L'Aglio Una pianta straordinaria N°2

L'aglio (Allium sativum) appartiene alla famiglia delle Liliacee, la stessa di cipolle, porri, scalogni.

Descrizione botanica

La radice è un bulbo composto da altri 6-14 bulbi più piccoli, detti comunemente spicchi, racchiusi da una serie di tuniche dal colore rossastro tenue. Il fusto porta fino alla metà foglie piane e aguzze; all'estremità superiore, porta un'ombrella avvolta da una sola brattea che termina in un lungo becco; questa brattea è fatta a forma di cappuccio, il quale inizialmente avvolge i piccoli fiori rossastri.

Varietà principali

In commercio si trovano numerose varietà di aglio: bianco o comune che, secondo le zone di provenienza, viene chiamato anche Piacentino, Piemontese, di Napoli, Siciliano' ecc.; rosa, con le tuniche esterne rosate oppure giallastre, che viene coltivato soprattutto in Italia meridionale e non si presta a essere conservato a lungo; rosso, con scaglie interne rosso-vinate. Quest'ultima varietà non è molto coltivata, ma è quella che può essere conservata più a lungo.

Composizione chimica

L'aglio è costituito da acqua, proteine, grassi, carboidrati, fibre (cellulosa, pectina, mucillagine). Questo bulbo contiene numerosi minerali, come arsenico, bromo, calcio, ferro, fosforo, iodio, magnesio, manganese, potassio,

rame, silicio, sodio, zinco, zolfo ecc., e vitamine: A,B, Bz, Bg, B,2,C, D, H. Nell'aglio sono presenti anche ilgermanio, un elemento minerale in traccia, che si ritiene essere in grado di rafforzare il sistema immunitario; enzimi; aminoacidi; sostanze ormonosimili; acido nicotinico; composti solforati, come alliina, metiina, isoalliina, Sallilcisteina, y-glutamilcisteina ecc.

Quando l'aglio viene tagliato, schiacciato o masticato, attraverso una reazione chimica catalizzata dall'enzima allinasi in esso contenuto, si forma allicina, responsabile del tipico odore. Dall'allicina si formano poi il diallilsolfuro e l'ajoene. L'allicina ha un'attività antiossidante e antimicrobica in grado di inibire numerosi tipi di batteri. L'effetto antimicrobico è dovuto all'azione dell'allicina su vari enzimi coinvolti

nel metabolismo dei microrganismi patogeni (Ankri S., Mirelman D. Antimicrobial properties of all/dnfrom garlic. Microbes Infect, 1999; 1:125-129).

La coltivazione

Per coltivare l'aglio bastano pochi metri quadrati di terra o anche solo una cassetta di terra su un balcone.

Procedete in questo modo: aprite un bulbo e separate i singoli bulbilli (spicchi); piantate i bulbilli separatamente, a circa 5 cm di profondità, con la punta rivolta verso l'alto, a una distanza di 10-12 cm l'uno dall'altro, in file distanziate. Nei paesi caldi, il periodo di semina è tra ottobre e novembre, nei paesi più  freddi può essere ritardato fino a gennaio-febbraio.

La conservazione

In inverno le trecce d'aglio vanno conservate all'aperto, soprattutto se si prevede un consumo rapido; non devono mai essere tenute al caldo della cucina, altrimenti i bulbi po trebbero marcire. L'aglio non dovrebbe essere conservato in frigorifero, in quanto, oltre ad alterare l'aroma degli altri cibi, perde la propria freschezza e gli spicchi diventano rammolliti e grinzosi. Solo in estate si potrà riporlo nella parte bassa del frigorifero. Grosse quantità possono essere conservate in freezer, purché l'aglio non sia destinato all'uso terapeutico, poiché questa modalità di conservazione incide sulla qualità e quantità dei suoi principi attivi.

L'AGLIO URSINO

UAIlium ursinum si trova allo stato selvatico nei boschi di tutta Europa; in Italia, è presente soprattutto in Toscana. Questa specie di aglio si differenzia dalle altre per le foglie molto larghe, simili a quelle del mughetto. Viene coltivato nei giardini a scopo ornamentale, per la sua infiorescenza,

costituita da numerosi fiorellini a forma di stella. Le sue foglie sono ottime per preparare insalate; mangiate fresche per un mese intero sono depurative del sangue e di tutto l'organismo. Alcuni autori suggeriscono di usare ['Allium ursinum al posto del sativum a scopo medicinale, ritenendolo più efficace, poiché mantiene ancora i caratteri originali del genere.

Tratto da: edizioni red.

 

 

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