Tempo di equinozio

Il 20 marzo alle ore 11,44 in Italia, sarà il momento dell'equinozio di primavera, il giorno in cui il dì e la notte hanno la stessa durata, 12 ore. Un equinozio è definito come l'istante in cui il Sole raggiunge l'intersezione tra l'eclittica (il piano dell'orbita della terra) e l'equatore celeste (la proiezione dell'equatore terrestre sulla volta celeste). Più semplicemente si può affermare che in questi momenti i raggi solari, a mezzogiorno, sono perfettamente perpendicolari all'equatore. Si tratta quindi di un particolare istante e non di un intero giorno.

Più luce

Durante l'equinozio in qualunque località della Terra ci si trovi, il sole sorge esattamente in direzione est, percorrendo una semicirconferenza sulla volta celeste e tramonta esattamente in direziono ovest. Da tale data in poi la durata del giorno supererà quella della notte fìno a raggiungere il suo massimo al solstizio d'estate.

Le stagioni

Gli equinozi, insieme ai solstizi, per convenzione, corrispondono con le date d& apos;inizio delle stagioni astronomiche, che suddividono l'arco dell'anno, cioè il tempo che la Terra impiega per compiere rivoluzione completa intorno al Sole, in quattro periodi.

Le quattro stagioni sono caratterizzate da diverse condizioni d'illuminazione e clima, che variano a seconda della latitudine nelle cinque zone astronomiche: zona torrida, zona temperata boreale ed australe, calotta polare artica e calotta polare antartica. E' bene ricordare che sul nostro pianeta le stagioni sono invertite nei due emisferi: boreale (settentrionale) e australe (meridionale).

Ai poli

Dopo l'equinozio di primavera, nella calotta polare artica, al polo nord, il Sole sorge per non tramontare più fino all'equinozio di autunno: inizia un perodo di illuminazione continuo, che è detto Grande giorno. Al contrario, nella calotta polare antartica, al polo sud, avviene il contrario: il sole tramonta per non sorgere più fino alla stessa data autunnale; inizia la Grandenotte.

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