Tarassaco per depurare il fegato

In autunno, come in primavera, fanno bene le cure depurative che aiutano l'organismo a eliminare le tossine. Provate con il tarassaco. Fatica a riprendere il lavoro dopo la pausa estiva? Timore che con l'arrivo dei primi freddi si possano riacutizzare i doloretti articolari? Ci vuole una cura depurativa. Quella con il tarassaco, una comune erba dei campi, è ideale al cambio di stagione, in primavera come in autunno. Grazie alla stimolazione dell'attività del fegato e all'aumento del drenaggio, si avvertirà subito una sensazione di benessere accompagnata da una diminuzione del senso di fatica.

La parte migliore del tarassaco

Del tarassaco si usano sia le foglie che il rizoma (impropriamente chiamato radice) che contengono steroli, inulina, provitamina A, vitamina C, tutte sostanze responsabili dell'azione depurativa. La pianta è nota fin dai tempi più antichi per favorire il deflusso della bile stimolando le contrazioni della colecisti. L'effetto diuretico, sarebbe dovuto alla presenza di abbondanti sali di potassio. Un principio amaro caratteristico (la tarassicina) e l'acido caffeico hanno proprietà digestive e un effetto tonico sull'organismo. Il tarassaco può essere impiegato anche nelle cure dimagranti, non tanto perché tolga l'appetito, ma per la sua capacità di aumentare il drenaggio. I principi attivi presenti nelle parti D'esche si mantengono anche dopo l'essiccazione e, addirittura, sono più concentrati nei rizomi raccolti in autunno.

La preparazione di base

Dopo aver trascorso qualche settimana di vacanza all'aria aperta, riprendere le abitudini cittadine e vivere diverse ore in ambienti chiusi può creare una sorta di stanchezza e di stress, apparentemente immotivati. In effetti, l'organismo risente del cambio di clima e di ambiente. Meglio stimolare la funzionalità del fegato e di quella dei reni con una cura a base di tarassaco. Per esempio, con l'infuso delle foglie essiccate, sempre reperibili in erboristeria.

• Si mettono sul fondo di una tisaniera tre cucchiai di foglie essiccate e sminuzzate, ovvero ridotte in taglio tisana.

Si versano sopra tre tazze di acqua bollente e, dopo aver rimescolato, si copre e si lascia in infusione per un quarto d'ora prima di filtrare il liquido.

• La tisana si beve nell'arco della giornata. Per esempio, una tazza al mattino, a digiuno, appena la si è preparata, poi alla sera e, infine, prima di coricarsi. Se fosse troppo amara, si può addolcire con un cucchiaino di miele.

La cura, perché sia efficace, dovrebbe durare tre settimane.

Decotto contro i doloretti

II tarassaco ha la capacità di aumentare la secrezione di acido urico attraverso le urine, aumentando anche la diuresi. Oltre all'insalata con le foglie fresche si può ricorrere al decotto di radice.

Preparazione e impiego

• Si mettono a bollire tre tazze di acqua (250 ml ciascuna) insieme a tré cucchiai di radice di tarassaco essiccata e ridotta in piccoli pezzi.

• Dopo un quarto d'ora, quando il liquido si è ristretto a circa 600 mi, si spegne la fiamma e si filtra in caraffa.

• II decotto ha un sapore decisamente amaro e può essere addolcito con poco miele. Si beve a tazzine nell'arco della giornata.

La miscela per abbassare il colesterolo

La radice di tarassaco ha proprietà ipocolesterolemizzanti. La cura dopo l'estate rimette in ordine il quadro lipidico generale e aiuta ad affrontare meglio la prossima stagione quando, per l'abbassamento di temperatura, entrano nella dieta sostanze ricche di grassi. L'abbinamento migliore è con il carciofo, ricco di principi attivi con analoghe proprietà.

Preparazione e impiego

• Farsi preparare in erboristeria una miscela in parti uguali di foglie essiccate di tarassaco e di carciofo. Per preparare il decotto, far sobbollire per un quarto d'ora due cucchiai di miscela con mezzo litro di acqua.

• Si filtra il decotto. Se ne beve una tazza al mattino e una alla sera, dopo averlo addolcito con due cucchiaini di miele.

La cura, perché sia efficace, deve durare da tre a quattro settimane. Unica avvertenza è il sapore molto amaro della tisana, non gradito a tutti e capace, in certe persone, di stimolare iperacidità e disturbi gastrici.

Insalata di tarassaco

Con le foglie fresche di tarassaco, valerianella e rucola si preparano gustose insalate miste. Raccogliere quelle del tarassaco quando sono tenere, in prati lontani dalla strada.

Recidere l'intera rosetta di foglie inserendo un coltellino affilato raso terra, senza estirpare la radice. Prima di usarle, mondare il ciuffo dalle foglie esterne (le più dure) e lavare più volte in abbondante acqua freddissima per eliminare

i residui terrosi. Secondo una ricetta francese, per condire l'insalata usare la salsa vinaigrette a base di olio, aceto e sale.

Poi, aggiungere una manciata di dadini di pane tostato. Per un tocco di sapore in più in più, passare uno spicchio di aglio fresco sulla superficie interna dell'insalatiera.

Carta d'identità

Nome botanico

Taraxacum officinale

Nome comune Dente di leone, dente di cane, soffione, piscialetto.

Famiglia

Asteroceoe

Caratteristiche

Pianta erbacea perenne con foglie lunghe 10-30 centimetri, lanceolate e profondamente dentate (da cui il nome “dente di leone”). Sono aderenti al terreno, disposte a rosetta. Al centro delle foglie emergono gli steli fiorali che sorreggono capolini giallo oro che sbocciano da marzo a ottobre. Dopo la fioritura, inizia la maturazione dei frutti, piccoli e coriacei, dotati di un curioso filamento che termina con una raggiera di setole bianche, disposte a formare un piumoso sferico, conosciuto come soffione. Il grosso rizoma a fittone, brunonerastro, è carnoso. Al taglio, la parte interna appare bianca; quando è fresca secerne lattice.

Dove si trova

Cresce spontaneo nellezone submontane alpine e appenniniche, isolato o a piccoli gruppi, insieme ad altre latifoglie.

Ama il suolo prevalentemente calcareo.

Parteimpiegata

Foglie e rizomi, impropriamente detti radice.

Quando si raccolgono

Le foglie, per il consumo in insalata, si raccolgono in primavera. Il rizoma si raccoglie tra settembre e ottobre, oppure

a febbraio, prima della fioritura. Si lava per eliminare la terra, si monda dalle radichette laterali e si taglia a rondelle. L'essiccazione avviene al sole o nel forno. I pezzetti si conservano in vasi di vetro.

Di Adele Zucchi

Tratto da:giardinaggio n° 9 settembre 2008

Condividi questo articolo