Piante per purificare l'aria – Piante efficienti

Le piante nei luoghi chiusi depurano l'aria dalla polvere e dagli inquinanti. Senza dimenticare che la loro vista fa diminuire lo stress e stimola la creatività

La scelta di sistemare piante all'interno di abitazioni, uffici, edifici pubblici in genere è guidata da esigenze di natura estetica.
Da qualche anno, grazie anche a studi specifici realizzati prima negli Stati Uniti e poi anche in Paesi Europei come l'Olanda e la Germania, si sono aggiunte altre motivazioni legate alla comprensione dell'importante ruolo che le piante svolgono nell'azione di purificazione dell'aria presente negli ambienti chiusi degli edifici.
La funzione purificatrice delle piante è nota da sempre, ma non erano noti i meccanismi attraverso i quali le piante sono in grado di assolverla e non erano note le capacità delle singole piante nei confronti degli elementi nocivi per la salute dell'uomo, presenti negli ambienti chiusi.


Le conclusioni dei ricercatori, hanno dato un notevole impulso, in America e nel Nord Europa, allo sviluppo dell'utilizzo delle piante per l'arredo degli spazi interni negli edifici pubblici tanto che si è sviluppata una vera e propria specializzazione: l'interiorscaping.
Prima di entrare nel dettaglio dell' argomento una premessa è sicuramente d'obbligo: affinché le piante possano svolgere al meglio le funzioni per cui vengono collocate nei diversi ambienti, quindi anche per la sola funzione decorativa, non dobbiamo dimenticare, che devono essere mantenute al massimo della loro efficienza. In sintesi devono poter usufruire di tutti gli elementi indispensabili per il loro equilibrato sviluppo.

L'efficienza delle piante
Per avere piante “efficienti” occorre assicurare adeguate quantità di acqua, luce, nutrimento, calore, senza dimenticare la scelta dei substrati, che devono essere specifici sia per caratteristiche fisiche e chimiche; importante è poi una giusta collocazione, che deve precedere la scelta della pianta; in altre parole, la pianta va scelta in funzione del luogo in cui verrà sistemata.
Le piante filtrano e purificano l'aria per sedimentazione e assorbimento; inoltre le superfici fogliari trattengono polvere e fuligine. Ma l'aspetto più incisivo è legato alla fotosintesi: processo che determina l'assorbimento di anidride carbonica che viene sostituita con ossigeno; l'ossigeno non solo rende l'aria più “pulita” e adatta alla vita delle persone, ma diluisce anche le sostanze inquinanti eventualmente presenti nell'atmosfera.


Un altro processo importante per capire come le piante possano purificare l'aria è quello della traspirazione che (assieme all'assorbimento di acqua dalle radici) contribuisce a regolare l'umidità, a modificare la temperatura e a regolare gli ioni dell'aria.
Ma restiamo alla fotosintesi per evidenziare quegli aspetti che la limitano e quindi, volendo valutare la funzione purificatrice delle piante, limitano anche la capacità di svolgere pienamente questa funzione.


Si possono considerare fattori interni alla pianta e fattori esterni. I fattori interni (quali numero degli stomi, contenuto in clorofilla, …) interessano in misura minore; possono essere un motivo discriminante la scelta della specie più adatta ad assolvere la funzione di purificazione dell'aria, pertanto sono elementi che, per così dire, vanno valutati a livello scientifico, a priori, e non dipendono dalla pratica quotidiana di cura delle piante.
I fattori esterni sono molto importanti e sono: la luce con la sua intensità e qualità (tipo di radiazione, lunghezza d'onda), la quantità di anidride carbonica, il grado di temperatura, la quantità d'acqua presente nel substrato e nell'atmosfera.

In redazione: F.G.

Fonte: http://culturadelverde.imagelinenetwork.com

Condividi questo articolo