Più di mille giri nel pulito

Aumenta la capacità dichiarata dei cestelli, si moltiplicano le funzioni, spesso utili. L'efficacia nel lavaggio, tranne che per un modello, è soddisfacente. Per rientrare nella classe energetica ottimale, però, alcune lavatrici “risparmiano” sul risciacquo e allungano un po' troppo la durata dei cicli di lavaggio.

Un solo modello mostra la corda nelle prove più importanti: praticamente cutte quelle di lavaggio. Ma per la lavatrice Smeg SLB12DX anche la facilità d'uso e il rumore danno qualche problema. Nonostante i 15 programmi offerti, nei cicli davvero essenziali questo apparecchio non garantisce risultati soddisfacenti. Quanto agli altri sei modelli considerati, tutti se la cavano abbastanza bene anche se la durata del ciclo di lavaggio del cotone a 30 °C è eccessiva per molti e il risciacquo non è abbastanza efficace per la metà dei modelli: rimangono tracce di sapone che, in caso di allergie, potrebbero dare dei fastidi. Dopo un periodo di bassa fortuna, sembrano tornate di moda le lavatrici di grossa capienza. Con questi modelli, secondo i produttori, è possibile lavare fino a 6 o addirittura 7 chili di biancheria in cotone. Attenzione però: la dimensione del cestello aumenta di poco, il che vuoi dire che ogni chilo di bucato avrà in realtà meno spazio. Quanto all'utilità di poter fare bucati “giganti”, va valutata di caso in caso. Chi lava molto e molto spesso potrà forse risparmiarsi qualche ciclo e lavare più indumenti contemporaneamente. Per tutti gli altri una capienza di 5 kg è quasi sempre più che sufficiente.

Capienti, risparmiose e accessoriate, ma…

Tutti gli apparecchi del test appartengono alla classe energetica A, quella che dovrebbe minimizzare i consumi sia elettricisia di acqua. Ma anche in questo caso è bene andare oltre alle apparenze: l'etichetta energetica non si applica a tutti i programmi disponibili, ma solo a quello standard di riferimento, che non sempre si avvicina all'uso reale che la maggior parte dei consumatori farà della lavatrice.

Inoltre per tenere a bada i consumi, sono spesso necessari cicli di lavaggio più lunghi. Infine per risparmiare acqua il numero di risciacqui è limitato e questo spesso si traduce in residui di detersivo sui capi. Non si tratta solo di teoria. Il comportamento dei modelli testati dimostra che i punti deboli sono proprio questi: cicli molto lunghi e risciacqui spesso insufficienti. Se siete costretti a un risciacquo aggiuntivo (quasi tutti i modelli offrono questa opzione) i consumi di acqua ovviamente salgono.

• Centrifuga: quanti giri? I modelli di lavatrici selezionate per le prove si attestano su un velocità massima di centrifuga di 1.200 giri (tranne Miele W 502 che si ferma a 1.100). Questa velocità viene raggiunta solo nel programma cotone, mentre per i tessuti più delicati è automaticamente ridotta per non rovinare i capi. Tutti gli apparecchi offrono comunque la possibilità di scegliere la velocità della centrifuga o di escluderla del tutto: due opportunità interessanti. Utile anche il pulsante di arresto prima della centrifuga. Serve a evitare che, in vostra assenza, il ciclo di lavaggio si esaurisca con il rischio che il bucato resti stazzonato nel cestello per ore prima che possiate stenderlo. Le pieghe, in queste condizioni, diventano più difficili da togliere: stirare diventa faticoso. Scegliendo questa opzione, invece, potete azionare la centrifuga quando preferite in modo da essere pronti, a fine ciclo, per stendere subito, e stirare con meno fatica.

• Programmi.

Il modello che ne ha di più ne offre ben 21: ma quante vite ci vorranno per usarli tutti? Non fatevi abbagliare da una vasta offerta di programmi, perché si finisce spesso per usare i soliti tre o quattro. Il modello Migliore del Test e Miglior Acquisto ne ha soltanto cinque: quelli che servono.

• Temperatura.

In genere a ogni programma è abbinata la giusta temperatura. Quattro modelli, però, vi danno la possibilità di scegliere la temperatura che preferite, con l'accortezza di diminuirla automaticamente se ne avete scelta una eccessivamente alta per i capi delicati. Nessun apparecchio invece è dotato del pulsante per il mezzo carico. Ma le lavatrici si sono evolute ed hanno comunque tutte il riconoscimento automatico del carico e quindi regolano tempi e consumi in funzione della quantità di biancheria.

• Altre funzioni.

La funzione Eco, presente in un modello sotto forma di programma e in un altro come tasto aggiuntivo, riduce consumi d'acqua e di energia, il che si traduce come al solito in una durata maggiore del lavaggio. Quasi tutti i modelli prevedono un risciacquo intensivo, per sopperire all'esiguità dei risciacqui nei programmi standard e anche il lavaggio breve, che però oltre ai tempi riduce anche l'efficacia. Anche un lavaggio intensivo è possibile su due modelli, ma prima di usarlo è bene capire se davvero vi serve, aiutandovi con i suggerimenti del produttore. Infine, sempre nell'ottica di essere presenti a fine bucato per poter stendere subito, cinque modelli hanno la funzione di avvio differito: la lavatrice parte quando decidete, per esempio un'ora o due prima del vostro ritorno a casa.

La prova del bianco

Per valutare l'efficienza dei modelli abbiamo scelto i tre programmi più comunemente usati: cotone a 60°C, cotone a 30 °C e sintetico a 40°C. Gli stessi campioni di tessuto con gli stessi tipi di macchie (grasso corporeo, sangue, vino, erba, tè, rossetto, fondotinta e altre) sono stati inseriti nei cestelli delle lavatrici del test per tre diversi cicli di lavaggio. Le prove hanno dato risultati soddisfacenti o accettabili per quasi tutti i modelli. Soltanto Smeg SLB12DX non raggiunge la sufficienza in nessuna delle tre prove di efficacia. Per tutte le altre lavatrici qualche problema si segnala solo in merito alla durata dei cicli di lavaggio, che però, come si vede in tabella, ottiene un giudizio a parte che non influisce sul voto dato per l'efficacia. Insomma, se un modello lava molto bene ma ci mette molto tempo ottiene comunque un ottimo giudizio di lavaggio e un'insufficienza nella durata. Per tirare le somme abbiamo fatto poi una media pesata tra i risultati delle tre prove per darvi un giudizio totale sul lavaggio.

Consumi, rumore, facilità d'uso…

L'etichetta energetica non mente: questi modelli tengono a bada i consumi sia di acqua sia di energia. Ve ne diamo conto in tabella con un risultato complessivo delle tre prove, dove non risulta nessuna insufficienza. Ma vale sempre la precisazione fatta prima: l'etichetta energetica non vale per tutti i programmi.

• Centrifuga ok, risciacquo ko.

Per avere un quadro completo del comportamento delle lavatrici, nel corso delle prove di efficacia abbiamo anche valutato altri aspetti, non meno importanti per l'uso quotidiano. Confrontando il peso della biancheria prima e dopo il bucato abbiamo calcolato quanta umidità rimane nei tessuti alla fine della centrifuga. Le lavatrici a 1.200 fanno ciò che ci si aspetta da loro: eliminano efficacemente l'umidità dai capi. Non si può dire altrettanto del sapone. A lavaggio concluso abbiamo valutato l'alcalinità dell'acqua eliminata dal cestello. In questo modo abbiamo potuto verificare la presenza di residui di detersivo che in 3 modelli, contrassegnati da un giudizio mediocre, sono stati considerati eccessivi, segnale che il risciacquo non è stato efficace.

• Facili da usare.

Dalla maneggevolezza dell'apertura e della chiusura dell'oblò, alla comprensibilità delle istruzioni, alla chiarezza del pannello dei comandi, abbiamo valutato molti aspetti della facilità d'usodi questi apparecchi. L'unico modello a non risultare soddisfacente è ancora Smeg SLB12DX: l'oblò è piuttosto difficile da chiudere e un po' troppo “libero” nell'apertura, il cassetto del detersivo è scomodo e non ci sono scritte sui pulsanti.

• Rumore sotto controllo.

La mi- surazione dei decibel e un test soggettivo di “ascolto& quot; ci hanno rassicurato sul fatto che il rumore emesso da queste lavatrici non è eccessivo. Smeg, ancora una volta, si comporta peggio.

• Protezione dagli allagamenti,

Aquastop e galleggiante. Sono due dispositivi che mettono al riparo dal rischio di allagamento nel caso qualcosa non funzioni. La presenza ed efficacia provata sui nostri apparecchi di almeno uno dei due ci ha consentito di assegnare un giudizio buono. Giudizi sufficienti segnalano invece l'assenza di entrambi, ma anche l'assenza di perdite d'acqua, nonostante le dure prove cui abbiamo sottoposto i modelli per verificarne la resistenza. Indesit WIXL 126, strapazzato dalle nostre prove di allagamento, non ha retto, mostrando perdite.

• Consumi e costi.

Con la nostra rilevazione dei prezzi di vendita nei diversi negozi e grande distribuzione abbiamo trovato per ogni modello un prezzo minimo e uno massimo. Come potete notare, le possibilità di risparmio scegliendo bene il punto vendita sono notevoli: per il Miglior Acquisto, ad esempio, si paria di ben 210 euro di differenza tra prezzo minimo e massimo, solo cambiando negozio. Nelle pagine che seguono trovate anche una rilevazione dei prezzi nei punti vendita di alcune delle principali città italiane, per aiutarvi a scegliere il prodotto a prezzo più conveniente. Fatta una media del prezzo di acquisto rilevato e calcolato il consumo medio di acqua, energia e detersivo, abbiamo costruito due profili d'uso e per ciascuno abbiamo calcolato il costo medio del singolo lavaggio, che tiene conto anche dell'ammortamento della macchina. Per le famiglie numerose che fanno un uso molto frequente della lavatrice, il profilo è quello che prevede 7 lavaggi a settimana per 10 anni. Il costo minimo a bucato è garantito da Candy CM126TXT ed è pari a 0,55 euro. Per il secondo profilo, che contempla un uso un po' meno frequente della lavatrice su più anni (4 lavaggi a settimana per 15 anni), le meno care sono Candy CM 126TXT e Indesir WIXL 126 con 0,58 euro a lavaggio.

Bucato amico di chi è in difficoltà

La lavatrice è tra gli elettrodomestici più usati da tutti in casa. Per questo abbiamo voluto verificare quanto l'uso dei modelli del test risulti comodo e facile per le persone anziane o portatrici di handicap. Ecco le problematiche di cui abbiamo tenuto conto e i possibili ostacoli che queste persone possono incontrare nell'uso delle lavatrici.

Sedia a rotelle

Le lavatrici a oblò frontale sono preferite dai consumatori europei rispetto a quelle a carica dall'alto. Chi è in sedia a rotelle, però, ha difficoltà a riempirle e svuotarle quando l'oblò non si apre completamente (a 180°). Inoltre per loro è importante che tasti e spie luminose siano ben visibili dalla posizione seduta. La pulizia del filtro può risultare problematica, perché questo si trova in genere sotto l'apparecchio.

Difficoltà di movimento.

Chi cammina appoggiandosi a un bastone o a un girello, avrà difficoltà a compiere tutte le azioni che richiedono l'uso di entrambe le mani. Se hanno problemi di equilibrio non saranno poi in grado di esercitare molta forza quando devono tirare (ad esempio lo sportello), perché rischiano di sbilanciarsi e cadere all'indietro. Inoltre è possibile che abbiamo difficoltà a chinarsi: pulsanti e spie devono perciò essere visibili stando in piedi e tasti e manopole devono poter essere manovrati dalla stessa posizione. Anche per queste persone la pulizia del filtro rappresenta senza dubbio un problema. :

Difficoltà nell' uso delle mani.

Pulsanti e manopole molto piccoli o scomodi possono porre problemi a chi soffre di artrite o ha comunque problemi nel maneggiare oggetti. La poca forza delle mani, inoltre, rappresenta un ostacolo nell'apertura di oblò e vaschette per il detersivo particolarmente duri. Deludente Candy CM 126 TXT.

Problemi di vista.

Scritte e simboli devono essere abbastanza grandi (preferibilmente in corpo 14 o almeno 12), e ci deve essere sufficiente contrasto tra le scritte e il loro sfondo (ottimale il nero su bianco). L'indicazione del programma dovrebbe essere contraddistinta anche da un indicatore tattile che ne renda più facile il riconoscimento. Se i pulsanti che presiedono a funzioni diverse hanno forme diverse, le persone con problemi di vista ne saranno avvantaggiate. I comandi elettronici sono i più penalizzantiper; persone che vedono poco. Ancora scarsa Candy.

Più velocità, più usura?

“Mia moglie limita sempre a 400 giri al minuto la velocità della lavatrice, perché ritiene che gli indumenti si rovinino meno, ma sono molto umidi e d'inverno l'asciugatura è problematica. Esistono test che pos- sono confermare che al. 000 giri la biancheria si usura come a 400, perché la forza centrifuga contrasta la forza di gravita, per cui la biancheria cade con meno forza a ogni giro?” è il questo posto dal nostro lettore R.S. Sono tanti i fattori che incidono nel determinare l'usura del bucato in lavatrice: la durata del bucato (più dura, maggiore l'usura), il volume d'acqua (più è, più aumenta l'usura), la quantità di biancheria (oltre a una certa quantità minima, diminuisce l'usura). Un altro fattore che influisce è la temperatura di lavaggio. Infine, incide anche la composizione dei tessuti. Quanto alla velocità di rotazione: dapprima aumenta, ma oltre un certo limite fa calare l'usura, perché con l'aumentare della velocità diminuisce lo sfregamento tra tessuti. In pratica: per il bucato in cotone i 1.000 giri si possono utilizzare tranquillamente; per fibre più delicate (seta, sintetici) ridurre la velocità può essere consigliabile.

Miglior acquisto

Lavano abbastanza bene e hanno come soli punti deboli il risciacquo e la durata a volte eccessiva dei cicli di lavaggio. Tra i nostri 7 modelli solo uno, Smeg SLB12DX, non : raggiunge la sufficienza finale. Fra tutti gli altri, il Migliore del Test e Miglior Acquisto è Rex Rl 7200 TS (da 600 a 810 euro), l'unico modello a ottenere un giudizio globale buono, unito a un prezzo, e soprattutto a un costo per; lavaggio, accettabile. Abbiamo messo alla prova le lavatrici anche dal punto di vista di una persona anziana o con difficoltà di movimento, uso delle mani o vista nel complesso nessun modello è bocciato, ma si può migliorare.

Tratto da: Altroconsumo

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