Se trovate errori nella bolletta del telefono potete contestarla

Per l’Agcom è il consumatore a dover controllare che le proprie bollette del telefono non siano sbagliate; in caso di errore la contestazione però è facile.

L’aver scelto un operatore di telefonia oppure un altro non fa in questo caso alcuna differenza. Scegliere solo dopo aver messo le offerte di Infostrada a confronto con quelle di Telecom o di qualunque altra società di telefonia, non vi tutelerà al cento per cento dagli errori nella bolletta del telefono. Gli aneddoti si sprecano: un manager milanese rischia l’infarto quando si vede addebitare una bolletta da 15 mila euro. Si trattava ovviamente di un banale errore che, in seguito alle rimostranze dell’interessato, è stato subito corretto.

Quindi, che abbiate scelto Fastweb o Vodafone Casa, dovrete mettervi il cuore in pace e controllare sempre che la bolletta abbia il costo previsto. In casi così eclatanti è facile accorgersi degli errori ma chissà quanti addebiti scorretti, inferiori alle cifre astronomiche degli aneddoti, sono sfuggiti agli occhi del consumatore. La giungla dei piani tariffari poi è talmente intricata che rendersi conto di una variazione indebita è difficile anche per più esperti. Per questo si consiglia di rivolgersi a AGCOM, l’ente che si preoccupa della tutela del consumatore.

L’Autorità Garante per le Comunicazioni ha imposto alle compagnia per cui la società è costretta ad avvertire il cliente nel caso di “traffico anomalo”, ovvero quando questo supera del cento per cento la media dei consumi precedenti. In ogni caso si tratta di una percentuale elevata e nessuno al posto dell’utente può effettuare controlli precisi sulle bollette. L’Agcom non ha le risorse per farli né a tappeto né a campione, può però intervenire su segnalazione del consumatore.

L’utente, in caso abbia il sospetto di un addebito anomalo, può richiedere il dettaglio della fattura, con l’elenco di tutte le operazioni fatte al telefono, per capire personalmente cosa può aver aumentato il peso della bolletta. Potrebbe essere stata qualche telefonata di troppo verso i cellulari, nel caso della linea fissa, oppure l’aver contattato senza accorgersene numeri a pagamento. In questo caso il danno è dipeso però da noi e quindi poco serviranno le lamentele rivolte alla compagnia.

È sempre possibile però che l’errore dipenda da sbagli della società telefonica o da una duplicazione dell’addebito; in questo caso è più che legittimo presentare reclamo. In certi casi, segnala Agcom, le anomalie non sono create dagli operatori di telecomunicazioni ma da venditori di servizi che si rivelano particolarmente spregiudicati e disonesti, sempre alla ricerca di commissioni più alte, che convincono i clienti più ingenui o meno accorti a sottoscrivere contratti eccessivamente onerosi, nascondendo loro i veri costi. Quindi è bene mantenere sempre alta la guardia.

In casi di anomalie la primissima cosa da fare è chiedere chiarimenti, anche per telefono, all’azienda; se le risposte non sono quelle che volevamo, si può inviare al gestore una raccomandata con ricevuta di ritorno con spiegati i motivi della contestazione, allegandovi una fotocopia della bolletta in questione e tutti i documenti che possono dimostrare la validità della contestazione.

Non solo errori negli addebiti colpiscono però il consumatore. Potremmo anche trovarci un sollecito di pagamento per una bolletta che abbiamo già saldato. Nessun problema, è sufficiente inviare una copia delle bollette successive a quella contestata sulle quali è riportato che tutte le bollette precedenti (compresa quella contestata) risultano pagate. In caso di domiciliazione delle utenze avremo un documento in più da impugnare: l’attestazione dell’avvenuto pagamento da parte della banca.

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