STORIA DI FRAGOLE

Nota sin dall'antichita', la fragaria, come la chiamavano i romani, era un frutto assai gradito per la sua delicata fragranza. Dalle tavole imbandite dei patrizi e' poi passata agli orti di Francia, utilizzata come pianta ornamentale e ben nota ai tempi di Luigi XV e del suo famoso giardiniere La Quintinie.

 Nel 1500 la rossa regina di primavera era molto apprezzata, soprattutto perche' si credeva che essa possedesse proprieta' benefiche, utili a consentire rosee speranze di lunga vita – una buona giustificazione per cedere alla tentazione. A partire dalla seconda meta' del 1700, e quindi nel 1800, comincia la coltivazione intensiva, cio' grazie all'arrivo in Europa delle “sorelle” americane e alla creazione di diversi ibridi. In pratica, la nostra fragola contemporanea, ha origini piu' o meno intorno al 1712 quando l'ufficiale francese Franzier porto' in Europa la Fragraria Chiloensis, originaria del Cile che, a sua volta, venne incrociata con la cugina americana, la Fragraria Virginiana – America del Nord. Da questo primo incrocio e' nata la Fragraria Ananassa e via fino ai tanti gustosi frutti che oggi troneggiano sulle nostre tavole.

FRAGOLE SUL BALCONE?

Perche' no considerando che e' quasi un simbolo della rinascita primaverile? Si comincia a desiderare le fragole a febbraio e bisogna tener duro ancora qualche mese per poi assaporare pienamente l'arrivo della bella stagione affondando i denti nella delicata polpa rosea. La fragola e' bella, oltre che squisita. L'estetica la vuole protagonista di molte immagini-simbolo, per la sua forma, il suo colore, la sua consistenza. Allungata, a forma di cuore, minuscola come quella di bosco, esageratamente turgida e 'gigante' come quelle che invadano i banchi dei supermercati, la fragola e' un punto di riferimento del nostro immaginario positivo, legato alla freschezza, alla sete di rinascita, al gusto, alla vitalita' e anche all'erotismo. Se tutto questo e' concentrato in quei graziosi ciondoli rossi perche' non goderne sul proprio terrazzo o balcone? Certo l'ideale sarebbe un giardino od un orto dove poterle vedere crescere intorno ad un aiola o sotto un albero di pesco. Ma non e' impossibile pensare a due o tre piantine da coltivare – ed accudire – sul proprio balcone. Perche'? Per il gusto di veder sbocciare quei candidi fiori bianchi, sbirciare ogni tanto quando i petali cominciano a cadere ed aspettare con ansia quel rigoglio di rosso che vi regalera' un'immensa soddisfazione. Poco importa se non riuscirete ad abbuffarvi di fragole, sicuramente quelle che potrete gustarvi saranno speciali! Cosa vi occorre? Un bel vaso di quelli rettangolari, abbastanza capienti, del buon terriccio e tre piantine di fragola! Una volta interrate annaffiate bene il terreno e abbiate cura di ripetere l'operazione nei primi giorni dopo l'interramento. Posizionate il vostro vaso in modo che riceva una buona quantita' di luce e annaffiate regolarmente – ogni qual volta il terreno si asciuga dopo la precedente annaffiatura -, senza mai esagerare. Le varie specie di fragole si differenziano in unifere o non rifiorenti, bifere o rifiorenti, fotoindifferenti; solitamente quelle che si acquistano per orti e giardini sono rifiorenti. Ancora qualche informazione per completare la carta d'identita'. La fragola e' una pianta erbacea perenne, appartiene alla famiglia delle Rosacee. Non perdiamoci nei particolari botanici ma aggiungiamo solamente che i rizomi di fragola producono degli stoloni striscianti, muniti di radichette, questi una volta staccati dalla pianta-madre possono essere interrati e dar vita a nuove piantine. Una curiosita': quello che noi mangiamo con tanto gusto in realta' e' un falso frutto, infatti si tratta del ricettacolo floreale che cresce, diviene succulento ed “ospita” quelli che sono i veri frutti, gli acheni, quei “semini” – altro termine improprio – di colore giallo, verde o rosso, inseriti nelle piccole fossette di cui e' disseminata la superficie della fragola.

RISOTTO ALLE FRAGOLE

Ingredienti
400 g di riso – 4 cestini di fragole – 1 l di brodo – 150 g di burro – 2 bicchieri di vino bianco secco – 1 piccola cipolla o 1 scalogno – 1 bicchiere di panna

Preparazione
Lavate bene le fragole, tagliatele a pezzetti ed immergetele in una bacinella dove avrete versato un bicchiere di vino; lasciate in frigorifero per almeno un paio d'ore. Soffriggete lo scalogno tritato nel burro, unite il riso e fate cuocere qualche minuto a fuoco vivo. Irrorate con un bicchiere di vino e lasciate evaporare. Coprite quindi il riso con un po' di brodo e fate cuocere – quando occorre aggiungete altro brodo. Prima di terminare la cottura unite anche il vino in cui avete immerso le fragole e terminate la cottura. A questo punto aggiungete le fragole e la panna, mescolate bene, spegnete il fuoco, coprite e lasciate riposare per qualche minuto prima di servire.

Fonte: Casa dolce casa

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