L'osteoporosi, una malattia non solo femminile

Con lo slogan “move it or lose it” (se non lo muovi lo perdi), si celebra il 20 ottobre, come ogni anno, la Giornata mondiale dell'osteoporosi, la malattia che colpisce le ossa rendendole fragili e che ogni anno in Italia fa registrare 250mila fratture. Una patologia spesso sottovalutata, ma più frequente del tumore del seno, pari alle malattie cardiovascolari, in grado di provocare invalidità e mortalità.


Nonostante l'osteoporosi sia un problema prevalentemente femminile, le statistiche indicano un aumento di casi anche tra gli uomini (un malato ogni 8 maschi, contro una malata su 4). E la miglior arma per mantenere le ossa solide anche intorno ai cinquant'anni, età in cui ci sono il 30-40% di probabilità di fratturarsi vertebre, femore o anca, rimane appunto la prevenzione, che consiste in due semplici regole: fare attività fisica, perché attraverso il movimento l'osso viene stimolato, e introdurre con una dieta corretta il giusto apporto di calcio.
Quando, però, la prevenzione non basta, bisogna ricorrere ai farmaci. Su questo fronte ci sono buone notizie perché, dopo anni di sperimentazione, da qualche settimana è in commercio una nuova molecola, il ranelato di stronzio, una molecola che, a differenza dei farmaci finora disponibili svolge una doppia funzione: ricostruisce l'osso e ne blocca l'erosione, riducendo il rischio di fratture. L'ostacolo alla cura rimane il prezzo: una scatola costa 53 euro, per una terapia di un mese. E' certo un costo alto, ma sempre meno rispetto al costo di un ricovero o di una protesi d'anca.

Fonte: Al Naturale

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