Le Etichette Energetiche

Seconda Parte – Gli elettrodomestici

Una volta scelto l'elettrodomestico “giusto”, vale a dire dopo aver accuratamente letto la sua etichetta energetica ed aver quindi effettuato la scelta anche in base al suo livello di efficienza energetica, occorre cercare di mantenerlo in buone condizioni e imparare qualche piccola astuzia domestica. Non dimentichiamo che risparmio energetico non significa solo bollette meno “pesanti” ma anche attenzione per l'ambiente in cui viviamo e dunque un generale miglioramento della qualità della vita – e in tal caso ognuno di noi può dare il suo piccolissimo contributo -.

Dalla teoria alla pratica…

Lavatrice
Una breve premessa. I notevoli sviluppi della tecnologia hanno portato alla produzione di lavatrici che consentono un minor dispendio di acqua, detersivo ed energia. La prima innovazione apportata ha riguardato il tipo dilavaggio, cioè oltre all'ammollo è stato introdotto il lavaggio “a pioggia”, grazie a cui i panni vengono spruzzati dall'alto con detersivo ed acqua. In secondo luogo molte macchine oggi utilizzano anche un sistema che consente di riciclare l'acqua e di rimetterla in vasca, migliorando così il lavaggio e diminuendo la quantità d'acqua necessaria. Risultato: minor quantità di energia e di detersivo utilizzati – il discorso relativo al detersivo andrebbe approfondito ma al momento concentriamoci sulla questione 'energia' -. Detto ciò, si consideri che il maggior dispendio di energia elettrica si ha non tanto per azionare l'elettrodomestico stesso, quanto per riscaldare l'acqua necessaria al lavaggio. I consumi potrebbero diminuire se ci fosse l'opportunità di collegare direttamente la lavatrice ad una fonte di acqua calda – esempio: scaldacqua a gas -.
Piccole “astuzie”. Preferite lavaggi a basse temperature 40°-60°. Oggi i detersivi in commercio sono molto efficaci anche a basse temperature per cui è preferibile ridurre i lavaggi a 90° riservandoli solo a panni veramente molto sporchi e resistenti – le alte temperature facilitano il deterioramento della biancheria -. Calcolate che un lavaggio a 90° richiede solitamente un consumo energetico – e dunque un costo – superiore del 50% rispetto a quello di un lavaggio a 60°. Cercate sempre di utilizzare la lavatrice a pieno carico e, se proprio necessario, utilizzate la funzione chiamata “economizzatore” o “mezzo carico”. Occorre però sapere che tale funzione pur riducendo un poco il consumo di acqua ed energia non li dimezza effettivamente. Accenniamo soltanto al mondo 'asciugatrici', per quanto comode esse richiedono molta energia – e relativi euro in più sulla bolletta – per riscaldare l'aria necessaria all'asciugatura per cui, quando possibile, preferite sempre il sole e l'aria.
Manutenzione. Ribadiamo che aver cura della “salute” del proprio elettrodomestico significa già risparmio! Prima cosa da fare dunque, leggere bene il libretto di istruzioni in modo da utilizzare l'elettrodomestico nel migliore dei modi. Abbiate cura di pulire spesso il filtro della lavatrice perché calcare e impurità qui accumulatesi possono ostacolare lo scarico dell'acqua. Utilizzando prodotti decalcificanti insieme al detersivo, oltre a migliorare le prestazioni del detersivo stesso in caso di “acqua dura*”, si impedisce la formazione di depositi. Se quest'ultimo accorgimento apporta un piccolo aumento i costi di lavaggio, consente però di evitare spese per successi interventi sulla lavatrice. Se la lavatrice deve restare inutilizzata per tanto tempo, abbiate cura di staccare collegamenti elettrici ed idraulici.

*la durezza dell'acqua è legata alla quantità di calcio e magnesio in essa presenti.

Frigorifero e congelatore
Per quanto riguarda questo elettrodomestico entriamo in un mondo veramente complesso in quanto il prodotto si differenzia molto in base alle sue caratteristiche tecniche. Facciamo dunque qualche distinzione, ricordando che queste informazioni servono poiché il primo passo del risparmio energetico è la scelta oculata e dunque occorre conoscere il prodotto al fine di acquistare quello che meglio si adatta alle nostre esigenze.
Abbiamo:
- frigorifero monoporta: frigoriferi con o senza scomparto a basse temperature (scomparti contrassegnati da delle stelline, da una fino a 4)
- frigocongelatori a due porte: composti da un vano frigorifero e da uno congelatore (spesso hanno due motori, quindi consentono di utilizzare una sola parte dell'elettrodomestico con un conseguente risparmio energetico)
- frigocongelatori a più di due porte: sono dotati di vani differenziati in base alle temperature e al livello di umidità; prodotti pensati per offrire la possibilità di scegliere il clima più adatto al tipo di alimento da conservare.


Passiamo ai congelatori:
possono essere verticali, dotati di comodi cassetti, o a “pozzo” con apertura dall'alto dunque più scomodi nel momento in cui occorre cercare un alimento in esso conservato. Quasi sempre ad ogni apertura del congelatore corrisponde la messa in moto del compressore e dunque consumo energetico – più si tiene aperta la porta del congelatore più aumentano i consumi -. Questo però nei congelatori a pozzo non avviene sempre perché l'aria calda si accumula verso l'alto e forma una sorta di strato che impedisce a quella fredda, rimasta nella parte bassa, di disperdersi.
Prima di proseguire vediamo il significato delle famose stelline che troviamo sugli scomparti dei frigo-congelatori che hanno temperatura più bassa: da 4 a una sola stellina. Il differente numero di stelline di tali scomparti indicano: la capacità di congelare alimenti freschi – capacità posseduta solo da scomparti contrassegnati da 4 stelle -; la temperatura – 4 e 3 stelle corrispondono a -18°; 2 stelle a -12°; 1 stella – 6° -; la possibilità di conservare alimenti congelati e la durata della conservazione – da una a 4 stelle c'è sempre la possibilità di conservare alimenti congelati, cambia la durata di conservazione: 4 e 3 stelle fino a un anno; 2 stelle fino ad un mese; 1 stella fino ad una settimana -
Un altro aspetto importante ai fini della scelta è la capacità del frigorifero, vale a dire il suo spazio interno utilizzabile. A questa “variabile” sono infatti legati i consumi dell'apparecchio. Per intenderci un frigorifero da 220/280 l, più 50 l di congelatore, consuma circa 450 kWh all'anno; ogni 100 l in più sono circa 80-90 kWh in più all'anno – consumi che variano molto in funzione di quante volte si aprono le porte del frigo stesso e di come lo si fa! -. Scegliete dunque il frigorifero tenendo conto del numero di persone del nucleo famigliare, in modo da non acquistare un prodotto sovradimensionato o sottodimensionato. Per una sola persona è utile un frigocongelatore con capacità di circa 100/150 l; da 2 a 4 da 220/180 l; per più di 4 persone dai 300 l in poi.

Fin qui dunque, le informazioni utili per una scelta oculata. Proseguiremo poi con i piccoli accorgimenti salva bolletta e la manutenzione. Nel frattempo segnaliamo che la miglior fonte cui rimandiamo – e cui facciamo e abbiamo fatto riferimento per questi numeri sul risparmio energetico – sono sicuramente le pubblicazioni dell'Enea, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente. Molte di queste pubblicazioni sono on line e le potete trovare all'indirizzo web www.enea.it. In particolare rimandiamo soprattutto alle pratiche schede presenti nella sezione “Pubblicazioni on line”.

Fonte: www.enea.it

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