Ortica, il ricostituente naturale

Nessuno vorrebbe possederla nel proprio giardino ma, se c'è, strappatela e utilizzatela per rinvigorirvi in vista dell'estate. furono i Romani a strofinarla per primi sulla parte dolorante per curare i reumatismi; mentre nel Medioevo la gotta veniva alleviata battendo l'arto malato con la pianta fresca.

Oggi l'ortica è apprezzata per le vitamine A (carotene) e C, i sali minerali come calcio, ferro e potassio, e gli aminoacidi essenziali come l'acetilcolina, che la rendono depurativa, diuretica, ricostituente, emostatica; combatte l'artrite e riduce il colesterolo. Per il contenuto in clorofilla (simile all'emoglobina del sangue), è indicata per convalescenti, anziani e anemici.

La coltivazione

Pur essendo un ottimo concime per il terreno, l'ortica non è gradita in orti e giardini. Se però siete disposti a sacrificare un angolino di terra in un punto poco frequentato, ne sarete ripagati. Si reperisce in campagna e si trapianta in qualunque terreno, purché ben nutrito. Tenetela sotto controllo perché si espande facilmente.

Come si raccoglie

E una pianta “nitrofila” (cioè amante dei terreni ricchi di azoto) e si trova vicino a centri abitati e ruderi, in terre incolte e lungo le strade di campagna, in tutta Italia dalla costa all'alta montagna. Controllate che in vicinanza non ci siano discariche, ferrovie o strade di grande passaggio, che inquinano le piante con piombo e altri metalli.

Si raccoglie con un paio di guanti robusti, tagliando i fusti alla base con le cesoie. L'effetto benefico è al massimo in aprile; inoltre le foglioline e le cimette appena nate sono adatte anche per l'impiego in cucina. Le parti destinate a uso fitoterapico vanno sciacquate sotto l'acqua corrente e poi essiccate all'ombra e conservate in vasi di vetro.

L'ortica si può trovare in qualche mercatino delle erbe, in primavera, in mazzetti freschi; oppure si acquista in erboristeria essiccata o sotto forma di succo fresco.

In erboristeria

• Come ricostituente: ponete 3-4 cucchiaini di foglie secche e sminuzzate in una tazza d'acqua bollente per 10 minuti; filtrate e addolcite con miele di castagno. Consumatene 3-4 tazze al giorno per 2 settimane.

• In caso di anemia: mettete 4 cucchiaini di pianta completa, essiccata e sminuzzata in una tazza d'acqua bollente per 10 minuti; filtrate e dolcificate con miele di castagno. Bevetene 3 tazze al giorno per 3 settimane.

Oppure prendete un cucchiaino di succo fresco ogni giorno prima dei pasti.

• Per depurare l'organismo in primavera: aggiungete a una tazza d& apos;acqua 2 cucchiaini di foglie secche e sminuzzate, e fate bollire per 5 minuti; filtrate e dolcificate con miele di tarassaco. Assumetene una tazza al giorno per 3 settimane.

• Se i capelli cadono: bollite 200 g di foglie e fusti secchi in mezzo litro d'aceto di vino per 5 minuti, filtrate e fate raffreddare. Frizionate il cuoio capelluto con il liquido ogni sera per 3 settimane, lavando i capelli solo la mattina dopo.

• Per alleviare problemi di acne: picchiettate la pelle ogni sera con un batuffolo di cotone imbevuto di succo d'ortica, ottenuto pestando in un mortaio 200 g di fusti e foglie freschi, filtrando subito dopo.

La scheda botanica

L'ortica (Unica urens) è riconoscibile per l'azione irritante che provoca a contatto con la pelle. è una pianta erbacea perenne con fusti annuali, che raggiungono 1-2 m di altezza; ha foglie ovali, seghettate, color verde scuro; i fiori, poco appariscenti, sono piccolissimi, giallo-verdastri e compaiono tra giugno e settembre.

Fra realtà, storia e leggenda

• L'uomo si accorse presto che l'ortica è fatta di fibre vegetali robustissime, adatte per stoffe molto resistenti: sono state ritrovate le ossa di un danese dell'età del Bronzo avvolte in un tessuto di fusti d'ortica. Fino al XIX secolo in Scozia si adoperavano tovaglie e lenzuola, e durante la seconda guerra mondiale stoffe e corde, ricavate da questa pianta. Fino all'800 la radice era usata per tingere di giallo le stoffe.

• Sapete perché l'ortica punge? Per difendersi dagli aggressori come gli animali selvatici in cerca di cibo, ma anche dall'uomo che ha sempre cercato di eliminarla. La pianta è cosparsa di peli che contengono una sostanza irritante, l'istamina. I peli sono molto fragili: al più piccolo sfioramento, si spezzano e, come l'ago di una siringa, si infilano sotto la pelle iniettando il liquido urticante (una minima quantità provoca le fastidiose bollicine).

• II botanico P.A. Mattioli (XVI sec.) diceva che è l'unica pianta che si riconosce anche in una notte senza luna, per la puntura che dà al solo sfiorarla: nel linguaggio dei fiori è simbolo di crudeltà.

di Elena Tibiletti

Tratto da:Giardinaggio

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