Osteoporosi: la cura «una volta» all'anno

Arriva anche in Italia una nuova modalità di trattamento (solo ospedaliera) in infusione.

MILANO - Una infusione all'anno contro l'osteoporosi. E' l'ultima novità in arrivo per contrastare la malattia che rende fragili le ossa, esponendo al rischio di fratture, soprattutto del femore e delle vertebre, in particolare le donne anziane. L'infusione in questione è a base di acido zoledronico alla dose di 5 milligrammi, e potrà essere prescritta a praticata solo in ospedale. Secondo i dati resi noti in occasione della presentazione del farmaco la riduzione di fratture arriverebbe al 35% . In Italia ogni anno si stimano circa 80 mila casi di persone che vanno incontro a frattura al femore, e che nel 25% dei casi, soffrono una seconda frattura. Spiega Umberto Tarantino, Professore Ordinario di Malattie dell'Apparato Locomotore- Università degli Studi di Roma Tor Vergata: «Il fenomeno delle ri-fratture è correlato al fatto che la maggior parte delle pazienti, dal 40 al 60%, non si presentano nemmeno alla prima visita di controllo in ospedale, un mese dopo l'intervento al femore; non seguite adeguatamente, le pazienti vanno incontro alle note ulteriori complicanze e rifratture. Va poi considerato che tra le pazienti che iniziano un trattamento terapeutico, registriamo un tasso di aderenza alla terapia inferiore al 50% (cioè meno di 6 mesi/anno) che, secondo evidenze cliniche, non genera alcuna protezione dalla ri-frattura».

COSTI - Ogni infusione costa 280 euro, totalmente a carico del Servizio Sanitario. Un prezzo considerevole, che però, secondo gli esperti presenti alla conferenza stampa di presentazione del farmaco a Milano il 19 febbraio, sè compensato dal risparmio complessivo che si può conseguire sul fenomeno fatture. Il rischio di fratture e ri-fratture da osteoporosi spesso non adeguatamente diagnosticato e trattato comporta infatti- è stato sottolineato- costi notevoli per il Servizio sanitario. In Italia per il 2009 si stimano costi a carico del Ssn per fratture e ri-fratture al femore pari a circa 1.211 milioni di Euro, di cui 212 milioni solo per le ri-fratture. «Il trattamento farmacologico in monosomministrazione annuale rappresenta la soluzione. Trattare tutti i pazienti che subiscono una frattura di femore con l'acido zoledronico una volta l'anno, ridurrebbe le ri-fratture di femore del 30%, diminuendo quindi anche i decessi successivi, assicurando un'aderenza alla terapia del 100% e con un risparmio netto valutato in circa 50 milioni di Euro/anno per il Servizio sanitario nazionale, è il primo farmaco che, pur dimostrando una maggiore efficacia rispetto alle terapie esistenti, ha un costo più basso dei generici» ha spiegato Silvano Adami, docente di Reumatologia all'università di Verona e direttore del Centro di riferimento regionale per l'osteoporosi di Valeggio sul Mincio (Verona).
«Una soluzione per un problema difficile – conferma Umberto Tarantino, ordinario di Malattie dell'apparato locomotore all'università di Roma Tor Vergata – Oggi, infatti, almeno il 40% degli oltre 80 mila pazienti italiani colpiti ogni anno da una frattura al femore viene trattato per la frattura, ma non per l'osteoporosi». Dopo le dimissioni «il 40-60% dei malati sfugge anche alla prima visita di controllo in ospedale, e fra i pazienti in terapia antiosteoporosi il tasso di aderenza al trattamento è inferiore al 50% e sotto al 27% nella metà delle donne in cura». Risultato: entro tre anni il 25% incorre in una seconda frattura».

Fonte: www.corriere.it/salute

Pubblicato da: fiore

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