Le piante del casalingo HIBISCUS

Il genere Hibiscus appartiene alla famiglia delle Malvacee ed esistono circa 300 specie per lo più ornamentali ma alcune anche di interesse economico. E' un arbusto sempreverde e nelle sue zone di origine, le aree tropicali dell'Asia e le isole del Pacifico, può raggiungere dimensioni notevoli mentre nelle zone con clima mite, non raggiunge dimensioni rilevanti. E' coltivato come alberello o come siepe ed è frequente ritrovarlo in quasi tutte le città italiane per la sua resistenza sia agli agenti inquinanti quali gli Ossidi a Azoto e Anidride solforosa sia ad avverse condizioni climatiche.

PRINCIPALI SPECIE ORNAMENTALI

HIBISCUS ROSA SINENSIS

Il più noto fiore ornamentale, detto anche “Ibisco della Cina” con circa 1000 varietà di incerta origine, ottenute per ibridazione e per mutazione. Il loro habitus è arbustivo, di forma arrotondata e possono raggiungere anche i 8 m di altezza o formare delle siepi molto fitte. I fiori, il cui colore può essere rosa, scarlatto, giallo e bianco, possono essere penduli o eretti con un diametro che arriva fino a 15 cm.

Riportiamo alcune varietà.

Altre specie, poco coltivate nel nostro paese sono: l'< B>Hibiscus mutabilis, originario della Cina meridionale cosi' chiamato perché con il tempo cambia colore acquistando sfumature più scure del colore di base.

L'Hibiscus elatus, che è l'albero nazionale della Giamaica ed è una specie forestale di montagna che può raggiungere anche i 25 m d'altezza.

L'Hibiscus tiliaceus che cresce nelle coste delle Isole Salomone e le cui fibre vengono utilizzate per confezionare gonnellini da ballo.

TECNICA COLTURALE

L'Hibiscus è una pianta molto versatile che puo' essere coltivata con successo sia in appartamento che all'aperto, chiaramente in quest'ultimo caso purché le condizioni climatiche lo consentono. Infatti, proprio per la loro origine, non sopportano i freddi invernali per cui crescono bene all'aperto solo nelle zone caratterizzate da clima mite e in posizione soleggiata;

Coltivati in vaso, possono abbellire anche una terrazza del centro-nord Italia, purché questa sia soleggiata ed esposta a sud e soprattutto purché in inverno, o meglio quando la temperatura scende al di sotto dei 13°C, vengono portati dentro casa.

Se le vostre condizioni climatiche non permettono di tenere la pianta all'aperto tutto l'anno ma solo nei periodi primaverili ed estivi ricordatevi che l'Ibisco va abituato molto gradatamente all'aria aperta. All'inizio andrà sistemata in posizione ombreggiata e protetta per diversi giorni. Successivamente per circa 10 gg si posiziona al sole diretto solo la mattina, riportandola all'ombra nelle ore di punta. Dopo di che potete lasciarla tranquillamente al sole, senza concimarla per circa un mese in modo da darle in tempo di abituarsi al cambio di sistemazione. Non vi preoccupate se all'inizio vedrete che alcune foglie ingialliscono e muoiono, è normale.

L'Hibiscus può crescere anche all'interno delle nostre case. In questo caso va collocato in una posizione molto luminosa, comunque al riparo dalle correnti d'aria. In estate è bene arieggiare il locale in cui è allocato per evitare che la temperatura superi i 25°C.

Esistono Hibiscus annuali e Hibiscus perenni. Ricordiamo che gli Hibisci annuali, muoiono dopo la fioritura.

CONCIMAZIONE

Dalla ripresa vegetativa e per tutta l'estate l'Ibisco va concimato regolarmente ogni due settimane con concimi liquidi da diluire nell'acqua di irrigazione.

Gli Ibisco sono molto sensibili in fatto di concimazione. Innanzitutto bisogna utilizzare dei concimi completi che includano anche i microelementi quali il Ferro, il Rame, il Boro, il Manganese, il Molibdeno, ecc.

Per quanto riguarda inoltre l'Azoto, il Fosforo ed il Potassio, l'Ibisco è una pianta molto sensibile al Fosforo infatti un suo accumulo nel terreno causa un declino generale della pianta. Pertanto, poichè il Fosforo è comunque un elemento fondamentale per la fioritura, si consiglia di utilizzare un concime bilanciato del tipo 7:2:7 per le concimazioni con fertilizzanti che saranno distribuiti con l'acqua di irrigazione ma di integrare con un concime del tipo 10:40:10 facendo delle concimazioni fogliari.

Durante gli altri periodi le concimazioni vanno sospese.

ANNAFFIATURA

In estate si annaffia anche tutti i giorni, in modo che la composta sia sempre umida, evitando però i ristagni d'acqua che non sono in alcun modo tollerati, anche per brevi periodi.E' opportuno inoltre nebulizzare regolarmente la pianta per mantenere attorno ad essa un ambiente sufficientemente umido.

Un accorgimento è quello di posare il vaso che contiene la pianta su un sottovaso (o altro recipiente) nel quale avrete sistemato dell'argilla espansa o della ghiaia nel quale terrete sempre un filo d'acqua. In questo modo le radici della pianta non entreranno in contatto con l'acqua che evaporando garantirà un ambiente umido.

Dotare i termosifoni di umidificatori.

E' preferibile non utilizzare acqua calcarea in quanto sposterebbe il ph del terreno che deve essere e rimanere leggermente acido.

POTATURA

L'Ibisco è una pianta che va potata regolarmente quando ha raggiunto i 3-4 anni di età. E' importante in quanto serve per modellare la forma che assumeranno, per rinvigorire piante di una certa età e per eliminare parti danneggiate o malate.

La potatura va effettuata all'inizio della primavera, alla ripresa vegetativa della pianta. Utilizzare degli attrezzi puliti e disinfettati ed il taglio va fatto appena sopra il nodo in maniera netta, senza lasciare sfilacciature ed in maniera leggermente inclinata, nella direzione in cui desiderate che il futuro ramo si sviluppi..

Una buona consuetudine è la cimatura che consente di incrementare la formazione delle ramificazioni laterali e quindi avere una pianta più ricca.

RINVASO

Ovviamente si riferisce alle specie perenni che vanno rinvasate ogni anno, in un vaso di diametro via via maggiore contenente un buon terriccio a reazione leggermente acida, che favorisce l'assorbimento degli elementi nutritivi, molto drenante e morbido. Mescolare al terriccio della vermiculite o della perlite assieme a della corteccia che renderanno in terreno più soffice e maggiormente drenante.

Dopo il rinvaso è buona consuetudine collocare la pianta in una posizione molto luminosa ma lontana dal sole diretto.

MOLTIPLICAZIONE

L'Ibisco annuale si propaga per seme, nel mese di marzo dentro vassoi contenenti composta per semi (si trova da un buon vivaista) e tenendo il vassoio in un ambiente con temperatura tra i 13-17°C. Quando le giovani piantine avranno raggiunto un'altezza di circa 10 cm trapiantatele ciascuna in un singolo vasetto con un terriccio come indicato per il rinvaso

L'Ibisco perenne si propaga per talea legnosa tra aprile ed agosto. In questo caso, si toglie un germoglio dalla pianta madre, che abbia alla base un pezzo di legno prodotto nell'anno precedente; la base della stessa può essere immersa in una polvere rizogena (che stimola la produzione di radici).

Fatto questo la talea di Ibisco si pianta in una cassetta contenente terriccio misto a sabbia di fiume (perlite) fino a 2/3 della lunghezza; la cassetta va poi coperta con un involucro di plastica trasparente. Usate dei bastoncini che sistemerete nel terriccio per tenere la plastica lontana dalla talea.

Collocate il vaso in una posizione dove ci sia luce abbondante ma non sole diretto e una temperatura intorno ai 21°C. Ogni giorno aprite l'involucro e controllate il grado di umidità del terriccio e fate un modo che sia sempre umido ed eliminate eventuale condensa presente nella plastica.

Dopo circa 3 mesi avranno radicato e si potranno così trasferire in singoli vasi del diametro di 10 cm.

PARASSITI E MALATTIE

L'Hibiscus è soggetto agli attacchi dei principali fitofagi (acari, afidi, cocciniglie) ed è soggetto a diverse fisiopatie legate a cattive tecniche di coltivazione.

Una avvertenza molto importante da seguire è quella di non usare gli stessi prodotti sia per la piante allevate in casa che per quelle all'aperto; per queste ultime infatti i fitofarmaci da usare sono molto più concentrati per cui potrebbero risultare tossici per l'uomo e per le piante stesse.

Una buona consuetudine, per le piante che crescono in vaso all'aperto è di pulire la pianta con getti d'acqua in modo da eliminare polvere ed eventuali insetti indesiderati. Preventivamente però abbiate l'accortezza di coprire il vaso con un foglio di plastica in modo da non far andare l' acqua nella terra. Certamente questo sistema non è risolutivo se avete ad esempio afidi o altri “ospiti” indesiderati, ma certamente aiuta ed il vostro Ibisco vi ringrazierà. Questo sistema è consigliata anche prima di eventuali trattamenti in quanto contribuisce a ridurre il numero dei patogeni. Ovviamente tale operazione va fatta la mattina presto, in modo da dare il tempo alla pianta di asciugarsi prima dei raggi del sole più cocenti che rischierebbero di bruciare la pianta per il pericoloso “effetto lente” causato dalle gocce d'acqua.

Produzione di molte foglie ma nessun fiore: è probabile che le concimazioni siano troppo abbondanti o frequenti per cui è bene sospenderle per uno-due mesi e riprendere diradandole e diminuendo le dosi.

Le foglie ingialliscono o avvizziscono: probabilmente la pianta è esposta a correnti d'aria, per cui cambiarla di posizione oppure è danneggiata dal gelo se viene dimenticata all' aperto nella stagione fredda.

Foglie che crescono stentatamente deboli e gialle: manifestano così una carenza d'azoto a cui di rimedia con un buon fertilizzante azotato ad alto titolo, meglio liquido. Attenzione a non confondere questo sintomo con il normale adattamento fisiologico della pianta quando viene portata all'aperto con la bella stagione.

Crescita stentata di tutta la pianta: è probabile che il vaso non sia più sufficiente a contenere tutte le radici, per cui è necessario trapiantarla in un vaso più capiente.

Boccioli sempre chiusi: la luce è insufficiente per cui vanno spostate in un ambiente più luminoso.

La pianta appare stentata e sono presenti delle piccole macchie necrotiche, le foglie ingialliscono

i germogli ed i boccioli fiorali si deformano ed arrestano il loro sviluppo. Inoltre potete notare un'abbondante melata, vale a dire una sostanza appiccicosa che imbratta la vegetazione.

Se ci sono questi sintomi siamo sicuramente in presenza di Afidi. .

Individuarli è facile. Basta munirsi di una buona lente di ingrandimento e osservali.

Per i rimedi vedi sotto.

Presenza di macchie brune che indicano la presenza di Cocciniglia. Possono essere di vario tipo: cocciniglie brune oppure cocciniglie cotonose. Si identificano facilmente provando a passare un'unghia. Se vengono via agevolmente, sono Cocciniglie. Per saperne di più, consulta ilcapitolo dedicato alle cocciniglie .

Piccoli puntini decolorati nelle foglie dell'orchidea e presenza di una leggera ragnatela

Siamo in presenza di Acari (ragnetto rosso). In genere si riesce a tenerli sotto controllo aumentando l'umidità dell'aria, se persistenti, bisogna intervenire con prodotti specifici.

Per i rimedi vedi sotto.

Per combattere tutti gli insetti ad apparato boccale pungente – succhiate e masticatore si consiglia di utilizzare prodotti sistemici, vale a dire che entrano nel circolo linfatico della pianta e quindi sono assorbiti durante la nutrizione. Sortiscono degli ottimi risultati i prodotti a base di Imidacloprid. Nell'Ibisco non utilizzare mai prodotti a base di Malathion in quanto non è tollerato dalla pianta.

CURIOSITA'

Tra le 300 specie di di interesse economico abbiamo l'Hibiscus cannabinus utilizzato nell'industria cartaria per il suo alto contenuto in cellulosa e nell'industria della canapa.

L'Ibisco è il fiore nazionale della Malesia.

L'ibisco è una pianta molto apprezzata nei Paesi del centroamerica quali le Hawai dove specie provenienti dalla Cina si sono incrociate con le specie endemiche Hawaiane dando origine a delle piante spettacolari. Troviamo però grandi coltivazioni di Ibisco anche in Australia, Nuova Zelanda

Fonte: www.elicriso.it/come-coltivare/ibisco/hibiscus.htm

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