Sui condizionatori detrazione al 50% e sconto Iva dal 20 al 10%

Installando un condizionatore a pompa di calore si riducono i consumi e, oltre alla detrazione del 50%, si può godere anche di uno sconto sull’Iva

Soprattutto nelle grandi città e negli uffici affollati sopravvivere senza condizionatore è quasi impossibile, in alcuni casi esso diventa quasi un bene di prima necessità. Si tratta di una spesa comunque onerosa che tuttavia molti sono disposti a fare con piacere, per poter godere di un po’ di refrigerio, magari finanziando la spesa con un prestito. Per rendersi conto di cosa offre il mercato, mettere i prestiti più vantaggiosi a confronto potrebbe essere un buon punto di partenza.

Anche se i giornali e i giuristi hanno a lungo dibattuto sull’argomento, sembra proprio che l’installazione di un nuovo condizionatore possa usufruire delle detrazioni del 50% per le ristrutturazioni edilizie stabilite dall’Agenzia delle Entrate, che coprono fino a un massimo di 96 mila euro. Per conoscere tutto quello che c’è da sapere sulle detrazioni e, soprattutto, su quali interventi rientrano delle agevolazioni, vediamo cosa ci dice un dossier preparato dal Sole 24 Ore.

Prima però cerchiamo di capire in cosa consiste il bonus per le ristrutturazioni. Il decreto legge 63 del 4 giugno 2013 e la legge di stabilità per il 2014 hanno deciso di riconoscere la detrazione anche sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ finalizzati all’arredo di un immobile che sia oggetto di ristrutturazione.

Il condizionatore installato dovrà essere caratterizzato da un impianto a pompa di calore capace di raffreddare e anche riscaldare l’ambiente domestico, andando quindi a sostituire il tradizionale impianto di riscaldamento. Per fare in modo che l’installazione del condizionatore rientri nelle detrazioni al 50%, infatti, dovremo fare in modo che esso abbia come finalità il risparmio energetico, in questo caso sulla bolletta del gas.

Gli impianti a pompa di calore, infatti, pur consumando più energia elettrica, porteranno una sostanziosa diminuzione del gas consumato e, di conseguenza, un netto calo in bolletta. Si tratta però di impianti costosi che spesso necessitano di prestiti e finanziamenti per essere installati nelle abitazioni dei privati; tuttavia la possibilità di ammortizzare in poco tempo le spese sostenute dovrebbe convincere anche il consumatore meno propenso alla spesa.

In più, sembra anche che la detrazione del 50% possa essere utilizzata anche in assenza di opere edilizie; è fondamentale però che i lavori di installazione del condizionatore a pompa di calore, abbiano sempre come scopo principale la riduzione dei consumi. Assicurazioni su questo spinoso argomento arrivano anche dall’Agenzia delle Entrate che, nella Guida alle agevolazioni Irpef per le ristrutturazioni edilizie, include tra gli interventi agevolati anche “caloriferi e condizionatori”, a patto che si tratti di opere finalizzate al risparmio energetico.

Si tratta sicuramente di una detrazione sostanziosa che fa gola a molti: per ottenerla però, oltre che utilizzare per il pagamento un bonifico che dimostri l’avvenuta installazione degli impianti o la realizzazione dei lavori, dovremo anche richiedere all’installatore una dichiarazione di conformità che mostri la riduzione dei consumi ottenuta grazie al nuovo dispositivo. Si tratta di una semplice dichiarazione che accompagnerà quella del costruttore che indica le caratteristiche tecniche dell’impianto.

Alla detrazione del 50% si aggiunge anche un ulteriore vantaggio fiscale, con la riduzione dell’aliquota Iva dal 20 al 10%. Il condizionatore rientra in quelle apparecchiature che dal il Dm 29 dicembre 1999 sono considerati beni significativi. Lo sconto sull’Iva è valido sia per le prestazioni di installazione, sia per l’acquisto dei materiali utilizzati diversi dai condizionatori. Per l’acquisto degli apparecchi in sé invece l’Iva al 10% si può applicare solo fino al raggiungimento della quota di spesa per manodopera e altri materiali. In caso di superamento del limite si dovrà invece applicare l’Iva al 22%.

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