L'erba voglio

Nel mondo a rischio 15mila piante medicinali.



di Roberto Suozzi

L'ultimo rapporto del Botanic Gardens Conservation International (BGCI), la più grande organizzazione mondiale che si occupa di protezione e conservazione della diversità delle piante, è a dir poco preoccupante sul pericolo di estinzione, di erbe, piante e alberi utilizzabili a scopo medicinale. La distruzione dell'ambiente, degli ecosistemi, la deforestazione selvaggia, la sovrapopolazione in diverse aree geografiche, la crescente urbanizzazione, la raccolta indiscriminata e non sostenibile delle piante medicinali, l'eccessivo sfruttamento commerciale rappresentano alcune delle cause che conducono all'estinzione delle piante. Per la dottoressa Belinda Hawkin autrice (assieme al suo gruppo di collaboratori) di questo rapporto, basato sulle informazioni provenienti dai giardini botanici di 120 paesi sparsi nel mondo, sarebbero ben 15000 le specie di piante medicinali minacciate nel pianeta e, alcune di queste, potrebbero scomparire definitivamente nel giro di dieci anni.
La questione, già affrontata un paio d'anni fa da noi di Salute è molto seria e non riguarda solamente la questione ambientale, la perdita dei saperi culturali-medici legati alle conoscenze dei guaritori tradizionali, delle donne, ma investe tutta la medicina e la ricerca scientifica. Secondo questi esperti (ed è anche l'opinione dello scrivente) l'estinzione delle piante medicinali metterebbe a rischio la salute di milioni di persone e potrebbe instaurare una vera e propria crisi sanitaria mondiale. Ben il 50% dei farmaci usati oggi derivano dal mondo vegetale: è noto che piante ed erbe rappresentano un'importante fonte dalla quale isolare ed estrarre nuove e più sofisticate molecole farmacologie utilizzabili nella cura di molte patologie.
Va anche detto che, nonostante gli enormi progressi della biochimica che ha permesso l'isolamento di moltissime molecole di origine vegetale, in un' ampia maggioranza dei casi la complessità – e l'efficacia- dell'insieme di tutte le sostanze, presenti nelle piante medicinali, non possono essere riprodotte sinteticamente.
Secondo il rapporto della BGCI circa il 70% di tutti i nuovi farmaci sviluppati negli Stati Uniti deriva da fonti naturali (anche non vegetali) e che il ristabilimento della salute delle persone è ancora molto ” dipendente” dalle piante del pianeta. Tra le piante citate nel rapporto ricordo l'Hoodia gordonii, una pianta anti-fame, la Magnolia officinalis che contiene una sostanza chiamata honokiolo ad azione antitumorale e utilizzabile nel trattamento di alcuni disturbi cardiovascolari. Particolare menzione va fatta per il Taxus wallichiana dal quale si estraggono alcune importanti sostanze antitumorali.

Fonte: www.repubblica.it

Pubblicato da: fiore

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