Macchine per il pane

Risparmiare in media 400 euro all'anno sul pane è possibile. E senza ridursi a mangiare filoni raffermi per un paio di giorni la settimana. Il segreto è dotarsi di una buona macchina per fare il pane. Conti alla mano, a farselo in casa il portafoglio ne guadagna. Ed è anche un buon modo per rispondere a chi continua a tenere troppo alto il prezzo di questo alimento essenziale, nonostante il costo del grano si sia quasi dimezzato rispetto all'inizio di quest'anno.

Non solo forno

La macchina per il pane è grande quanto un forno elettrico e riunisce al suo interno le funzioni di impasto, lievitazione e cottura. Generalmente è possibile cuocere pane in forme da 750 grammi o un chilo, simili a quello in cassetta (cioè a un parallelepipedo), che durano più di un paio di giorni, anche se sono prive di conservanti. Le macchine hanno varie funzioni (timer, doratura della crosta…), programmi (pane bianco, integrale…), accessori che consentono di aggiungere ingredienti speciali (uvetta, olive…) e possono essere usate anche per preparare confetture, impasti per pizza, pasta fresca e dolci.

Assaggi graditi

Nel nostro test abbiamo preso in esame sette macchine, le più diffuse in commercio. Oltre agli aspetti tecnici, abbiamo anche voluto valutare quanto è appetibile il prodotto di questi apparecchi. Abbiamo quindi effettuato una degustazione, tenendo in considerazione la consistenza, il grado di umidità, l'aspetto della mollica e della crosta e l'aroma. Come potete vedere in tabella, i risultati sono buoni sia per il pane bianco sia per quello integrale. Severin e Bifinett, però, si meritano un mediocre per quanto sfornato con il programma rapido. Questa funzione consente di ridurre il numero di cicli di impasto e lievitazione, facendo risparmiare tempo, ma non energia (i consumi maggiori si hanno infatti nella fase di cottura vera e propria, uguale tra programma rapido e normale). In media il programma rapido richiede una o due ore in meno rispetto a quello normale. Il rovescio della medaglia è però una perdita di qualità: se fate attenzione ai nostri giudizi, vedrete che nella colonna dedicata a questo programma, al di là delle due insufficienze già segnalate, i voti tendono a essere un po' più bassi di quelli delle altre due.

Caldo sicuro

Sul fronte della sicurezza, nessuna di queste macchine merita bocciature, perché non emergono rischi di alcun tipo. Qualche miglioramento però è sempre possibile. Un suggerimento lo diamo sulla sicurezza elettrica: in tutti i modelli testati è possibile che l'impasto fuoriesca dal cestello e finisca, bruciandosi, sulla resistenza elettrica che produce il calore necessario alla cottura. L'effetto è un cattivo odore e uno sporco difficile da togliere. Il paradosso è che si tratta di un particolare facilmente migliorabile, basterebbe un po' di buona volontà da parte dei produttori: in termini concreti, si tratta di prevedere cestelli un po' più grandi o di coprire la resistenza.

Anche sul versante della sicurezza termica le macchine si comportano quasi tutte bene: si scaldano, ma senza esagerare e senza rischiare di scottare il panettiere dilettante che le sta usando. I modelli Kenwood BM 350 e Moulinex, però, dovrebbero scaldarsi un po' di meno.

Prestazioni all'altezza

Resistenza, facilità di uso, chiarezza delle istruzioni e prestazioni sono i parametri tecnici che abbiamo preso in esame, ottenendo risultati nel complesso positivi.

Consumo energetico. Nel caso delle prestazioni ci interessava valutare soprattutto il consumo energetico e la durata dei programmi di impasto e cottura nella preparazione del pane bianco e integrale. A seconda delle macchine, i tempi oscillano tra le 3 ore e 20 e le 4 ore per il pane bianco e tra le 3 e mezza e le 5 per l'integrale. Tenete presente che la fase più energivora (la cottura vera e propria) dura dai 45 ai 60 minuti. Anche i consumi sono diversi da macchina a macchina, perché alcune richiedono una fase di preriscaldamento. Spiccano i giudizi ottimi di Kenwood BM350 (per il pane bianco) e Kenwood BM250 (per quello integrale).

Utilizzo facile. Positive le valutazioni sulla facilità d'uso, basata sui risultati di tante prove: impostazione dei programmi, preparazione della macchina, estrazione del pane, pulizia, rumore. In quest'ultimo caso è da segnalare la presenza di suoni fastidiosi durante il processo di impasto: le più fracassone sono Moulinex e Bomann. Difficile a volte la pulizia, soprattutto per Kenwood e Moulinex: le superfici in acciaio inossidabile sono soggette ad aloni a graffi, a differenza dei modelli in plastica. Difficile estrarre il pane da Severin e la lama da impasto da Bifinett.

Non si rompono. La durata è stata valutata su 700 cicli di impasto / lievitazione / cottura, cioè sul lavoro richiesto per fare il pane tutti i giorni per due anni. Dopo questa prova non sono emersi risultati negativi. Abbiamo verificato che cosa succedeva usandola ancora di più, soprattutto cercando di valutare l' usura delle lame di impasto e del fondo del cestello di cottura. Anche in questo caso i risultati sono stati buoni, tranne che per Bifinett, che si è meritata solo un giudizio medio.

Una pagnotta perfetta

Scegliete una macchina con il timer: vi aiuta a programmare la cottura in modo da avere il pane caldo proprio mentre vi state per sedere a tavola o in modo da avere la fase di cottura di notte (quando cioè, con la tariffa bioraria, l'elettricità costa meno).

Non serve invece una macchina con due lame impastatrici: per un chilo di pane ne basta e avanza una.

Importante il coperchio: deve essere robusto e chiudere bene, per garantire che il calore all'interno sia omogeneo.

L'impasto va preparato mettendo per ultimo il lievito e usando acqua a temperatura ambiente. Può essere utile alla compattezza dell'impasto unire la farina a doppio zero con quella manitoba.

Non fidatevi delle ricette fornite dai produttori, ma sperimentate: spesso la traduzione è sbagliata o le materie prime sono diverse da Paese a Paese. Per fare un esempio, il lievito italiano è molto più efficace di quello belga.

Miglior Acquisto

Tutti i modelli di macchine per il pane che abbiamo testato risultano promossi. Tre si aggiudicano una valutazione buona: nel gruppo di testa spicca Kenwood BM 250 (85 – 100 euro), che grazie al prezzo contenuto ottiene sia la palma di Migliore del Test sia quella di Miglior Acquisto.

“Abbiamo risolto il problema dell'allergia”

Il pane è sempre stato troppo caro per chi soffre di allergie alimentari e deve comperare pagnotte prodotte con farine speciali.
Per Barbara Perotta, una nostra socia di Milano, il problema non è da poco, visto che sia lei sia suo figlio Martino (nella foto a fianco) sono allergici alla farina di frumento. & lt;/P>

Ci racconta la nostra socia “Comprare il pane era difficile perché non tutte le panetterie sfornano quello con farine speciali. Ed era costoso, perché questo tipo di prodotti ha sempre avuto costi alti, indipendentemente dal caro prezzi. Con la macchina del pane usiamo farina di farro oppure di kamut, risparmiando molto. Inoltre ci possiamo finalmente concedere pizze o dolci, che prima non potevamo mangiare, perché prodotti sempre con la tradizionale farina di frumento”.

Restano in tasca fino a 400 euro all'anno

Chi compra quotidianamente la michetta dal fornaio, si è certamente accorto che ormai non è solo il pane a lievitare, ma anche il suo prezzo. La situazione non è però omogenea in tutto il Paese: come si può vedere dalla tabella, il costo medio al chilo va da 1,64 euro di Perugia fino a 3,98 di Bolzano. Nel complesso il costo del pane comune è più elevato al Nord, mentre in prezzi scendono, fino a quasi la metà, nelle regioni del Centro-Sud.

Data la generale situazione dei prezzi, ricorrere a una macchina per fare il pane in casa può rappresentare un'ottima soluzione per risparmiare, senza rinunciare alla buona qualità.

Facciamo qualche semplice calcolo per confrontare i differenti costi delle due tipologie. I nostri conti su quanto è possibile risparmiare si basano su quello che nel nostro esame è risultato il modello Miglior Acquisto e Migliore del Test. Abbiamo preso in considerazione il costo degli ingredienti, l'ammortamento della macchina calcolato su 700 cicli (quasi quattro anni, utilizzando la macchina un giorno sì e un giorno no) e il consumo di elettricità: siamo giunti alla conclusione che il costo del pane fatto in casa è di circa 1,2 euro al Kg. Confrontiamo il dato ipotizzando il prezzo medio del pane comune a poco più di 3 euro al Kg (quello preconfezionato a fette al supermercato si aggira intorno ai 2,8 euro al kg).

Per una famiglia che consuma mezzo chilo di pane al giorno il risparmio permesso dalla macchina è di circa 400 euro l'anno rispetto al pane fresco e di 300 euro rispetto a quello preconfezionato. Con consumi maggiori (un chilo al giorno) e con pani speciali (per esempio, integrali, con semi, farina di kamut…) i risparmi possibili sono ancora più alti.

Fonte:altroconsumo.it

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