Silicone tuttofare

Pratico e versatile, per la piccola o grande manutenzione domestica. Per una casa a perfetta tenuta. Ha molti usi, legati alla sua caratteristica peculiare: anche quando si è asciugato, resta elastico. Pratico da applicare, è disponibile in tipi diversi, che lo rendono estremamente versatile. Ed è anche economico. Il silicone si presta a molti usi, risolvendo tanti piccoli o grandi problemi.

Sigillante, impermeabile, resistente. Tra gli utilizzi per cui è più adatto, eccone alcuni.

• Come sigillante per porte e finestre.

Si usa soprattutto per tenere i vetri al loro posto: grazie alle proprietà elastiche, fa da ammortizzatore e protegge il vetro dal rischio di andare in frantumi a causa di una vibrazione eccessiva (per esempio se la porta sbatte); si usa anche per chiudere fessure tra serramenti e pareti, in modo da impedire l'accesso ad aria e polvere.

• Per chiudere fessure.

Dato che è impermeabile, il silicone risulta utile per sigillare le fessure che risultano tra mobili o tra elettrodomestici e mobili: per esempio lungo il bordo del lavandino, per evitare che l'acqua si infiltri; o dei fornelli, quando sono incassati in un piano cottura, per evitare accumuli di residui; o per scongiurare perdite dalla cabina della doccia.

• Per fessure e crepe “mobili.

Per le sue proprietà elastiche, il silicone è adatto a sigillare le crepe soggette a continue anche se minime variazioni, per esempio quelle di una copertura metallica esterna, soggetta a dilatarsi e contrarsi per il variare della temperatura tra giorno e notte; per lo stesso motivo è adatto a riempire sottili crepe che si siano formate nei muri o sui soffitti di casa, in situazioni in cui stucco o altri riempitivi rigidi rischierebbero di crcparsi a loro volta per i naturali movimenti di assestamento nelle strutture edilizie.

• Perfissare oggetti alle pareti.

Il silicone è spesso usato per fissare alle pareti oggetti non troppo pesanti, come specchi, bacheche di sughero per appunti, accessori o elementi decorativi di legno, plastica o cartone. Rispetto alle colle utilizzate allo stesso scopo è più facile da rimuovere senza danneggiare troppo la parete sottostante.

Scegliete il tipo giusto

Per ottenere buoni risultati, è importante procurarsi un silicone del tipo giusto.

• Silicone acetico universale.

Normalmente quando si parla di silicone ci si riferisce a questo: e lo si riconosce perché ha un forte odore di aceto (che può perfino dare fastidio durante l'uso), dovuto al fatto che contiene acido, appunto, acetico. Ha la consistenza di un gel. è quello usato più frequentemente, perché

aderisce praticamente a qualsiasi materiale, anche se non ha una presa molto resistente sulle superfici porose (per esempio mattone, legno, cemento, intonaco o pietra). è disponibile in diversi colori, anche se le versioni più comuni sono il bianco e il trasparente.

• Silicone universale acrilico.

La differenza principale è che non ha odore di aceto (c'è chi lo preferisce per questo). Sui materiali porosi ha una tenuta maggiore, mentre non ha molta presa sul metallo liscio. è adatto per sigillare crepe sui muri, per chiudere fessure tra superfici di legno o come collante per attaccare oggetti di legno sulle pareti. Contrariamente agli altri tipi, può essere pitturato una volta asciutto.

• Silicone universale neutro.

è particolarmente adatto per le superfici più delicate, che rischiano di essere danneggiate o alterate dai solventi presenti negli altri tipi: per esempio per l'uso su specchi o vetri, per evitare danni allo strato riflettente, e sulla plastica.

• Siliconi speciali.

Sono un po' più cari: se i multiuso costano tra 2 e 5 euro a confezione (da 300 mi circa), quelli speciali possono superare gli 8 euro.

Tra i principali il silicone antimuffa (che può essere di ciascuno dei tre tipi descritti sopra), caratterizzato da un additivo che inibisce la formazione di muffe e funghi e quindi è adatto all'uso nei locali umidi, in particolare il bagno (dove un silicone comune potrebbe essere aggredito da microrganismi che lo renderebbero giallastro o nero); quello resistente al calore, per stufe, caldaie e caminetti (quello più comune regge fino a 250 – 300 °C, ma ci sono tipi che possono arrivare fino a 1.000 e perfino 1.200 °C); quello per esterni, che ha la caratteristica di aderire ai materiali più comunemente usati per edificare, metalli inclusi, anche quando sono umidi.

CINQUE CONSIGLI

Benché decisamente poco problematico, anche il silicone richiede qualche attenzione nell'uso.

1) Scegliete il silicone più adatto all'uso che ne volete fare, in base alla situazione in cui deve essere applicato. I tre tipi universali, che comunque non sono del tutto sovrapponibili, sono economici e non differiscono molto tra loro nel prezzo, che può alzarsi per quelli speciali.

2) Dopo l'applicazione rimuovete subito le sbavature con carta da cucina, da tenere a portata di mano anche per pulire via via il beccuccio da eventuali fuoriuscite involontarie.

3) Dopo che si è asciugato il silicone si può grattare via facilmente con una spatola o una lama. Esistono anche appositi solventi. Il silicone acetico finché è fresco si può rimuovere utilizzando normale aceto da cucina.

4) La forma del beccuccio della confezione non è particolarmente importante, anche perché il silicone finché è fresco si modella facilmente con la punta delle dita.

5) Per rendere le sigillature meno evidenti, ricordate che esiste silicone di diversi colori (bianco, avorio, nero, marrone, grigio, bronzo,alluminio…), oltre a quello trasparente.

Fonte: Altroconsumo.it

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