TAPPETI – TRADIZIONI D'ORIENTE

I tappeti orientali. Un'unica espressione sotto cui si cela una realta' complessa fatta forse di origini comuni, almeno per quanto riguarda l'uso del tappeto, ma di differenti tecniche di annodatura e decorazione e dunque di significati. 'Significati' perche' il tappeto e' strettamente legato alla cultura, alla societa' e anche alla religione di chi lo produce.

 Un discorso al presente che pero' si rivolge principalmente alla storia passata del tappeto orientale. Anche per questo prodotto, legato ad una forte tradizione artigianale, e' arrivata l'epoca della tecnologia e della meccanizzazione. Questo non significa che la produzione artigianale sia scomparsa; l'annodatura richiede ancora il lavoro paziente delle mani dell'artigiano, i cambiamenti si possono notare piuttosto nella tintura che, se fino al 1800 circa veniva ancora effettuata utilizzando colori di origine vegetale e piu' raramente animale e minerale, oggi si serve di colori sintetici. La simbologia, i materiali, la capacita' di creare armoniose composizioni di colori e forme, e soprattutto i nodi, restano gli stessi. Almeno finche' si parla di produzione artigianale. La lavorazione industriale da' vita ad un altro tipo di prodotto che per costi e qualita' non e' certo paragonabile alle creazioni 'tradizionali'. Ma senza perderci nei meandri di una storia cosi' complessa e antica, passiamo al lato pratico della questione. Innanzitutto non esiste il tappeto orientale bensi' i tappeti. Solitamente si parla di persiani proprio perche' il regno di Persia non coincideva con gli attuali confini dell'Iran bensi' si estendeva fino a toccare a Nord la Russia, comprendendo quindi anche la Turchia, il Caucaso e l'Afghanistan; ad Est l'India e la Cina; mentre ad Ovest toccava Romania e Bulgaria. L'estensione dell'impero persiano ha portato alla nascita di differenti tradizioni artigianali con specifiche caratteristiche. Il tappeto consiste in una fitta serie di fili annodati intorno ad una trama-ordito. Il risultato finale dell'annodatura e' quello che viene chiamato vello. La trama, il tessuto di base su cui vanno ad intrecciarsi i nodi solitamente e' di cotone, ma puo' essere anche di lana o di seta – quest'ultima viene preferita nel caso si voglia ottenere un'annodatura molto fitta. Il materiale piu' utilizzato per i nodi e' la lana, in alcuni casi si utilizza anche la seta, il pelo di cammello o quello di capra. Ma la lana non e' tutta uguale! In base alle differenti razze di pecore si ottiene anche una lana diversa per colore, finezza, resistenza… Particolarmente rinomate sono la lana ricavata da pecore allevate in Anatolia, Turchia, e quella prodotta invece in Kerman, Iran. La lavorazione puo' avvenire su telaio verticale od orizzontale. Su telaio verticale si ottengono tappeti 'a pelo' mentre quello si usa per le lavorazioni kelim e suomak, ovvero due tecniche senza annodatura il cui risultato e' un tappeto senza vello, simile ad un tessuto piatto. Esistono 4 differenti tipi di nodi che fissano il filo all'ordito di base: il senneh o persiano, il ghiordes o turco, l'arabo-spagnolo e lo jufti. Non ci addentriamo oltre nelle specifiche 'tecniche' di ogni annodatura; lo scopo di quanto detto finora era cominciare a fornire i rudimenti per poter riconoscere le differenze tra un tappeto e l'altro e quindi poter operare una scelta in base al proprio gusto e alle proprie esigenze. Una parentesi. Spesso si ritiene che un vecchio – ma anche antico, perche' no? – tappeto orientale non sia compatibile con un arredamento moderno. Errore, colori e disegni di questi preziosi lavori di annodatura possono adattarsi alla vostra casa, basta riuscire a sceglierli in modo da creare un rapporto armonioso con tutto il resto. Passiamo dunque a conoscere piu' da vicino questo intramontabile oggetto di arredamento.

Continua…

Fonte:Casa dolce casa

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