterni – hanno un disegno stilizzato che, in vasi dalle geometrie rigorose, ben si adatta ad ambienti moderni ed essenziali, quasi minimalisti, anche in composizione con altre specie esotiche come il Platycerium, la Sanseviera e il Ficus elastica. Sono inoltre dotate di belle foglie brillanti che non hanno bisogno di alcun prodotto lucidante».

 

GIUNGLA IN CITTà

Quando poi i suoi rami si sviluppano, si ha la gradita sorpresa di vederla arcuarsi e ammorbidirsi, come una fanciulla in fiore. Dopo un anno o due la Zamioculcas prende invece un aspetto rigoglioso e lussureggiante, in grado di trasformare ogni ambiente in una giungla metropolitana. Ma attenzione: se ingerite, tutte le parti della pianta sono velenose. Detto questo, potete dimenticarvi di lei. Vivrà bene e a lungo producendo nuovi steli in continuità. Una vera stacanovista.

COLTIVAZIONE

Vegeta bene in un composto costituito da torba e sabbia in parti uguali, vale a dire in un terriccio soffice e ben drenato, in luoghi luminosi, evitando l'esposizione diretta ai raggi del sole attraverso i vetri. Produce numerosi polloni basali e quindi, per rinnovarla, basta eliminare le parti secche e danneggiate.

TEMPERATURA

Resiste bene anche alle alte temperature, ma non sopporta abbassamenti bruschi, sotto i 12°C.

ANNAFFIATURA

Deve essere annaffiata regolarmente, ma senza eccedere per non provocare ristagni dannosi:

l'eccesso d'acqua e il freddo sono difatti i due nemici della Zamioculcas, che tollera anche lunghi intervalli nell'irrigazione. La pianta dispone di scorte d'acqua nei suoi steli e preferisce stare all'asciutto

piuttosto che con i “piedi” a mollo, andando soggetta, in caso contrario, a marciume radicale.

CONCIMAZIONE

Nel periodo da marzo a ottobre basta concimarla ogni tre settimane con un fertilizzante per piante grasse a base di azoto, fosforo e potassio.

Di Marta Isnenghi

Fonte: News

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