Piante antiche e piante curiose

Dalla mitologia greca alla tradizione cristiana. Per finire con i fiori trasparenti. Notizie imperdibili per quanti hanno il “pollice verde”.

Anemone:

il sangue di Adone

La leggenda racconta che dal sangue di Adone, sgorgato dalle mortali ferite infertegli da un cinghiale scatenato da Persefone, invaghitasi del bellissimo giovane e gelosa di Afrodite, siano nati fiori purpurei: gli anemoni, conosciuti dunque sin dall'antichità. I greci li associavano alla morte e alla rinascita e anche la simbologia cristiana li identifica nel sangue di Gesù. Ma al di là delle credenze, l'anemone è un fiore allegro e coloratissimo che può sbocciare in primavera, in estate e in autunno così da allietare giardini e terrazzi per un ampio arco di tempo. E' molto adatto per creare bordure ed aiuole ed in vaso fa la sua figura. Dall'originale color rosso, gli esperti hanno creato fiori di altre tinte, come il rosa, il bianco, il crema, il blu e il viola. Sono piante longeve, rustiche e delle quali si conoscono circa 150 specie. I fiori sono a forma di coppa, con petali in numero variabile da cinque a venti, si coltivano in qualsiasi terreno, purché ben drenato, in pieno sole o a mezz'ombra, sono anche adatti ad essere recisi per rallegrare gli interni delle case. All'anemone William Shakespeare dedicò un bellissimo sonetto in cui si narra la leggenda dello sfortunato amore di Venere ed Adone, legato a questo suggestivo e delicato fiore.

L'albero di Giuda

Un'altra storia, questa volta cristiana, riferisce che Giuda Iscariota, sopraffatto del rimorso per aver venduto Gesù, si sia impiccato ad un albero. Ma di che pianta si trattava? Pare che fosse il Cercis Siliquastrum (Cercis, in greco antico, significa spola, in riferimento alla forma dei suoi frutti). E' un albero che cresce in tutto il bacino del Mediterraneo, Italia compresa. La sua altezza non supera i sei metri e la chioma si espande per tre-quattro metri, I fiori, rosa-porpora, lunghi un centimetro, riuniti in piccoli gruppi, spuntano direttamente sui rami a fine primavera-inizio estate. Successivamente appaiono dei baccelli lunghi una decina di centimetri, dapprima verdi e poi rossi, che persistono fino alla successiva primavera. Questo alberello, che non pretende particolari cure e cresce bene in qualsiasi tipo di terreno, è adatto ad arredare un giardino di città perché tra le sue caratteristiche ha quella di essere resistente allo smog e all'atmosfera inquinata.

Fiori di Vetro

Li chiamano fiori di vetro non perché siano finti, ma perché i loro gambi sono trasparenti. Parliamo dell'Impatiens, una piantina che sul momento, magari quando si acquista, appare un po' sparuta ma che, una volta messa a dimora, comincia a produrre un'infinità di fiori a ripetizione, formando veri e propri cuscini di ogni tonalità perché le Impatiens sono praticamente di tutti i colori, escluso il blu. Anche le loro foglie, spesso, sono colorate, contribuendo così a dare una resa cromatica ancora più vistosa. Esistono circa 700 specie di fiori di vetro, provenienti da ogni angolo del mondo: Africa, Asia, America settentrionale. Ne nasce un tipo anche in Italia dallo stravagante nome “Noli-me-tangere”, che produce da giugno a settembre fiori gialli con gola macchiata di rosso, grandi due-tre centimetri. Le Impatiens possono essere rustiche, annuali, delicate, perenni o sempreverdi. C'è da dire che le perenni, nei climi più rigidi, non riescono a superare l'inverno, salvo che non si vogliano ricoverare in serra. Di solito non superano i 50 centimetri d'altezza, ma v'è un tipo, la “Roylei”, originaria dell'Himalaya, che raggiunge il metro e mezzo e ha fiori lunghi cinque centimetri, porpora rosa o gialli, con macchie cremisi, riuniti in pannocchie, che sbocciano in agosto-settembre. I fiori di vetro che sono anche adatti ad essere allevati in vaso, oltreché formare vivacissime aiuole di tutti i colori. Quanto alle cure, le piante vanno innaffiate regolarmente, non temono la pioggia, preferiscono la mezz'ombra. L'unica cosa che detestano, il vento forte, quindi cerchiamo di ripararle dagli spifferi violenti. Nel caso in cui una ventata spezzi i suoi fragili e trasparenti gambi, non disperatevi: è sufficiente prendere un ramoscello, metterlo in acqua e dopo qualche giorno vedrete spuntare le radici. A questo punto avrete due possibilità: o lasciare le Impatiens in acqua, dove si svilupperanno normalmente, o rimetterle in terra. In entrambi i casi saranno identiche alla piantmadre, riproponendo fiori dello stesso colore.

Di Diana Geraldini

Tratto da: Il Giornale della Previdenza

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