Test lavatrici a 1.200 giri

Basta un giro in un grande magazzino, per scegliere una lavatrice, e sorge subito una domanda: quante ore dovrò passare chino sulle pagine del libretto di istruzioni, per raccapezzarmi tra scritte, sigle e programmi dai nomi indecifrabili? Osservando uno qualsiasi dei frontalini dei modello del test, sembra di essere di fronte al quadro comandi di una navicella spaziale. Il fatto è che si tratta di modelli di alta gamma, e proprio per questo i produttori si sbizzarriscono nell'inventare nuove funzioni, come “antibatterico” o “sport”. Preferiremmo un quadro dei comandi più semplice, con i programmi che servono, e prestazioni migliori.

  • Numero di programmi. Troppi. Da 13 fino a 20, quando di solito se ne usano 3 o 4 (30°C, 40°C e 60°C). Purtroppo, tra le lavatrici del test, un modello con pochi programmi non si trova.
  • Capienza del cestello. Una famiglia di quattro persone lava in media 3,5 kg di biancheria ogni volta che carica la lavatrice, una famiglia di due persone di solito ne lava circa un paio: sono dati ricavati da una nostra recente indagine. Tutto questo per dire che i modelli del test che vantano una grande capienza (dai 6 agli 8 chili per il cotone, 2,5 -3,5 chili per il sintetico) raramente servono. E poi, più è grande il cestello, maggiori sono i consumi in acqua ed elettricità: se potete, prima di avviare il bucato, accumulate vestiti e biancheria sufficienti a riempire bene il cestello e ottimizzare così i consumi.
  • Centrifuga regolabile. Le lavatrici del test centrifugano fino a 1.200 giri, ma tutte offrono la possibilità di abbassarne il numero. Con una centrifuga a 1.200 giri, la bancheria conserva circa il 50% di umidità, con 600 giri l'umidità residua è del 75%. Comunque, anche in quest'ultimo caso, non ci vorrà molto tempo prima di vedere i propri capi asciutti e sarà più facile stirarli, perché meno stazzonati.
  • Lavaggio intensivo. Sei modelli hanno questa funzione. Che significa però tempi di lavaggio più lunghi e maggiori consumi.
  • Partenza differita. Un tasto consente di rimandare a dopo un' ora o più l'avviamento della macchina. è utile, se vi serve poter programmare l'inizio del lavaggio (per esempio perché prima volete far funzionare la lavapiatti).
  •  Etichetta energetica.Le lavatrici del test sono tutte di classe A. Questo significa che, per lavare il bucato di cotone a 60°C, l'apparecchio consuma una certa quantità di energia elettrica, che rientra nei parametri di risparmio stabiliti da alcune norme europee. Attenzione però, la lettera A si riferisce a un solo programma, ma in una lavatrice ce ne sono tanti altri che consumano in modo differente (per esempio a 90°C o aggiungendo funzioni intensive).
  • Risciacquo intensivo? Alcuni modelli offrono la possibilità di un risciacquo extra. I produttori, per rientrare nella classe energetica A, devono risparmiare non solo sull'energia elettrica, ma anche sulla quantità di acqua e questo può penalizzare il riasciacquo. Una soluzione semplice: usare meno detersivo. & lt;LI>Programmi corti. In linea di massima, sono poco efficaci contro lo sporco. Lo dicono i nostri test.

Il nostro test

Abbiamo testato in laboratorio 12 modelli di lavatrice a 1.200 giri, verificando la capacità di togliere lo sporco, l'efficienza della centrifuga e del risciacquo e la facilità d'uso.Contro lo sporco. Abbiamo valutato l'efficacia di lavaggio nelle tre temperature più usate: 60°C con capi in cotone, a pieno carico; 30°C con biancheria di cotone; 40°C con capi sintetici a pieno carico.

Come si vede nella foto a destra, abbiamo macchiato diverse pezze con lo sporco più comune: tè, vino, burro, pomodoro, fondotinta, rossetto; abbiamo anche simulato lo sporco lasciato dal sudore. Le prove sono state ripetute tre volte per ogni modello. I risultati che trovate in tabella sono basati sul risultato medio dei tre lavaggi per ogni prova. La prova di risciacquo. Per verificare quanto detersivo rimane nei tessuti dopo il risciacquo e la centrifuga, abbiamo misurato il grado di alcalinità dell'acqua residua, estratta dai capi con un macchinario speciale (2.800 giri). Più l'acqua è alcalina, più sapone è rimasto.

Usiamo meno detersivo

Può succedere che dopo il risciacquo nei capi rimangano tracce di detersivo, a volte visibili anche dall'oblò. I casi sono due : avete messo troppo detersivo o la lavatrice non risciacqua bene (come molti modelli del test), tipicamente perché il produttore ha ridotto la quantità d'acqua e accorciato il tempo per conquistarsi la classe A dell'etichetta energetica. Che fare? Diminuire la quantità di detersivo è meglio di un risciacquo extra: il bucato uscirà pulito comunque.

Rex Sunny: sfruttare il sole

Questa lavatrice è predisposta per l'utilizzo di acqua già riscaldata, da pannelli solari o da uno scaldabagno a gas.

Come si vede nella foto in basso, ha due attacchi: in uno entra l'acqua fredda, come nelle lavatrici classiche, nell'altro si può far entrare l'acqua già riscaldata. L'abbiamo testata ed è davvero interessante dal punto di vista dei consumi.

Con l'acqua già riscaldata, il consumo di elettricità passa da 1,46 kWh a 0,83 kWh (programma a 60°C).

Il costo al lavaggio per 10 anni, 7 volte la settimana, è di 58 cent (contro i 62 con l'elettricità); sale a 62 centesimi calcolando 15 anni, 4 volte la settimana (contro 0,66 euro). Per chi ha già l'impianto solare termico, la Rex Sunny è la nostra Scelta Conveniente.

Fonte: altroconsumo.it

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