L'oleandro

le varietà e le sue cure di cui ha bisogno. Si tratta di una pianta molto diffusa, dal momento che non sono molte le varietà che tollerano così bene il sole. Il nostro clima ne favorisce la coltivazione. Ecco tutto quello che c'è da sapere per coltivarla al meglio. Arbusto perenne, amante del sole e pianta mediterranea per eccellenza, l'oleandro (Nerium oleander) ha bisogno di molto sole in estate e di temperature fresche, ma non fredde, in inverno. Abbonda allo stato selvatico lungo la costa mediterranea, le dune delle spiagge ma anche nell'entroterra, nel sud della penisola e nelle mezzerie delle autostrade.

 L'oleandro è in grado di crescere sotto un sole cocente, inoltre, è una delle piante da appartamento più diffuse in Europa, non essendo in grado di sopportare le rigide temperature esterne dei paesi nordici durante le giornate d'inverno. In Italia è invece possibile collocare questa pianta in terrazza o in giardino, tutto l'anno, nella maggior parte delle zone climatiche ed è una fortuna visto che si tratta di un arbusto resistente, facile da curare e con una fioritura abbondante per tutto l'inverno. Se il tempo lo consente, vale a dire se le temperature non subiscono bruschi cali fino ad autunno inoltrato, si formeranno nuovi boccioli che fioriranno perfino nel corso di questa stagione.

In casa

Nonostante sia una pianta molto resistente, vi sono due eccezioni per la sua coltivazione all'aperto: le zone dal clima rigido e con gelate intense e frequenti, ad esempio la montagna, e le zone molto piovose, dal momento che non tollera i benché minimi ristagni di acqua. In questi casi si trasforma in un'eccellente pianta da interni, sempre che si rispetti il suo periodo di riposo invernale. Una cosa è certa, se si intende collocare questa pianta in un ambiente riscaldato o scarsamente illuminato sarà inutile profondersi in cure in quanto gli unici fiori che produrrà saranno quelli presenti al momento dell'acquisto. Un ultimo consiglio. Occorre prestare particolare attenzione quando si desidera manipolare questa pianta. Tutte le sue parti sono tossiche. Per questo è meglio fare in modo che la pianta stia lontana dalla portata dei bambini e degli animali domestici.

Nome comune Oleandro

Nome botanico Nerium oleander

Famiglia Apocinacee

Varietà: Vi sono varietà variegate, Nerium oleander “Variegata”, e alcune profumate.

Aspetto: Se piantato in giardino, è un arbusto che può raggiungere anche i 5 m di altezza. L'altezza normale che raggiunge all'aperto è compresa tra 1,5 e 2 metri. In vaso e in casa raggiunge appena i 50 cm.

Foglie: Di colore verde scuro, a volte variegato. Foglie dure e strette, che terminano a punta, simili a quelle del lauro. Dipartono da cespi ramificati e legnosi.

Fiori: Ha petali lisci che formano una sorta di imbuto. Nascono alle estremità di rami, in gruppi da tre a otto. In genere di colore rosa, salmone, albicocca, bianco o giallo. Vi sono varietà con fiori doppi, vale a dire, con due file di petali.

Trucchi per moitiplicarlo

è possibile moltiplicare l'oleandro attraverso talee di rami tagliate in primavera o all'inizio dell'estate. Per far sì che producano con facilità le radici sarà meglio lasciare le talee in acqua tiepida. Il periodo estivo è ideale per effettuare tale operazione perché la crescita sarà più rapida. Se si utilizzano talee prese all'inizio della primavera si può però ottenere la fioritura lo stesso anno. Come materiale riproduttivo, utilizzare talee che non danno fiore. meglio se quelle posizionate al di sotto del ramo fiorifero. vale a dire. quelle che sorreggono i fiori. In questo modo avranno più spazio per aprirsi. Le talee devono avere una lunghezza di circa 10-15 cm. Piantarle in un vaso con terra una volta prodotta una radice di circa 3 cm di lunghezza.

In interno

COLLOCAZIONE PREFERITA: una terrazza protetta da vetrate, calda in estate ma senza riscaldamento in inverno.

NON SOPPORTA: l'ambiente secco e caldo dovuto ai riscaldamenti.

DA PIù LAVORO: in estate. Per compensare la mancanza di aria ha bisogno della massima ventilazione e di temperature moderate. In caso contrario, potrebbe essere necessario somministrare acqua quasi quotidianamente e vaporizzare di frequente.

All'esterno

COLLOCAZIONE PREFERITA: una parete esposta a sud.

NON SOPPORTA: le piogge frequenti.

DA PIù LAVORO: In zone piovose e fredde, in inverno. La cosa migliore è trovarle un'altra collocazione. In zone calde e secche, in primavera, vale a dire quando fa la sua comparsa l'afide alla ricerca di uno dei suoi nutrimenti preferiti: l'oleandro.

Le necessità

Molta luce, anche in inverno, comprese varie ore di luce solare diretta.

Tutto ciò è indispensabile perché fiorisca.

Acqua: Durante la fase di sviluppo, tra la stagione primaverile e quella estiva, è consigliabile mantenere il substrato leggermente umido, soprattutto quando si formano i boccioli. In inverno, ridurre le somministrazioni di acqua. è sufficiente annaffiare ogni 10-15 giorni.

Umidità: Si adatta alla compagnia di altre piante che traspirando agevolano l'aumento del tasso di umidità. Se le temperature sono elevate sarà necessario ricorrere a vaporizzazioni.

Concime: In estate, somministrare un fertilizzante liquido disciolto nell'acqua ogni due settimane.

Terra: Normale. Trapiantare in marzo se le radici fuoriescono dai fori di drenaggio in fondo al vaso ma solo se si tratta di un esemplare piccolo.

Temperatura: Ambiente normale, con un periodo di riposo invernale a circa 13° C. Tollera fino a -8° C. Presenza di cocciniglia e afide sulle estremità dei butti più teneri.

ALL'ESTERNO

La potatura è l'attività chiave

L'oleandro cresce rapidamente, circa 25-30 cm l'anno, il che rende necessario in molte occasioni controllarne lo sviluppo e la forma, ad esempio se lo si coltiva in vaso o in giardino di piccole dimensioni. Reagisce benissimo alla potatura rigenerandosi con grande rapidità ma bisogna fare attenzione, soprattutto dopo la fioritura, a non tagliare i rami fioriferi che si formano in autunno: possono fiorire nuovamente se le temperature sono sufficientemente elevate. La potatura può essere anche la soluzione ad alcuni problemi concreti, come ad esempio i danni provocati dalle gelate. In questo caso, potare le zone interessate fino al legno vivo, verde. Successivamente sarà però necessario proteggere l'esemplare e assicurarsi che non vi siano rischi di nuove gelate. La potatura espone le gemme, prima protette, agli effetti nefasti del gelo. Un ultimo consiglio. Se in inverno si intende collocare la pianta all'esterno, è meglio non attendere a lungo prima di procedere alla potatura ed effettuare tale operazione verso l'inizio o al massimo la metà di ottobre.

 

4 TIPI DI POTATURA, 4 OBIETTIVI

POTATURA VIGOROSA

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QUANDO? Dopo la fioritura.

COME? Tagliando metà dei rami principali e i secondari a 10 cmdalla base. Tagliare sempre sopra una gemma o un butto secondario e ad angolo. Eliminare dalla base i rami vecchi che hanno butti solo nella parte superiore.

A CHE SCOPO? Per ridurre l'altezza e mantenere una forma compatta. In questo modo si induce la pianta a produrre rami alla base.

INOLTRE… L'esemplare sarà maggiormente protetto dal freddo.

POTATURE LEGGERE E FREQUENTI

QUANDO? A partire dalla primavera, di tanto in tanto.

COME? Eliminando i butti durante la crescita.

A CHE SCOPO? Per evitare la comparsa di parassiti, soprattutto afide e cocciniglia, che attaccano in particolar modo i butti giovani.

INOLTRE… Sarà possibile migliorarne la forma e controllarne le dimensioni.

ELIMINAZIONE DEI FIORI AVVIZZITI

QUANDO? Una volta avvizzito il disco fiorale.

COME ? Con l'ausilio di un paio di cesoie, eliminare l'intero gruppo tagliando in prossimità della foglia sottostante.

A CHE SCOPO? Perché fiorisca di nuovo con più vigore.

INOLTRE… è possibile evitare così la comparsa di parassiti e malattie.

POTATURA DEI BUTTI LATERALI

Quando? Durante il periodo di sviluppo quando si formano i boccioli dei fiori.

COME? Tagliando i rami al di sotto del ramo che sostiene il gruppo di fiori o di boccioli.

A CHE SCOPO? Per favorire la fioritura. Si agevolerà l'apertura dei boccioli rendendo lo spazio meno ridotto.

INOLTRE… Si possono utilizzare questi butti come talee.

 

 

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