Silicone nei cosmetici: se lo conosci lo eviti.

Questo che vedete è il famoso “silicone sigillante”, quello della ragazza che fa la doccia nell'acquario. Ma non è diverso dal silicone che ha ultimamente invaso creme, sieri, shampoo, balsami di ogni sorta. Un ingrediente da evitare, e vediamo perché. Anzi, no: cominciamo dai suoi vantaggi! – E' assolutamente inerte (o almeno così sostengono…). Non rilascia sostanze chimiche dannose.- Rende le creme morbide e piacevoli al tatto.- Rende la pelle liscissima, soffice, insomma ci fa credere che la crema “faccia effetto”.

 Le creme. Pubblicato da Barbara Cipriani

Da quando è stato scoperto l'uso dei siliconi in cosmetica, c'è stata una vera e propria invasione. Tutte le ultime creme, e specialmente certi “sieri” costosi e che promettono miracoli sono a base di silicone. Si vendono come il pane, proprio perché sembra che “facciano effetto”.

Ma non è così. Ad essere liscia, morbida e tirata non è la pelle, ma… la pellicola di silicone stesa sopra. Un film plastico che riveste tutta l'epidermide dov'è stato spalmato. A lungo andare (ma non troppo lungo: diciamo qualche settimana) la pelle diventa secca, asfittica, squamosa e piena di punti neri. Insomma, reagisce al fatto di essere giorno e notte rivestita di domopak!

I produttori, naturalmente, non pubblicizzano il loro segreto. Anzi, decantano i principi attivi contenuti nella crema: vitamine, q10, ceramidi, olii pregiati o qualsiasi altra cosa. La verità è che gli attivi sono presenti in percentuali infime disciolte in una base completamente sintetica, che ne annulla ogni effetto o li degrada.

Come scoprire i siliconi nell'INCI? Semplice: se leggete dimethicone o cyclomethicone o altri ingredienti che finiscono in “one” nei primi cinque o sei posti, la crema è siliconica.

Nei prossimi giorni parleremo di silicone nei prodotti per capelli, e dei casi in cui il silicone è meno… dannoso.

Shampoo e balsami.

Secondo post sui siliconi:dopo le creme stavolta esaminiamo i prodotti per capelli.

I prodotti come shampoo e balsami sono quelli in cui più spesso vengono usati i siliconi. Il capello è “morto”, quindi può accogliere grandi quantitativi di sostanze sintetiche senza colpo ferire. Come agiscono i siliconi sui capelli? Rivestono il fusto, coprendone completamente le squame, e quindi togliendo quel fastidioso effetto crespo.

La questione è però la stessa delle creme: il capello è rivestito da una pellicola plasticosa, che sarà sì liscia, ma sotto la quale i capelli continuano irrimediabilmente a rovinarsi. Inoltre, il silicone sui capelli tende ad appiccicarsi, e neppure uno shampoo successivo riesce a toglierlo del tutto. A lungo andare, i siliconi leggeri seccano i capelli a tal punto che non resta che tagliarli per ovviare al disastro. Quelli pesanti invece afflosciano e ci si ritrova con una chioma spenta e triste!

Se vi è capitato di provare un nuovo shampoo e trovarlo fantastico, ma poi misteriosamente dopo qualche settimana ritrovarvi con dei capelli orribili ed essere costretta a cambiarlo (per ricominciare tutto da capo…) allora sapete di chi è la colpa: proprio dei siliconi.

Quando si può…

Ne abbiamo dette di tutti i colori nei due post precedentiriguardo al silicone.

Ma esistono alcuni (sporadici) casi in cui può essere utile. Uno di questi sono le creme-barriera per le mani. Il famigerato film plasticoso che forma il silicone è in certi casi provvidenziale: persone che per lavoro si trovano tutto il giorno con le mani nell'acqua, o a contatto con detersivi o sostanze irritanti trovano grande giovamento nell'usare una potente crema barriera.

Ma non dobbiamo essere troppo talebane se càpita, una volta ogni tanto, una di quelle “uscitine speciali”! Allora possiamo tirar fuori dal cassetto la crema per il corpo siliconica che ci fa la pelle superliscia e i cristalli che rendono i capelli morbidi… ma attenzione: deve essere proprio un'occasione unica!

impariamo a leggere le etichette dei cosmetici.

Per capire se un prodotto cosmetico è valido o meno, è importante sapere quali principi attivi abbia e in quale quantità. Ma ancora prima di questo, occorre essere sicure che non sia dannoso per la pelle o per l'ambiente!

Per capire tutto ciò è importante saper leggere l'INCI, ovvero l'etichetta degli ingredienti. Vi sono infatti elencati i componenti del prodotto in ordine di quantità: per primi quelli in dose maggiore, via via poi quelli in dosi minori (1%, 0,1% ecc.). Non commettiamo l'errore di ritenere che se un ingrediente è autorizzato, sia automaticamente innocuo o efficace: esistono rischi di allergia, di accumulo, di comedogenicità, persino studi scientifici che legano alcuni ingredienti a tumori o inquinamento di fiumi e ambiente. Quindi… occhio!

Ma per interpretare un INCI non occorre essere chimici cosmetologi. Alcuni ingredienti o principi attivi si ripetono in molti prodotti (ad esempio il tocoferolo, ovvero la vitamina E), e ci sono siti appositi che aiutano nell'impresa. In italiano il celeberrimo Biodizionario, che consente di cercare gli ingredienti e affibbia pallini verdi, gialli o rossi a seconda della sinteticità o dannosità. Se conoscete l'inglese, invece, c'è il famosoSkin Deep. Potete cercare gli ingredienti, vi dice cosa sono e in che prodotti si trovano, e dà un punteggio da 0 (sicurissimo) a 10 (evitare!), ed elenca anche gli studi scientifici che comprovano sospette pericolosità.

Ne riparleremo.

Fonte:http://beautynews.blogosfere.it

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