SUGGERIMENTI PER UN USO APPROPRIATO DEL SAPONE

Le informazioni che si leggono qui di seguito non hanno la pretesa di essere esaustive

Il sapone si fabbrica con soda, ricavata dal salgemma, e con grassi che possono essere o vegetali o animali o misti. In passato si usavano soprattutto grassi animali.

Nella cultura contadina il sapone si produceva in casa usando principalmente grasso di maiale, ossa triturate e avanzi della macellazione domestica, allo scopo di utilizzare tutto e risparmiare.

Tuttavia c'era un inconveniente e cioè che il bucato andava risciacquato molto accuratamente per disperdere l'odore sgradevole che tale ingrediente lasciava. La produzione industriale superava invece questo ostacolo facendo decantare e bollire più volte (di solito 3) il sapone e scremando la schiuma che affiorava ad ogni bollitura, finché si otteneva un prodotto puro e privo di odori sgradevoli e anche più efficace.

Per quel che ne so, oggi in Italia c'è una sola azienda che produce il sapone eseguendo tutti i procedimenti dall'inizio alla fine ed è la Gavarry;

però ha potuto mantenere questa produzione di tipo tradizionale perché intanto si è specializzata in prodotti chimici. Per questo motivo finora non la abbiamo favorita. Tuttavia riconosciamo che questa ditta, producendo a livello industriale e progredendo nella ricerca, effettua il controllo elettronico della miscela di soda e grassi, ottenendo un sapone davvero ottimo. Inoltre ha risolto il problema della nocività dell'ambiente di lavoro, causato dalla bollitura dei grassi animali, installando delle cappe aspiranti nel capannone dove si trovano le grandi vasche di bollitura.

La Gavarry ha dunque mantenuto il metodo di fabbricazione antico, migliorandolo però con la tecnologia moderna e rendendo più ecologica la produzione.

Il nostro suggerimento e di andare a visitare questa azienda con scolaresche e gruppi.

L'indirizzo è: GAVARRY, corso Ferrari 159, Albisola(SV), tei. 019/489829.

Gli altri produttori di saponi naturali ormai fanna arrivare la miscela base dall'Olanda o dalla Malesia, che sono i principali mercati delle materie prime necessarie alla fabbricazione del sapone. C'è una, vasta gamma di miscele, di vari livelli di qualità, contenenti materie prime di origine animale, vegetale o mista.Versando questo prodotto in una moderna macchina e aggiungendo delle essenze o delle erbe, ne esce fuori pronto il sapone. Oggi dunque produrre sapone è diventato facile e in teoria chiunque, con una macchina più piccola, potrebbe fabbricarlo a livello locale

I saponi prodotti usando questa, materia-base già confezionata all'estero non sono veri saponi di Marsiglia che ormai, a parte quelli di Gavarry, sono introvabili sul mercato a causa dei costi elevati di lavorazione. Infatti i grassi animali richiedevano, come s'è visto, almeno 3 bolliture e scremature.

Tuttavia gli attuali saponi denominati “naturali” sono comunque buoni ed efficaci e inoltre sono fatti con sostanze esclusivamente vegetali, che sempre più trovano il consenso del pubblico orientato al rispetto . della vita animale.

Inoltre gli oli vegetali hanno il vantaggio di essere più puri e di non aver bisogno di molteplici bolliture e scremature.

Ecco perché noi auspichiamo che tutto il ciclo di produzione dei saponi sia gestito da Associazioni ambientaliste e del Commercio equo e solidale e che non vi siano aziende enormi ma tante piccole o medie realtà che producano a livello locale.

Le due case che abbiamo finora favorito (perché possiamo intervenire nel processo di produzione con le nostre ricette e le erbe raccolte da noi) e che invitiamo ad andare a visitare, sono i laboratori Cibe (via Clavesana 60, 17020 Andora (SV), tei. 0182/80487) e il saponificio Alfio Gori di Montevarchi (tei. 055/9180201).

Una volta nelle zone mediterranee per fabbricare il sapone si usava o il grasso di maiale o l'olio d'oliva. In realtà si potrebbero adoperare anche altri oli, per esempio di noci, o di mandorle (ma sarebbe molto più costoso). Oggi dalle moderne ricerche risulta che la sinergia di 3 oli (di palma, di cocco e d'oliva) è quella che da i risultati migliori.

I saponi che privilegiamo sono quelli a base interamente vegetale.

Però bisogna avere la consapevolezza che, se tutti usassero i quantitativi di sapone cui siamo abituati noi cittadine/i dell'Occidente industrializzato, non ce ne sarebbero abbastanza per soddisfare una richiesta così enorme.

Cerchiamo quindi di non esagerare con la pulizia del corpo e degli ambienti, perché il troppo oltretutto è dannoso (per la salute della pelle, cui non deve essere eccessivamente asportato il naturale strato lipidico protettivo e perché vivere in un ambiente asettico non induce l'organismo a produrre le normali difese immunitarie). Va benissimo dunque l'igiene; ma sènza che diventi un'ossessione! Conviene anche diversificare i prodotti usati, alternando al bagno o doccia col sapone le spugnature con aceto di mele diluito in acqua, benefico alla pelle e tutte le altre liscivio o infusi di erbe (rosmarino, salvia, alloro, camomilla ecc.), privilegiando anzi queste ultime. .

Un suggerimento importante è di far stagionare i saponi almeno per sei mesi dal momento della loro fabbricazione, imparando con un po' di pratica a riconoscere la loro età dal grado di consistenza e umidità. Per stagionarli conviene tenerli, senza involucro, tra la biancheria, nei cassetti o negli armadi, che profumeranno gradevolmente. Il sapone stagionato lava meglio e si consuma più lentamente, perciò suggeriamo di comperarne una bella provvista una volta l'anno e tenerne un po' tra la biancheria e un po' nel bagno e nelle camere per profumare anche gli ambienti della casa. Ancora meglio sarebbe .formare un gruppo d'acquisto per poterne comperare (con risparmio soprattutto sul trasporto) dei quantitativi più consistenti per sé e per fare dei regali ad amici e parenti nelle più svariate occasioni: il dono sarà sicuramente gradito, perché si tratta di sapone naturale pregiato che si può usare non solo per il bucato (in particolare quello alla cenere e ai gusci d'uovo), ma anche per la pulizia della pelle del corpo e del viso (tutti gli altri) con ottimi risultati.

Inoltre si possono usare per lavare i piatti procedendo in questo modo: fermare il sapone in un contenitore (per es. il fondo tagliato di una bottiglia di plastica di acqua minerale, di quelle rettangolari, ha proprio la misura giusta dei nostri saponi) e strofinarci sopra una spugnetta ruvida che poi si userà per lavare le stoviglie. Altrimenti si può grattugiare una cucchiaiata circa di sapone e farla sciogliere nella bacinella di acqua calda o tiepida in cui si immergeranno i piatti.

Stiamo anche provando a produrre sapone alla cenere e ai gusci d'uovo in fiocchi per poterlo usare in lavatrice, con un'aggiunta di Sulfbnella o soda, o per lavare le stoviglie.

Presso i nostri centri* si possono acquistare anche molti altri prodotti naturali, per es. la Sulfbnella (prodotta da Lombardi, via Urbiciani 57/59, 55100 LUCCA, tei. 0583-418130) e l'Antica Lisciva. Si tratta di detersivi a base di soda microcristallizzata (cioè ridotta in polvere immediatamente solubile in acqua) e di sapone in polvere (5% circa).

Un tempo la soda si trovava in granuli che non si scioglievano facilmente in acqua, ma oggi questo inconveniente è stato superato grazie alla moderna tecnologia. Questo detersivo, biodegradabile al 100%, si presta a svariati utilizzi: per il bucato in lavatrice (dove è sufficiente da solo se l'acqua è dolce e lo sporco è normale, con la sola aggiunta di mezzo limone biologico privato dei semi), per l'ammollo (dopodiché basterà un lavaggio in lavatrice con lo stesso prodotto e un programma non molto forte,

oppure un lavaggio a mano con un po' di sapone naturale), per i vetri, i pavimenti, le pareti a piastrelle, i sanitari, le stoviglie.

Il bucato di cotone, fatto in lavatrice o a mano con Sulfbnella se i panni sono resistenti o molto sporchi (specialmente di grasso), o con Antica Lisciva (che contiene una più alta percentuale di sapone in polvere) se sono meno sporchi o più delicati, viene veramente splendido specialmente se l'acqua è dolce (cioè con pochi sali di calcio e di magnesio): steso al sole è più bianco dei tanto reclamizzati detersivi chimici.

Le macchie di grasso delle tute da meccanico si attenuano assai più che con altri prodotti (nessuno è in grado di cancellarle del tutto!).

Inoltre, a differenza di molti detersivi naturali che purtroppo sono molto cari, la Sulfbnella è economicissima e buona anche per le pulizie di casa, così non si è costretti a comprare una quantità di detersivi diversi. Noi la utilizziamo per tutto e ci sentiamo di consigliarla anche per il suo ottimo rapporto qualità-prezzo e rispetto dell'ambiente.

Se nella vostra zona l'acqua è dura, aggiungete del bicarbonato a questi detersivi naturali. Questo accorgimento renderà più efficace l'azione detergente e preserverà la vostra lavatrice dalle incrostazioni di calcare.

Tra l'altro la soda contenuta nella Sulfbnella protegge anch'essa dal calcare la lavatrice e si può evitare di usare i prodotti anticalcare che sono costosi e inquinanti. Unico accorgimento da adottare: usare i guanti di caucciù (evitando quelli di gomma sintetica-il neoprene – che è una sostanza molto tossica).

Se non si usano guanti, bisognerebbe almeno farsi un impacco di argilla alle mani che sono state a contatto diretto con la soda e poi massaggiarle con una buona crema per mani. Si potrebbero anche lavare i piatti, se si è molto rigorosi, con un cucchiaio di argilla sciolta nell'acqua del lavaggio oppure con acqua calda e 1/2 bicchiere di aceto.

A proposito di argilla suggeriamo di provare i prodotti del dott. Ferraro e di leggere i suoi libri.

Questo medico è un luminare per tutto quel che riguarda l'argilla (Argital, via F.lli Bressan 21-20126 Milano, tei. 02/2575877).

Un suggerimento importante è di non bagnare mai il sapone ne tantomeno lasciarlo a mollo in acqua.

Invece bisogna bagnare le palme delle mani o una manopola e strofinarle sul sapone asciutto: si avrà così una bella schiuma cremosa che si passerà sulla pelle bagnata del viso e del corpo. L'effètto sarà migliore e il sapone si conserverà più a lungo.

Maura da Bianca primavera (1998)

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