Riscaldamento, i consigli per risparmiare

Caldaia sotto controllo Il primo consiglio utile per contenere i consumi di una caldaia autonoma è di sottoporla a controlli almeno annuali e ad una regolare manutenzione, in modo da garantirne la piena efficienza e sicurezza.

Cronotermostato
In casa la temperatura, in base alla legge 10/91 sul risparmio energetico, non deve superare i 20 gradi (+2 di tolleranza). Per mantenere questo livello di calore, si può utilizzare un cronotermostato che accende o spegne il riscaldamento in base alle temperature e agli orari impostati. Un cronotermostato a programmazione settimanale costa dai 50 ai 100 euro.
E' bene poi, per ridurre sprechi d'energia, tenere sotto controllo anche la temperatura dell'acqua calda, intorno ai 45- 48 gradi.

Le valvole termostatiche
Questi apparecchi (che costano 30-40 euro l'uno) consentono di impostare temperature diverse in ogni stanza. Queste valvole vanno installate sui radiatori dei locali più caldi e rilevando gli apporti gratuiti d'energia (come ad esempio quelli degli elettrodomestici e dei fornelli in cucina, o anche quelli derivanti da un'esposizione al sole della stanza) chiudendo automaticamente il radiatore per evitare sprechi.

Programmatore settimanale
Per scaldare alcune stanze la mattina e altre al pomeriggio, si può diversificare l'accensione tramite valvole termostatiche in combinazione con un programmatore orario settimanale, che costa all'incirca 70-80 euro.

Non disperdere il calore
Attenzione a non coprire i caloriferi con mobili o tende perché il radiatore finisce per surriscaldare la parete esterna, con perdita di energia e conseguente spreco.
Per evitare dispersioni nei caloriferi posti sotto una finestra a contatto con la parete esterna, è inoltre utile inserire un pannello isolante tra il calorifero e la parete.
Se non si hanno i doppi vetri alle finestre, le tapparelle andrebbero abbassate appena cala il buio. Anche i cassonetti delle serrande andrebbero isolati, e applicate guarnizioni alle porte e alle finestre.

Ricordarsi infine di spegnere l'impianto un'ora prima di andare a dormire o di uscire di casa, in modo da sfruttare il calore immagazzinato nei muri e di sfiatare periodicamente l'impianto di riscaldamento, poiché l'aria che rimane nel circuito ostacola il calore. Gli interventi finalizzati al risparmio energetico, sia per gli impianti autonomi che centralizzati, beneficiano dello sconto fiscale del 36% e dell'Iva ridotta al 10%.

La valutazione del tecnico
Per ridurre i consumi e le spese di riscaldamento negli edifici con caldaie centralizzate è consigliabile rivolgersi ad un progettista termotecnica, in grado di valutare nel complesso la situazione degli impianti di produzione del calore (la caldaia), di distribuzione (tubazioni e pompe), di regolazione della temperatura (sistemi di contabilizzazione e valvole termostatiche) e di immissione nei locali (termosifoni).

La caldaia vecchia consuma di più
Se la caldaia è vecchia, conviene sostituirla: i modelli più moderni sono a temperatura scorrevole (variano la temperatura automaticamente in base ai gradi esterni) o a condensazione ( in grado di recuperare calore dal vapore acqueo dei fumi).
I prezzi variano in base allo stabile e alla ditta produttrice. La spesa per la sostituzione può essere abbastanza elevata, ma viene ammortizzata nel giro di 3-5 anni. Va inoltre ricordato che un intervento del genere beneficia dello sconto fiscale del 36% e dell'Iva ridotta al 10%.

Termoregolazione e contabilizzazione
Il sistema che garantisce un maggiore risparmio (del 20-30%) sulla bolletta è quello della termoregolazione autonoma delle temperature e contabilizzazione del calore che abbina i vantaggi di avere un solo impianto garantendo libertà di gestione e di consumi in base alle proprie esigenze. Con questo sistema su ogni radiatore di casa vengono applicate valvole termostatiche, che consentono di regolare la temperatura in ogni stanza, mentre un ripartitore dei consumi contabilizza il calore utilizzato dal termosifone. Ciascuno può così scegliere orari d'accensione e temperature in base alle proprie esigenze, pagando una quota fissa (stabilita dall'assemblea di condominio) fra il 20 e il 50% dei costi totali, più il calore realmente consumato. Valvola e ripartitore costano circa 100 euro a radiatore.

Troppo caldo, troppo freddo
Per risolvere l'eterno problema delle discussioni tra i condomini che hanno troppo freddo e quelli che hanno caldo, e se l'assemblea condominiale non vuole affrontare spese in tal merito, non resta che arrangiarsi. Se alcune case sono surriscaldate e altre troppo fredde, gli abitanti delle prime dovrebbero chiudere le valvole di alcuni radiatori in modo che l'impianto distribuisca meglio il calore nell'edificio.
In ogni caso, il responsabile dell'impianto (l'amministratore o altro responsabile) è obbligato ad assicurare a tutte le abitazioni un comfort adeguato, e quindi è tenuto a risolvere il problema. Nel caso in cui il responsabile dell'impianto non si provvedesse a trovare una soluzione, si potrà chiedere agli uffici tecnici del Comune un controllo ufficiale per imporre misure idonee a risolvere il problema.

Fonte:Miaeconomia

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