Solo il 50% delle donne a rischio si sottopone al pap-test

Prevenzione, questa sconosciuta. Le donne italiane in età compresa tra i 25 e i 60 anni sottovalutano l'esame fondamentale per scoprire per tempo uno dei tumori femminili più diffusi: quello al collo dell'utero.

 Solo una su due, infatti, si sottopone al pap-test almeno una volta ogni cinque anni.
La prevenzione è più spiccata al Nord (dove si tocca il 75%) che al Sud (non oltre il 35%). Questo il quadro tracciato da Sergio Pecorelli, professore dell'università di Brescia e responsabile del gruppo di lavoro del ministero della Salute sulla prevenzione del cervico-carcinoma, in occasione del congresso “Human Papilloma Virus” che si è tenuto all'Istituto tumori Regina Elena di Roma. “I circa 3.500 casi di cancro del collo dell'utero, che si registrano ogni anno in Italia, non sarebbero più di 500-800 se si attuasse una vera prevenzione”, ha spiegato il professor Pecorelli. Proprio la prevenzione è l'obiettivo del programma promosso dal Ministero della Salute, che punta anche a ridurre le differenze fra le regioni negli screening per la diagnosi precoce del tumore della mammella, del colon-retto e della cervice uterina. Oltre al pap-test, un test specifico è in grado di scovare il Papilloma Virus distinguendo fra i ceppi a maggiore o minore rischio di tumore. Uno studio tutto italiano è in corso su 100 mila donne in 8 Regioni (Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Campania e Sicilia). Mette a confronto il pap-test classico e un particolare tipo di questo esame abbinato al test per il HPV: i dati saranno disponibili entro il prossimo anno.

Fonte: La tua Salute (Buongiorno.com)

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