Prevenire e curare. Ustioni cosa fare

Prima regola: mettere la parte ustionata sotto l'acqua fredda corrente e tenercela per almeno venti minuti. Molte scottature – quelle più lievi – si possono curare da soli o si curano ricorrendo al medico o al farmacista. Bruciature più profonde o più estese richiedono invece il ricovero in ospedale. Il ricovero per ustione in Italia non è raro (8.500 casi all'anno); molti di questi casi potrebbero essere evitati seguendo le semplici misure di prevenzione di cui parleremo più avanti. Nel nostro paese esistono 19 centri Grandi Ustionati, per trattare i casi più gravi. Qui di seguito vedremo che tipo di ustioni si possono avere, come riconoscerle e prestare un immediato soccorso, quali sono i trattamenti più indicati e gli errori da non fare. Non ultimo: come prevenire i rischi.

Tre gradi

La pelle è composta da tre strati diversi di tessuto. Si distinguono tre tipi di ustioni, a seconda della loro profondità e quindi dello strato di pelle che danneggiano.

- 1° grado. Sono le ustioni che riguardano solo l'epidermide, che è lo strato più superficiale della pelle. è composto da un sottile strato di cellule epiteliali, sufficiente a proteggere gli strati sottostanti e a evitare perdita di liquidi. Le ustioni sono di primo grado quando c'è:

- arrossamento e gonfiore della cute;

- presenza di dolore e bruciore;

- desquamazione durante la guarigione;

- guarigione in 5-7 giorni;

- assenza di cicatrici.

- 2° grado. Sono le ustioni che raggiungono anche il derma, lo strato intermedio della pelle, composto da tessuto connettivo. Contiene le terminazioni nervose, i capillari sanguigni che ” nutrono” la pelle, i follicoli dei peli e le ghiandole che producono il sudore. Un'ustione è di secondo grado quando c'è:

- presenza di vesciche o bolle;

- cute arrossata e gonfia (come in quelle di primo grado);

- dolore intenso (perché vengono colpite le terminazioni nervose, che trasmettono il dolore);

- guarigione spontanea in 10-15 giorni; possono essere necessari fino a 20-25 giorni per le ustioni più gravi;

- a volte (quando molto gravi), necessità di interventi chirurgici;

- possibilità che restino cicatrici dopo la guarigione.

Non tutte le ustioni di secondo grado sono uguali per gravità. Nelle ustioni più importanti (per esempio da fuoco) possono esserci aree della pelle con vesciche e aree di cute più o meno carbonizzata (ustione di terzo grado).

- 3° grado. Sono le ustioni più profonde che raggiungono l'ipoderma, lo strato formato da tessuto connettivo e grasso che separa la pelle dai tessuti sottostanti, ovvero muscoli, tendini, vasi sanguigni e ossa. Un'ustione è di terzo grado quando c'è:

- colorazione della cute marrone, nerastra, bianco marmoreo; al tatto la cute ha la consistenza della cotenna;

- assenza di dolore (per distruzione delle terminazioni nervose che servono a trasmetterlo);

- guarigione non spontanea e lenta, necessità di interventi chirurgici;

- restano cicatrici, anche estese.

Primo intervento

In caso di ustione è importante intervenire subito in modo efficace. Ecco cosa fare e – soprattutto – gli errori da evitare.

- Prima di tutto, la persona va rimossa dalla fonte di calore. Se ha subìto una scossa elettrica, bisogna staccare la corrente prima di toccarla, altrimenti rischiate di prendere la scossa anche voi.

- Raffreddate immediatamente la parte ustionata con dell'acqua fredda – di preferenza acqua corrente – per almeno 20 minuti. Questa regola è molto importante per evitare che il calore penetri ancora più in profondità nei tessuti e faccia ancora più danni. è anche una misura che allevia il dolore. Se le ustioni sono estese, usate un catino o la vasca da bagno. Se non c'è acqua a disposizione, potete usare altri liquidi freddi, come latte o bibite.

- In caso di ustione di origine chimica, l'irrigazione con l'acqua deve continuare per almeno un'ora, per assicurarsi che la sostanza sia diluita. L'unico caso in cui non va versata acqua è quando l'ustione è causata dalla calce viva, che con l'acqua aggrava il suo potere corrosivo. In questo caso, rimuovere la calce viva dalla pelle e dai vestiti senza toccarla direttamente con le mani, per esempio con un bastone o con un altro attrezzo.

- Se l'agente chimico è finito negli occhi, sciacquate gli occhi sotto l'acqua corrente per almeno 20 minuti. Il modo più efficace è tenere la persona con la testa appoggiata sul lavandino, mentre con un bicchiere le si versa continuamente acqua fredda nell'occhio colpito. Tenete aperte le palpebre con le dita o con un panno.

- Togliete braccialetti, anelli, orologi, collane e cinture che possano stringere: la zona ustionata tende a gonfiarsi e quindi potrebbe essere difficile toglierli dopo.

- Dopo avere raffreddato la parte ustionata, rimuovete i vestiti, ma prestate attenzione che non siano attaccati alla pelle: potreste staccare anche la pelle.

- Un panno pulito e bagnato per mantenere fredda la parte ustionata potrebbe dare sollievo.

- In alcuni casi è importante chiamare subito un medico o un'ambulanza o trasportare la persona ustionata al pronto soccorso. Vediamo quali:

- è rimasto ustionato un bambino che ha meno di 5 anni;

- le bruciature sono estese (la regola dice: se riguardano più del 10% della superficie del corpo negli adulti, più del 5% nei bambini);

- le ustioni hanno colpito il viso, la zona genitale o aree vicine;

- le ustioni sono di origine elettrica (ci possono essere danni interni non visibili) o chimica (se possibile, portate con voi ben chiuso il flacone della sostanza che ha causato l'ustione, in modo da mostrarlo ai medici);

- c'è stata inalazione di fumo (durante un incendio) o di una sostanza irritante;

- la persona ustionata non era già in precedenza in buone condizioni di salute o mostra anche altre ferite oltre alle bruciature.

- Se non è possibile attendere un'ambulanza e dovete trasportare voi la persona in ospedale, coprite l'ustione con qualcosa di pulito, preferibilmente non un tessuto che si attacchi alla ferita. Può andare bene anche la pellicola trasparente da cucina o un sacchetto di plastica pulito. Non fasciate strettamente la parte: deve poter emettere liquidi.

Errori da evitare

Attenzione a non peggiorare la situazione con interventi incauti.

- Non usate ghiaccio o acqua gelida per raffreddare l'ustione: potrebbe aggravarla, e – in caso di ustioni estese – potrebbe abbassare troppo la temperatura del corpo (ipotermia).

- Non cercate di staccare i vestiti rimasti attaccati alla pelle: rischiate di staccare la pelle assieme agli indumenti.

- Non schiacciate bolle o vesciche che potrebbero essersi formate sulla pelle.

- Non mettete niente sull'ustione: né olio, né creme, né lozioni o dentifricio, né burro, margarina, latte condensato, farina, maionese, miele e via dicendo. Non funzionano e rischiano di fare più danni, provocando infezioni e confondendo riguardo alla gravità della situazione, perché modificano l'aspetto dell'ustione.

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Curarsi a casa

Che cosa fare dopo il primo soccorso?

- Le ustioni di primo grado, ossia quando c'è arrossamento senza vesciche (per esempio una scottatura solare) possono essere gestite a casa, anche senza consultare un medico. Ecco che cosa fare:

- pulire almeno una volta al giorno l'ustione con acqua corrente o soluzione fisiologica (si acquista in farmacia);

- se c'è un bruciore fastidioso si può lenirlo applicando una semplice crema idratante senza profumo;

- se c'è molto dolore, prendere compresse di paracetamolo, da assumere per bocca (se adulti, si può prendere una compressa da 1 grammo ogni 6 ore). Se è il caso, consultarsi con il proprio medico per l'utilizzo di un altro antidolorifico.

- Anche le ustioni di secondo grado – quelle con la presenza di bolle o vesciche – possono essere gestite senza consultare il medico, a meno che non si tratti di bambini o persone molto anziane. La cosa più importante è fare attenzione che non si formi un'infezione, che deve essere subito individuata e curata. Se ben trattate, le ustioni di secondo grado non lasciano cicatrici. Ecco come affrontarle:

- pulire ogni giorno la vescica o la ferita (che si forma in caso di rottura della vescica) con l'acqua corrente del rubinetto o con una soluzione fisiologica;

- un disinfettante non è indispensabile, ma se si preferisce usarlo consigliamo un prodotto a base di clorexidina (in commercio Clorosan, Master Aid, Clorexan), la sostanza che in laboratorio ha dimostrato di avere il miglior potere battericida. I prodotti a base di iodopovidone (Betadine), che pure hanno buona attività battericida, sarebbero da evitare nelle ustioni: possono essere assorbiti in eccesso e possono ingannare sul colorito della cute, rendendo più difficile la diagnosi tempestiva di una infezione (sui disinfettanti, vedi Salutest n.195 agosto 2006);

- subito dopo l' ustione, se c'è molto dolore, prendere paracetamolo (una compressa da 1 grammo ogni 6 ore). Consultare il medico per l'eventuale prescrizione di altri antidolorifici;

- tenete la vescica o la ferita coperta con una garza sterile, per evitare infezioni; la vescica può essere lasciata all'aria aperta, ma se non è coperta è maggiore il rischio di romperla accidentalmente;

- se la vescica si rompe e si forma una ferita, bisogna rimuovere le parti di pelle che formavano la vescica con una forbicina disinfettata. Poi è meglio tenere coperta la ferita con una garza sterile, in modo che non si sporchi, meglio se fissandola con un cerotto;

- durante la cicatrizzazione, la pelle sarà arrossata e potrà esserci prurito; se il prurito è molto fastidioso si può cercare di lenirlo, utilizzando una normale crema idratante senza profumo;

- quando la pelle è cicatrizzata è meglio – per 6-9 mesi – non esporla al sole: i raggi solari potrebbero causare una pigmentazione diversa rispetto alla pelle circostante.

Errori da evitare

- Non rompere mai le vesciche: si rischia di favorire l'insorgere di un'infezione. La vescica è utile: è un meccanismo di difesa della cute contro il danno causato dall'ustione e permette alla pelle sottostante di rigenerarsi più in fretta e con meno dolore.

- Non serve usare alcuna pomata antibiotica (per esempio Aureomicina, Gentalyn, Bactroban) né “come precauzione” per evitare infezioni, né se si vede che la ferita è infetta. La pomata antibiotica non solo è inutile e costosa, ma usandola si rischia di selezionare microrganismi resistenti agli antibiotici. Se si sospetta la presenza di un'infezione, rivolgersi piuttosto al medico. Dopo aver visto la ferita sarà il medico – se necessario – a prescrivere un antibiotico per bocca.

- Non assumere alcun antibiotico per bocca “come precauzione” per evitare eventuali infezioni future. Gli antibiotici distruggono anche i microrganismi utili all'organismo, possono avere anche effetti indesiderati e devono essere assunti dietro prescrizione medica.

- Non comprimere la zona ustionata con bendaggi stretti.

- Non è necessario usare una garza “grassa” (impregnata di lanolina o simile) per coprire la ferita o l'ustione: in questo modo non si accelera la guarigione.

Quando rivolgersi al medico

Oltre alle situazioni che abbiamo elencato nel paragrafo “Primo intervento”, ci sono altri casi in cui è necessario rivolgersi al medico.

- Se dopo due settimane l'ustione non è ancora guarita.

- Se col passare dei giorni sembra che la zona ustionata abbia un aspetto “più brutto”: notevole gonfiore, secrezione di molto liquido o di liquido purulento, molto calore o se il contenuto delle vesciche da trasparente è diventato opaco (è un segno di infezione).

- Se compare febbre o se il dolore peggiora notevolmente.

- Se il paracetamolo da solo non è sufficiente come antidolorifico. Il medico può consigliare altri antiinfiammatori o una associazione di paracetamolo e codeina.

- Se sono più di 10 anni che non si fa la vaccinazione antitetanica: in questo caso è opportuno ripeterla.

Bambini al sicuro

I bambini piccoli corrono spesso il rischio di bruciarsi, soprattutto quando sfuggono al controllo dei genitori. La loro pelle è molto delicata e potrebbe portare i segni dell'ustione per sempre, anche nell'età adulta. Ecco una serie di regole per prevenire incidenti.

- Tenete il più possibile i bambini lontano dalla cucina e teneteli sempre sotto controllo quando vi entrano. Non permettetegli di avvicinarsi ai fornelli e al forno, anche se è spento (potrebbero accenderlo girando le manopole).

- Tenete i bambini lontani dagli elettrodomestici che si scaldano con l'uso: alcuni (per esempio la lavastoviglie) possono divenire abbastanza caldi da ustionare la pelle delicata di un bambino. Le piastre elettriche per cucinare e i forni rimangono caldi anche dopo un bel po' che sono stati spenti.

- Usate i fornelli più in fondo, così se il contenuto schizza fuori ha meno probabilità di colpire chi è lì vicino. Girate verso l'interno i manici delle padelle, in modo che i bambini non possano aggrapparvisi.

- Non bevete bevande calde con un bambino in braccio; non appoggiate cibi o liquidi caldi su una tovaglia che il bambino potrebbe tirare verso di sé.

- Fate attenzione quando estraete il biberon con il latte o pappe dal forno a microonde: potrebbero essersi scaldati non uniformemente, con alcune parti fredde in superficie e altre bollenti in profondità. Mescolate sempre e assaggiate, prima di nutrire il bambino.

- Quando è il momento del bagnetto, mettete prima nel catino o nella vasca un po' di acqua fredda e solo dopo aggiungete acqua calda per elevare la temperatura; così non correrete il rischio di mettere inavvertitamente il bimbo nell'acqua bollente. Non lasciate mai il bambino da solo nella vasca o sul bidet: potrebbe aprire da solo il rubinetto dell'acqua calda. Comunque è buona norma regolare la temperatura della caldaia in modo che non superi i 50 gradi.

- Tenete i bambini lontano dagli umidificatori per ambienti che emettono vapore bollente; per le inalazioni usate apparecchi per aerosol invece che rimedi casalinghi come i fumenti, che prevedono l'utilizzo di acqua bollente.

- Tenete il ferro da stiro lontano dal bambino; non permettetegli di giocare con il filo.

- Conservate i fiammiferi in un luogo irraggiungibile per il bambino, finché non arriva l'età di spiegargli come si usano. è meglio spiegarglielo che correre il rischio che lo sperimenti da solo. Lo stesso vale per accendini e accendigas.

- Se si usa la borsa dell'acqua calda, controllate che non abbia perdite e non usate acqua bollente per riempirla.

- Usate sempre il parafuoco per il camino; tenete lontano dal camino acceso passeggini, carrozzine, liquidi infiammabili, tessuti (per esempio i tappeti).

- Tenete detersivi e sostanze chimiche in un armadietto in alto o – se in basso – chiuso a chiave, in modo che i bambini non possano raggiungerli.

- Preferite indumenti di fibre naturali a indumenti sintetici: sono meno infiammabili.

Intervenire in fretta

In caso di ustione è importante non perdere tempo: ecco perché è meglio sapere prima come intervenire.

- La regola più importante è mettere la parte ustionata per almeno 20 minuti sotto l'acqua fredda. L'ideale è l'acqua corrente di un rubinetto. In questo modo si bloccano gli ulteriori danni che il calore potrebbe fare ai tessuti.- Un'altra regola importante è non rompere bolle o vesciche che si fossero formate: le bolle proteggono il tessuto sottostante e consentono alla pelle di riformarsi più in fretta.

- Le ustioni poco estese e poco profonde si possono trattare anche senza rivolgersi al medico (a meno che non si tratti di bambini piccoli). La ferita va pulita ogni giorno con l'acqua corrente o soluzione fisiologica e coperta con una garza sterile.

- Bisogna fare attenzione che l'ustione non si infetti, ma non è il caso di prendere antibiotici a scopo preventivo.

- Disinfettanti o pomate non servono: non ci sono dati scientifici che dimostrino la loro efficacia.

- Le piccole ustioni non dovrebbero lasciare cicatrici. Non esponete la pelle al sole nei mesi successivi: il sole potrebbe cambiarne il colore.

Fonte: www.altroconsumo.it

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