Non siamo capaci di ascoltarli (Rflessioni sull'infanzia e l'adolescienza)

Che cosa significa oggi educare? Siamo ancora depositari di un discorso «forte» da trasmettere ai nostri figli? E siamo in grado di ascoltare? Questo libro è il diario di un testimone che ha provato a raccontare l'arte difficile dell'incontro tra generazioni diverse.

Da anni Paolo Crepet viaggia lungo l'Italia per incontrare genitori, studenti, insegnanti, educatori. Da questo lavoro di ascolto, sul campo, sono nate le riflessioni contenute nel libro. Si parla di noia, di creatività, di droga, di felicità, di famiglie per bene, di microcriminalità, del diritto alle emozioni, della solitudine e dell'autismo tecnologico, di politica della città, di una scuola nuova e mite, della risorsa della diversità, della necessità di insegnare a rallentare il nostro tempo. La scuola e la famiglia sono attraversate da una crisi silenziosa: nulla è più come qualche decennio fa eppure sembra difficile per tutti trovare nuova autorevolezza e disponibilità a guardarsi con spirito autocritico. Ne manuale, ne saggio, questo libro contiene rabbia e indignazione per ciò che non si fa per amare i nostri bambini e i nostri adolescenti. E la convinzione che questa sia la sfida più difficile e affascinante per la nostra comunità.

Paolo Crepet (http://www.paolocrepet.it ), psichiatra e sociologo, insegna Culture e linguaggi giovanili presso il corso di laurea in Scienze della Comunicazione dell'Università di Siena. Collabora con «Specchio» de «La Stampa». Per Feltrinelli ha pubblicato Le dimensioni del vuoto. I giovani e il suicidio (1993), Cuori violenti. Viaggio nella criminalità giovanile (1995), Solitudini. Memorie d'assenza (1997), e, con G. De Cataldo / giorni dell'ira. Storie di matricidi (1998). Con Einaudi, Naufragi. Storie di confine

In copertina: Oliviero Toscani, foto di sua figlia Loia.

Einaudi Tascabili. Stile libero

€ 7,75

isbn 88-06-15785-x

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