Notti in bianco

Il medico consiglia di mantenere costante l'ora in cui si va a dormire e quella in cui ci si sveglia, di evitare alcool, fumo e caffeina


 

L'abat-jour sul comodino si spegne e nella stanza da letto cala un fitto ed impenetrabile buio. Le lenzuola stropicciate sembrano aggrovigliarsi in una morsa infernale e gli occhi fissi sul soffitto lasciano presagire un'altra notte in bianco.
Lo scenario, purtroppo, non è quello di un best seller di Agatha Christie, ma il dietro le quinte di un povero insonne che tenta disperatamente di addormentarsi. Secondo recenti studi, infatti, in Italia sono dodici i milioni di persone che durante la notte non riescono a prendere sonno. Cifre da non sottovalutare se si pensa alla quantità di ore di sonno perse e al peggioramento della qualità della vita che ne consegue. Irritabilità, abbassamento dell'efficienza fisica e mentale, disturbi della memoria, ansia e depressione. La vita dell'insonne è tutt'altro che semplice. Cosa fare? Primo consiglio, lasciare perdere le pecorelle che andrebbero, infatti, rispedite all'ovile perché spesso causa di ansia notturna. Stessa sorte per lo zapping notturno e i noiosi programmi televisivi. Occorre, insomma, regolare quei comportamenti che incidono sulla qualità del riposo. Per farlo è indispensabile mantenere costante l'ora in cui si va a dormire e quella in cui ci si sveglia, evitare di lavorare o studiare subito prima di andare a letto, ridurre nelle ore serali i cibi che affaticano la digestione e tenersi lontano da alcool, fumo e caffeina.
Per aiutare chi continua irrimediabilmente a gironzolare per casa, intervengono il medico di famiglia, punto di riferimento per molti pazienti, e la ricerca. A livello terapeutico, infatti, si è verificato un cambiamento importante per quanto riguarda i farmaci disponibili sul mercato. In forte diminuzione le cure a base di ipnotici benzodiazepinici, i cui effetti collaterali provocavano stordimento, riduzione temporale della fase rem e un rallentamento delle funzioni quotidiane. Per non parlare del forte rischio di abuso e dipendenza che possono procurare. Aumentano, invece, le cure a base di composti che inducono ad un sonno naturale e di qualità.
Dall'insonnia si può guarire e forse, un giorno, dodici milioni che ne soffrono si dimenticheranno delle notti in bianco e ricominceranno a fare sonni tranquilli.

Di Loretta D'Amico

FONTE: www.ageingsociety.com

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