Prevenzione dell'ipertrofia della prostata

Colpisce il 50% degli uomini, ma si può prevenire aumentando il consumo di cereali integrali, legumi, frutta e ortaggi bio. Tra gli alimenti più consigliati: i semi di zucca e l'olio di girasole e di lino spremuto a freddo.

La prostata è una ghiandola dell'apparato genitale maschile, situata sotto la base della vescica, e attraversata a pieno spessore, dall'alto in basso, dalla prima porzione dell'uretra nella quale riversa, durante l'eiaculazione, il proprio secreto: il succo prostatico, unliquido lattescente che contiene numerosi enzimi e zinco. Gli spermatozoi, giunti nell'uretra, trovano i secreti ricchi di sostanze nutritizie della prostata e delle vescichette seminali, così si forma lo sperma.

L'ipertrofìa (ingrossamento) della prostata è una patologia benigna. Colpisce circa il 50% degli uomini lungo il corso della loro vita e la sua incidenza varia con l'aumentare dell'età: a 30 anni è circa del 5- 10%, oltre gli 85 è più del 90%. Il fenomeno è dovuto alla variazione degli ormoni maschili che si verifica con l'avanzare dell'età. Dopo i cinquant'anni diminuiscono i livelli di testosterone, in particolare di quello libero, mentre aumenta la prolattina, l'estradiolo, l'ormone luteinizzante (LH) e il follicolostimolante (FSH). Questi cambiamenti determinano un aumento della concentrazione prostatica di un potente androgeno derivato dal testosterone, il dlidrotestosterone (DHT), a causa del ridotto catabolismo e dell'aumentata attività dell'enzima che converte il testosterone in DHT.

 

Prevenzione dell'ipertrofia della prostata

Alimenti Sì

Cereali  INTEGRALI (USO RIDOTTO DI FARINE)

Legumi  (IN PARTICOLARE SOIA E DERIVATI)

Semi  OLEOSI (IN PARTICOLARE NOCE E SEMI DI ZUCCA)

Frutti  DI MARE E PESCE AZZURRO

olio  DI SEMI DI GIRASOLE

E OLIO DI LINO, SPREMUTI A FREDDO& lt;/P>

Alimenti No

Pasta E PANE BIANCO

Birra E ALCOLICI

Dolci E ZUCCHERI RAFFINATI

Proteine ANIMALI

La prevenzione

I disturbi tipici dell'ipertrofia prostatica sono rappresentati dall'ostruzione progressiva al deflusso dell'urina attraverso l'uretra. Lo svuotamento incompleto della vescica causa a sua volta ristagno con la possibilità d'infezioni e infiammazioni della vescica; mentre l'ostruzione prolungata, anche se incompleta, può arrivare a compromettere la funzionalità renale. I sintomi di ostruzione del collo della vescica si manifestano come: bisogno di urinare sempre più frequente, maggiore urgenza, risvegli notturni per svuotare la vescica, esitazione e intermittenza con diminuito calibro e forza del mitto urinario. Ne possono derivare sensazioni di svuotamento incompleto, sgocciolamento finale, incontinenza o ritenzione urinaria. Dal momento che i sintomi di ipertrofìa prostatica benigna e di carcinoma prostatico possono essere simili, in genere si utilizza il dosaggio del PSA (Prostate Specific Antigen) per differenziare le due patologie.

Il ruolo dello zinco

Se non affrontata, l'ipertrofia prostatica può comprimere l'uretra determinando ostruzione urinaria ed eventuale danno del rene, per cui va trattata per tempo in modo adeguato, tanto più che è possibile effettuarè un'efficace prevenzione. Sembra, infatti, che l'alimentazione abbia un ruolo fondamentale nella genesi di questa diffusa patologia. In primo luogo è importantissimo, il consumo e l' assimilazione di dosi adeguate di zinco, la cui assunzione riduce l'ipertrofia della prostata e la sintomatologia nella maggior parte dei pazienti. L'efficacia cllnica dello zinco è dovuta al ruolo svolto da questo minerale e alla sua interazione nel metabolismo degli ormoni androgeni. In realtà, l'assorbimento intestinale dello zinco è ridotto dagli ormoni estrogeni, ma viene incrementato dagli androgeni e dal momento che negli uomini affetti da ipertrofìa prostatica, i livelli di estrogeni sono più alti, l'assunzione di zinco in questi individui può essere ridotta. Inoltre, lo zinco inibisce l'enzima che converte il testosterone in DHT e inibisce il legame degli androgeni ai recettori specifici. E dal momento che, lo zinco riduce la secrezione di prolattina e la prolattina aumenta l'assunzione del testosterone nella prostata, l'assunzione di questo minerale determina una riduzione del livello di DHT prostatico.

Gli alimenti più ricchi

Fra gli alimenti più ricchi di zinco vanno segnalati le noci e tutti i semi oleosi. La secrezione di prolattina aumenta anche in seguito a stress o per un eccessivo consumo di birra, questi sono quindi fattori aggravanti. Anche un aumentato consumo di alcool è associato in maniera chiara all'ipertrofia della prostata, anche se è solo la birra che fa aumentare la prolattina. Sono stati effettuati degli studi da cui si è rilevato che la somministrazione di acidi grassi essenziali (EPA) comprendenti acido linoleico, acido linolenico e arachidonico ha migliorato m modo significativo la funzionalità urinaria in molti pazienti. La prevenzione, in questo caso, consiste nella correzione della carenza di acidi grassi essenziali, infatti i livelli e i rapporti dei grassi prostatici e del liquido seminale sono spesso anormali nell'ipertrofia della prostata. I semi oleosi contengono sia zinco che acidi grassi essenziali, ecco perché sono di fondamentale importanza nella dieta. Un rimedio popolare ottimo per curare l'ingrossamento della prostata è il consumo quotidiano di un quarto di tazza di semi di zucca, proprio perché particolarmente ricchi di zinco e di acidi grassi essenziali. Anche l'olio di semi di girasole e l'olio di lino, spremuti a freddo, sono molto utili aggiunti alla dieta; in genere è sufficiente un cucchiaio al giorno. Numerosi studi dimostrano che i prodotti del metabolismo del colesterolo si accumulano nella prostata ingrossata o cancerosa, dando inizio alla degenerazione delle cellule prostatiche e promovendo l'ingrossamento della prostata, pertanto è molte utile ridurre l'assunzione di alimenti che determinano un innalzamento dei livelli di colesterolo nel sangue e di contro arricchire la dieta di alimenti anticolesterolo. Tra quest'ultimi ricordiamo la soia, particolarmente ricca di fitosteroli (in particolare beta-sitosteroli, 100 g di soia o di tofu, il cosiddetto formaggio di soia, forniscono circa 90 -mg di beta-sitosterolo), la cui capacità di ridurre il livello di colesterolo è ben documentata. Un recente studio, effettuato in doppio cieco, dimostra che questi composti migliorano l'ipertrofia prostatica. Sono stati analizzati 200 uomini, divisi in due gruppi, dei quali uno consumavano tré volte al giorno beta-sitosterolo (20 mg) e l'altro un placebo. Ebbene, il gruppo di uomini, cui era stato somministrato il beta-sitosterolo, ha evidenziato un netto miglioramento del flusso urinario, mentre non sono stati osservati cambiamenti nel gruppo che assumeva il placebo.

Pesticidi e testosterone

Anche gli alimenti contenenti residui di pesticidi e altri contaminanti svolgono un'azione negativa, in quanto molti di questi compo stia umentano la trasformazione del testosterone in D.HT e quindi facilitano la comparsa di ipertrofia prostatica. Gli ormoni sintetici somministrati agli animali per favorire l'ingrasso prima della macellazione e per incrementare la produzione di latte, hanno prodotto nella prostata di ratti cambiamenti analoghi a quelli che si manifestano negli uomini affetti da prostata ingrossata, tanto che alcuni ricercatori oggi sostengono una correlazione positiva tra l'enorme incremento dei casi di ipertrofia prostatica negli ultimi decenni con l'impiego crescente di prodotti chimici di sintesi nell'attività agricola e nell'industria agro-alimentare. Di contro, un'alimentazione ricca di cibi integrali e di produzione biologica è utile, grazie al maggior contenuto di sostanze protettive quali minerali, vitamine, pigmenti vegetali e fibre che aiutano l'organismo a neutralizzare i prodotti chimici velenosi e i metalli pesanti. Per tutti questi motivi, ai soggetti con ipertrofìa prostatica, si consiglia una dieta composta per il 44% di proteine (da preferire le proteine vegetali ed il pesce, mentre sono sconsigliate le carni e i latticini), per il 35% di carboidrati e per il 21% di grassi. In conclusione si raccomanda un'alimentazione a base di prodotti biologici con un ridotto consumo di farine, si sconsigliano cibi animali ricchi di grassi saturi, in particolare carni, uova e latticini da sostituire con pesce, legumi e derivati della soia, ottimi i cereali integrali, verdura, frutta ed in particolare i semi oleosi (in special modo quelli di zucca). Anche la fìtoterapia può essere di grande aiuto nell'ipertrofia prostatica, le piante più utilizzate a questo riguardo sono: Serenoa, Pygeum e Ortica.

* L'autrice è medico e direttrice della Scuola

Italiana di Medicina Olistica (SIMO)

DI catia trevisani

Fonte:a.a.m. terra nuova

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