Mobilità e movimento

Un numero crescente dì persone, non solo tra i meno giovani, avverte problemi motori. La tazzina trema sul piattino, formicolìi ad ogni passo, fastidiosi dolori alle gambe. Quali ne sono le cause e come possiamo combatterle?

 

di Ineke van derDuijn Schouten

Profonda conoscitrice del mondo del naturale e della salute. Il vivo interesse rivolto ai prodotti Weleda ed una lunghissima esperienza con essi, le hanno permesso di maturare le conoscenze necessario per scrivere (1996) una guida pratica sul loro impiego (per ora solo in inglese: Mìnd your Body: Abbi cura del tuo corpo). A questa hanno fatto seguito altre pubblicazioni Weleda, dedicate principalmente al bebé, alla mamma in gravidanza ed in allattamento.

Una nuova patologia sta assumendo negli ultimi tempi una dimensione sempre più allarmante, il “braccio da mouse”; i piccoli e ripetitivi movimenti della mano che dirigono il mouse del computer, affaticano eccessivamente certi muscoli del braccio. Le conseguenze sono tensioni muscolari e dolori. La diagnosi ufficiale recita: “Repetitive Strain Injury”, abbreviato RSI. Un segnale d'allarme per molte persone che per lavoro svolgono un'intensa attività davanti al computer. E poiché al giorno d'oggi anche a casa si usa e si abusa di internet e di posta elettronica, questi disturbi tenderanno ad aumentare. Che cosa possiamo fare per combatterli? Segnali premonitori Potrebbe sembrare che le disfunzioni dell'apparato motorio ci attacchino senza preavviso. In realtà nella maggior parte dei casi non è vero. Spesso ci accorgiamo, anche se in ritardo, di avvertire segnali d'allarme prima che la patologia si manifesti. Vediamo insieme alcuni fattori importanti. Mancanza di movimento fisico: con tutti gli elettrodomestici a nostro servizio, lavatrice, tv, automobile, telefono, computer, scopa elettrica, ecc., ecc., il nostro fisico si muove sempre di meno. Non occorre nemmeno più uscire di casa per incontrare il mondo. I movimenti che facciamo per dirigere queste macchine, benché piccoli, sono in realtà molto stancanti per braccia e gambe. Questi arti sono ” progettati” per movimenti ampi, belli, completi. La loro protesta contro sforzi unilaterali si manifesta prima con tensioni e crampi e, infine, con dolori veri e propri, ma ben diversi da quelli “piacevoli” che sentiamo il lunedì mattina, dopo aver spaccato la legna per il caminetto durante il weekend. Lavorare senza fine: un fenomeno conosciuto soprattutto dalle persone che lavorano con il computer. Lottano con l'impostazione di un testo, di una grafica, e più il tempo passa, meno riescono a staccarsi, finché non si accorgono stupiti e costernati, di quante ore sono ormai trascorse. In situazioni come questa, non solo ci fissiamo su qualcosa, ma tutto il corpo, e soprattutto la parte delle spalle, s'irrigidisce e rimane bloccato nella sua posizione. Se quanto descritto avviene in modo ricorrente, ci sarà pericolo di tensioni muscolari persistenti. Ci si può fissare su qualcosa anche senza dipendere da attrezzature o macchinari: lo sa bene chiunque abbia sperimentato delle “idee fisse”, o chi sia caduto in depressione. Anche in queste situazioni, se durano a lungo, ci si accorge di quanto le nostre facoltà di muoversi vengano limitate, di quanto i pensieri siano capaci di legare il fisico. Lavorare sotto pressione: impegni a scadenze fisse, il senso eccessivo di responsabilità o la pressione sul lavoro, possono indurire. Questo causa blocchi che influiscono non solo sulla vita sentimentale, ma anche sul modo e sulla libertà di movimento.

 

Creare compensazioni

Quale rimedio contro tensioni ed immobilità dovremmo quindi abolire tutte le apparecchiature e fare solo ciò che ci giova? Sarebbe un esperimento divertente, ma poco realistico. Più concreto e anche più interessante è il tentativo di creare un bilanciamento. Potremmo decidere di affiancare la nostra vita povera di movimento con attività varie, per esempio attività artistiche, danza, teatro, giochi di destrezza. Il vantaggio di fare ciò è, che tutto l'organismo, nella sua interezza, ne viene coinvolto. Naturalmente, se questo tipo di attività dovesse sembrare troppo diffìcile o particolare, è sempre raccomandabile fare una passeggiata, andare in bicicletta o esercitare un'attività sportiva.

Guardarsi indietro per decidere di fermarsi

E possibile prevenire il pericolo di rimanere bloccati in qualcosa scegliendo, per esempio, di rispettare l'orario di fine e di inizio attività. Si potrebbe addirittura usare la clessidra! Meno prosaico, ma certamente più utile e pratico, è fare ogni sera un'analisi retrospettiva sulle attività svolte durante tutta la giornata o anche solo una parte di essa, partendo da ciò che si è fatto per ultimo e procedendo a ritroso. Richiamare in questo modo col pensiero le immagini della giornata è molto difficile. Occorre sviluppare uno strumento per guidare l'immaginazione, ma proprio con questo strumento riusciremo poi a decidere coscientemente se vogliamo proseguire un'attività o terminarla.

Cercare motivazioni

Cercare stimoli di valore individuale per il lavoro svolto quotidianamente è anche uno strumento utile per contrastare quelle condizioni che tendono ad irrigidire. In ogni attività svolta è possibile individuare le seguenti domande: “Cosa c'entra questo con me? Che cosa posso imparare da questo?. Invece di svolgere il lavoro solo per dovere o di soffrire sotto il suo peso, è possibile cercare di comprendere il significato che esso ha per noi. Bisognerebbe chiedersi se sia possibile arricchirlo con qualcosa di nostro. Forse ciò non è proprio facile da individuare, ma esiste sempre un pensiero in di liberarci dai vincoli. Se procedendo in questo modo diventa possibile creare delle compensazioni, allora è pure possibile servirsi di tutte le più moderne apparecchiature senza ammalarsi.Nello stesso tempo è possibile sviluppare una tale mobilità intcriore da tornare risolutiva nel l' affrontare numerosissime situazioni della vita.

 

 

 

 

è sempre raccomandabile

fare una passeggiata,

andare in bicicletta o

esercitare un'attività

sportiva.

 

 

 

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