Stop alle sostanze nocive nei giocattoli

Niente rischi per la salute dei bambini: è questo il senso del bando definitivo approvato dall'Europarlamento di sei sostanze chimiche, i cosiddetti ftalati, che rendono più malleabili i giocattoli e gli articoli per l'infanzia, come i ciucci o i giochi da mordere per facilitare la dentizione.

La decisione dell'assemblea di Strasburgo, approvata quasi all'unanimità (487 voti a favore, 9 contro e 10 astensioni), chiude un dibattito lungo ormai anni circa l'utilizzo dei prodotti negli articoli destinati ai bambini con meno di tre anni che, a causa dei loro effetti cancerogeni e tossici, sono fin dal 1999 soggetti a un bando temporaneo.

Al centro delle discussioni ci sono i ftalati, e cioè i prodotti chimici utilizzati nella fabbricazione di giocattoli in Pvc o vinile, che secondo numerosi studi possono provocare disturbi a fegato e reni, e provocare addirittura alterazioni delle capacità produttive.

Le sei sostanze sono divise in due gruppi: tre prodotti (Dehp, Dbp e Bbp) ritenuti dannosi per la fertilità saranno messi al bando in tutti i giocattoli, mentre altri tre (Dinp, Didp e Dnop) saranno proibiti dai giocattoli che possono finire in bocca ai bambini.

Il divieto provvisorio approvato nel 1999 veniva regolarmente rinnovato, mentre ogni stato membro adottava legislature diverse. Ma dopo la recente decisione, i Venticinque avranno un approccio comune, fatto che è stato sottolineato con soddisfazione a Bruxelles.

Grande soddisfazione anche da parte di Greenpeace, che da anni promuove una campagna mondiale anti-Pvc e che in una nota ha ricordato come già nel 1997 l'organizzazione ambientalista aveva sollevato i rischi di questo tipo di prodotti.

Greenpeace invita inoltre i genitori che vogliono essere sicuri di proteggere i propri figli a non comprare i giocattoli fatti di Pvc o vinile, perchè le leggi non sono ancora sufficientemente severe da prevenire danni alla salute o all'ambiente.

Gli europarlamentari hanno anche chiesto alla Comissione Ue di esaminare i rischi che potrebbero comportare altri tipi di materiali che contengono ftalati, in particolare quelli utilizzati nelle apparecchiature mediche.

Fonte: www.miaeconomia.it

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