L'IMPORTANZA DI CONSERVARE BOLLETTE E ALTRA DOCUMENTAZIONE DI CASA

Per quanto tempo è meglio conservare fatture e ricevute? Una domanda che tutti noi ci poniamo, quando siamo alle prese con il problema se eliminare o meno documenti che si ritengono ormai “carta straccia”.

Presso il CTCU si registrano ancora casi in cui i consumatori riferiscono di aver gettato via o di non trovare più le fatture della luce o del gas di qualche anno o anche di soli pochi mesi dal loro ricevimento o pagamento. Nulla di più sbagliato nel caso in cui poi, magari, la fattura serva per provare un credito o solo ancora, dimostrare l'avvenuto pagamento di un debito!
Sul sito del Centro (www.centroconsumatori.it) è disponibile anche un elenco dei documenti di casa che è bene conservare e i tempi di conservazione “consigliati”. Non sempre detti tempi coincidono con quelli legali dei termini di “prescrizione” e a volte, a scanso di ogni equivoco o problema, è bene allungare di qualche anno i termini legali indicati.

Alcuni esempi pratici:
- Affitto (relative ricevute di pagamento): 5 anni
- Assicurazioni (ricevute pagamento premi): per 1 anno dalla scadenza; nel caso in cui le quietanze (es. polizze vita) siano state utilizzate a fini fiscali, si devono conservare per 5 anni
- Bollette e fatture energia elettrica, gas, rifiuti: 5 anni è la prescrizione prevista per legge; consigliamo però di conservarle per almeno 10 anni
- Bollettini e ricevute pagamento IMU (ICI): 5 anni dall'anno successivo a quello di pagamento
- Bollo auto (relative ricevute di pagamento): 3 anni oltre l'anno cui si riferisce il pagamento; consigliamo però di conservare le ricevute per almeno 5 anni
- Documentazione relativa a dichiarazioni dei redditi: fino alla scadenza del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione; si consiglia però la conservazione per almeno 6-7 anni
- Estratti conto bancari: 10 anni

Condividi questo articolo