Riabilitazioni: l'uovo si può mangiare 4 volte a settimana

Lo assicura Eugenio Del Toma, nutrizionista dell'Adi. Altro che bomba colesterolica: l'uovo è “un concentrato di salute, ricco di proteine vitamine e sali minerali” Gli studiosi dei regimi alimentari condividono almeno una caratteristica con i governanti dei regimi totalitari: un'instancabile sequela di scomuniche e riabilitazioni accomuna il lavoro di entrambe le categorie.

Al pari di Trotzky o Lin Piao, di volta in volta pasta, carne o zucchero assurgono agli altari, indicati come benefici e salvifici, per poi essere ricacciati da un giorno all'atro nel ghetto dell'ignominia. Passato un periodo di quarantena, i reietti vengono puntualmente riabilitati.
Ora tocca all'uovo. Dopo averlo bollato come micidiale concentrato di colesterolo, da assumere con la cautela di un potente veleno, i nutrizionisti si accorgono che invece fa bene: tanto da consigliare di mangiarlo tranquillamente quattro volte la settimana. Incuriosisce i maligni la concomitanza della rivalutazione con la diffusione del panico per l'influenza aviaria, che sta letteralmente rompendo le uova nel paniere ai commerci degli avicoltori nostrani.
Ecco come Eugenio Del Toma, nutrizionista e past president Adi, ha descritto le virtù dell'uovo al convegno di Milano dedicato dall'Una (Unione nazionale avicoltura) dedicata all'alimento. Sotto il suo guscio, sostiene Del Toma, si nasconde ''un concentrato di salute, ricco di proteine, vitamine e sali minerali, come ferro, potassio, magnesio e calcio. Con un contenuto sempre minore di grassi 'cattivi'. Tanto che ormai le uova si possono mangiare fino a quattro volte a settimana''. ''A dare il via libera ” ha spiegato l'esperto – sono stati per primi gli specialisti dell'Associazione americana di cardiologia, e questo anche perché con la qualità dei mangimi si sono ridotti grassi e colesterolo nelle uova''. Ma se ''questo alimento è particolarmente indicato per i bambini, perché le proteine contenute sono le più complete in natura, è importante consumare le uova nel modo giusto''.
Secondo Del Toma l'ideale è alla coque, ''cioè appena riscaldate: così infatti l'uovo risulta digeribile e non perde qualità nutrizionali''.
Occhio invece ai bibitoni pieni di albumi e zucchero, che sono la passione di tanti maniaci dello sport. ''Cosi' si pensa di fare il pieno di proteine ed evitare i grassi, ma invece nel bibitone si cela un'antivitamina che ostacola l'assorbimento della vitamina H. Un'insidia che scompare se l'uovo si consuma intero, o si riscalda''. E il classico uovo sodo protagonista di tante diete? ''Possono volerci anche due ore e mezza per digerirlo – avverte l'esperto – contro le tre ore di una frittata''.
Ma quali sono le caratteristiche nutrizionali di quest'alimento? Un uovo dal peso medio di 55 grammi fornisce circa 70 Kcal e rappresenta una fonte ricchissima di nutrienti: vitamine, soprattutto la A (2 uova coprono circa un quarto del fabbisogno giornaliero) e alcune del gruppo B (B1, B2, B12, PP). Secondo uno studio realizzato nel 2003 dal Distam (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Alimentari e Microbiologiche dell'Università degli Studi di Milano), risulta poi che oggi il contenuto di proteine di un uovo medio è di 7 grammi, superiore quindi a quello rilevato nel 2000 dall'Istituto Nazionale di Ricerca per l'Alimentazione e la Nutrizione (6,6 grammi). Non solo. L'uovo fornisce anche calcio (33 mg per uovo, quasi completamente nel tuorlo) e ferro (0,7 mg per uovo), presente in quantità paragonabili a quelle fornite dalla carne. E sempre nel tuorlo ci sono significative quantità di luteina e zeaxantina: due carotenoidi ad azione antiossidante, che proteggono la macula, i fotorecettori ed altri componenti della retina, e possono prevenire la degenerazione della macula oculare, dovuta all'età.

Fonte: Tuoquotidiano

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