LE ROSE

Le rose moderne traggono origine da ibridazioni di rose spontanee, specie portate dall'Asia sul finire del XVIII secolo e specie allevate soprattutto in Francia. Particolarmente importanti in questi giochi di incroci risultano le rose cinesi e, più precisamente, Ava indica fragrane di colore giallo (colorazione sconosciuta in Europa prima del suo arrivo) e profumo intenso, capostipite delle rose Tea e Sempervirens, quest'ultima anche molto profumata ma a fiori bianchi. Da questi presupposti, con una sene continua di incroci, si sono ottenuti fiori sempre più grandi e sempre più odorosi. In genere sono due i metodi adottati per classificare le rose: o si segue la loro evoluzione genetica, botanica, storica, o si sceglie di raggrupparle per caratteristiche fisiche (portamento e fiori) e secondo il loro utilizzo in giardino. E quest'ultima classificazione quella in genere più diffusa e a essa si attengono i cataloghi vivaistici.

TEA IBRIDE

Sono caratterizzate da fiori di dimensioni medio-grandi, ben formati, profumati e sorretti da lunghi steli; lo stesso stelo oltre al fiore principale ne porta altri secondari. I fiori sono ricchi di petali e presentano il bocciolo centrale ben formato e leggermente rialzato rispetto la corona dei petali; sbocciano in abbondanza e continuamente dalla primavera all'arrivo dei primi geli, fan dal primo anno di impianto. Hanno una straordinaria ricchezza di colori, dal bianco al giallo, al rosso, al viola, con mille gradazioni e sfumature. All'interno dei giardini si prestano alla formazione di bordure alte, come soggetti isolati per la produzione di fiori recisi, in aiuole sia sole sia m gruppi monocolore o policromi. Sono resistenti alle malattie, facilmente coltivabili e presentano un ciclo vitale abbastanza lungo.

POLYANTA

Antico gruppo di rose rifiorenti con fiori di piccole dimensioni riuniti in mazzi. Dall'ibridazione di questo gruppo con Tea sono stati formati rosai rusticissimi, nani, molto fioriferi e con vegetazione vigorosa, con fioritura a corimbi da maggio a novembre, particolarmente idonei alla formazione di bordure e aiuole. La piccola pezzatura del fiore è compensata dalla tendenza a generare polloni e rami che garantiscono una fioritura costante durante tutto l'arco della stagione. Sono apprezzate soprattutto per la vasta gamma di colori, meno per il profumo.

FLORIBUNDA

Sono tra i rosai rifiorenti più apprezzati e attualmente di maggior successo. Derivanti da un incrocio tra ibridi di Poiyanta e ibridi di Tea, hanno portamento a cespuglio e fiori di media grandezza riuniti a grappoli. I fiori, la cui pezzatura è inferiore agli ibridi di Tea (solo nei Floribunda Grandiflora essa è simile), possono presentarsi semplici o semidoppi, hanno un'ampia gamma di colori e talvolta sono profumati. L'abbondante fioritura, che inizia verso giugno e prosegue per tutta l'estate fino a ottobre, le rende varietà di grande effetto decorativo, adatte alla fornazione di bordure, siepi (vanno piantate in due file ravvicinate) o in aiuole in combinazione con altre rose. Sono abbastanza resistenti sia al gelo sia alle malattie (ma non alla peronospora).

A CESPUGLIO

Gruppo forse un po' sottovalutato, considerato spesso e ingiustamente poco adatto ai giardini moderni in cui si agevola una crescita “naturalmente” confusa delle piante. Si tratta invece di rosai estremamente gradevoli e di sicuro effetto, che annoverano sia varietà rifiorenti sia varietà con una sola fioritura ma che presentano ottime qualità decorative grazie alla bellezza dei cinorrodi o alle caratteristiche del fogliame. Il fiore può avere dimensioni grandi, tipo Tea, o più piccole, tipo Floribunda. Principalmente si suddividono in ibridi di A eglanteria. e ibridi di R. mo^chata. Richiedono esposizioni in pieno sole, sono dotate di una buona resistenza al freddo e alle malattie. Dimostrano minori esigenze di spazio rispetto ai rampicanti. Le varietà più antiche sono caratterizzate da portamento abbastanza basso e raccolto, mentre quelle più moderne posseggono steli lunghi anche 2 metri.

RAMPICANTI SARMENTOSE

L'attributo di rampicante dato a queste rose non è del tutto esatto. Infatti esse se lo meritano solo se la mano dell'uomo le guida su pergolati, reti e recinti; lasciate a se stesse si spandono sul terreno piegate dal loro peso. Sono caratterizzate da steli principali vigorosi ricchi di ramificazioni laterali fiorifere. Soprattutto in primavera presentano fioriture spettacolari e vantano uno sviluppo rapido e notevole.

Adeguatamente sorrette vengono utilizzate per ricoprire pergolati, muri, tralicci, tronchi di albero ecc. Per questo motivo sono considerate un ottimo elemento d'arredo di giardini, balconi e terrazze, ma è importante valutare anche l'aspetto invernale della pianta quando sfiorisce.

I rosai sarmentosi richiedono una particolare cura nella scelta della posizione e nel corso della potatura. Si possono anche lasciare vegetare senza sostegni, in forma libera, onde formare grandi arbusti e siepi fiorite, particolarmente utili per l'ornamento di scarpate, muretti, giardini rocciosi e piantati in cassette in balconi e terrazze. Spesso i cataloghi consigliano varietà particolari a questo scopo, raccogliendole sotto la definizione di rosai ricadenti.

IBRIDE RIFIORENTI

Rose ottenute verso la metà del secolo scorso incrociando varietà di R. Sama^cena, R. bengaiina e Bourbon, possono a ragione essere definite le prime rose moderne. Oggi poco diffuse, conobbero sul finire del secolo scorso un'apice di notorietà che portò a oltre 3.000 le varietà coltivate. Hanno fiori grandi, generalmente doppi, e fioriscono una prima volta in primavera, quindi all'inizio dell'estate, presentando poi una modesta fioritura anche all'inizio dell'autunno.

AD ALBERELLO

Sono il frutto di un artifizio che di norma richiede l'impiego di tré piante differenti: una prima rosa dalla radice forte che presta il piede, una seconda varietà dal tronco robusto che ha la funzione di supporto, infine una terza particolarmente valida sotto il profilo ornamentale che fa da prestachioma. La fusione mediante innesto di questi tre elementi origina la rosa ad alberello e l'effetto ornamentale che ne deriva è di sicuro successo. Le diverse altezze dei fusti sono m funzione dello sviluppo definitivo della pianta, in modo da ottenere un insieme armonioso ed equilibrato tra altezza e chioma.

LILLIPUZIANE O MINIATURA

Sono rose caratterizzate da un'altezza ridotta (non più di 50 cm) e fiori del diametro di 2,5 centimetri. Si tratta di varietà ottenute dall'ibridazione di un'antica rosa cinese (Riva chineiuLt minima). Alla bassa statura le lillipuziane contrappongono una vegetazione compatta e foglie ben conformate, così come i fiori che compaiono in abbondanza dalla primavera ai primi freddi. Ideali per bordure basse, giardini rocciosi, piccole aiuole multicolori, vasi e fioriere su balconi e terrazzi, quando non addirittura in appartamento. Seppur caratterizzate da una buona resistenza al freddo, amano posizioni soleggiate e necessitano di attente potatura e annaffiatura per mantenersi in vigore. Spesso vengono contuse come lillipuziane rose appartenenti al gruppo delle Poiyanta.

ANTICHE

Dietro questa denominazione, botanicamente inesatta, sono raggruppate una sene di rose meritevoli di essere ricordate per il loro fascino e la loro stona. Esse non presentano particolari esigenze e vegetano bene sia in piena terra da sole, in posizioni luminose, distanziando di 50-60 cm un esemplare dall'altro, sia in associazione con altri arbusti. Queste rose fioriscono una sola volta a fine primavera e sono celebri per il profumo dei loro petali, tanto intenso da essere distillato e commerciato a prezzi vertiginosi.

 

 

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