Test sui bollitori

Acqua calda in pochi minuti e a basso costo: questo il servizio garantito dagli otto bollitori elettrici che abbiamo messo alla prova. Nel complesso si sono dimostrati tutti buoni attori sul palcoscenico della cucina o dell'ufficio, quasi tutti scaldano un litro d'acqua in tre minuti e mezzo. Kenwood ci mette un minuto in più (bocciato), Braun mezzo in più (accettabile). Questi sono i tempi per un litro d'acqua, ma potete preparare una tazza di tè fumante (0,20 litri) o una tisana (così come un caffè solubile o l'orzo) in un minuto circa.

Semplici nel funzionamento (una resistenza che scalda l'acqua) ed efficienti, garantiscono tutti una buona qualità. Tanto che la scelta si può anche spostare sul prezzo: si va dai 34 euro di Moulinex, il nostro Miglior Acquisto, ai 55 euro di Severin.

Valutate l'ingombro

Lo spazio disponibile in cucina o in ufficio è una variabile da considerare, anche perché questo tipo di apparecchio solitamente viene tenuto a portata di mano. Allo stesso modo, il peso a vuoto conta: si va da poco più di 700 grammi di Philips al chilo e 132 grammi di Severin. Quando è riempito con l'acqua si arriva anche a 3 chili di peso: davvero scomodo da trasportare e poi versare.

Nessun problema nell'uso

Per valutare la facilità d'uso ci siamo affidati a un gruppo di consumatori che li hanno riempiti, svuotati, trasportati, puliti, disincrostati… Non ci sono stati problemi, solo un po' rumorosi Braun e Siemens. Abbiamo controllato se il bollitore si spegne automaticamente quando il coperchio viene aperto oppure è chiuso male: solo Philips non si ferma, con il rischio che l'acqua schizzi fuori. Offrono tutti una buona sicurezza termica ed elettrica.

Calcare: il nemico numero uno

Il nemico principale di questi apparecchi è il calcare, che può invadere l'apparecchio e ridurne l'efficienza, fino a impedirgli di funzionare.
Abbiamo messo alla prova la resistenza dei modelli del test per questo aspetto. Nel complesso reggono, ma devono essere anche trattati bene per mantenere l'efficienza iniziale. Una buona manutenzione è importante.

I consigli per farlo vivere più a lungo

Il bollitore va trattato bene, in particolare bisogna togliere regolarmente il calcare: ogni due mesi se si usa ogni giorno e l'acqua ha una durezza media, almeno una volta al mese se l'acqua è molto dura.

Disincrostare. Seguite le istruzioni dei produttori, che solitamente propongono due possibilità: l'aceto o un disincrostante chimico per piccoli elettrodomestici. Vi consigliamo l'aceto, perché è una sostanza a uso alimentare, a basso costo e a basso impatto ambientale. Mentre il disincrostante è un prodotto chimico, di cui non si conoscono gli ingredienti e con un impatto sull'ambiente ben diverso.

Istruzioni. Nel manuale delle istruzioni ci sono anche le indicazioni su come eseguire la disincrostazione. Seguitele, anche perché se, agendo diversamente, danneggiate l& apos;apparecchio, la garanzia non vale.

Niente detersivo. Lavatelo sempre solo con acqua, senza usare detersivi e non in lavastoviglie.

Svuotatelo. Dopo l'uso, svuotate sempre il bollitore: lasciarlo pieno favorisce il deposito di calcare e la moltiplicazione di batteri nell'acqua residua.

Solo acqua. Infine, ricordate che questi apparecchi si possono utilizzare solo per far bollire l'acqua, non usateli per scaldare il latte o altri liquidi.

Il nostro test

Abbiamo messo alla prova otto bollitori elettrici in plastica (capacità: 1,7 litri, tranne Braun, 1,6 litri), misurando il tempo necessario per scaldare l'acqua. Abbiamo calcolato anche quanto consumano.
Sul fronte sicurezza, abbiamo verificato se si fermano automaticamente quando il coperchio non è ben chiuso o se viene aperto durante il funzionamento. Abbiamo verificato inoltre la sicurezza termica (pericolo di scottarsi), elettrica e l'eventuale migrazione di metalli pesanti dal contenitore al liquido.

Resistenza: un occhio al calcare. Abbiamo fatto scaldare l'acqua per 350 volte per simulare l'uso prolungato nel tempo dei bollitori e verificarne la resistenza, così come la possibile diminuzione dell'efficienza a causa del calcare. Per questa prova siamo stati molto severi e abbiamo usato un'acqua molto dura, più di quanto lo sia mediamente quella che sgorga dai rubinetti nel nostro Paese. A scadenze regolari (ogni 50 cicli) abbiamo valutato l'efficienza e, se c'era un calo, abbiamo provveduto a togliere il calcare.

Scaldare un litro di acqua (da 15 a 95 °C): con il bollitore costa meno

Abbiamo messo a confronto consumi (in wattora), costi e impatto ambientale di gas, microonde e bollitore, portando un litro d'acqua da 15 a 95°C

Gas: molto usato, ma non è il migliore. è il sistema più usato in Italia, ma pochi sanno che non sempre è il migliore dal punto di vista dei consumi e dei costi. Soprattutto se ci si dimentica di mettere il coperchio.

Bollitore elettrico: il sistema migliore. Per scaldare una piccola quantità d'acqua è il sistema che consuma meno e con il minore impatto sui consumi, purché scaldiate solo le tazze d'acqua che vi servono. Se dimenticate questa attenzione, c'è spreco di acqua, elettricità e, quindi, soldi.

Microonde: va bene solo per piccole dosi. Che dire del microonde? Dal confronto risulta la soluzione peggiore per scaldare un litro d'acqua intero. Si riscatta però se lo si utilizza per una o due tazze singole, perché vi fa evitare sprechi. Quindi, se avete già in casa un microonde, il bollitore forse è un apparecchio di troppo in cucina.

Sbarazzarsene: non in spazzatura

Alla fine del ciclo di vita, come disfarsi dei piccoli elettrodomestici, tipo questi bollitori? è sbagliato buttarli nella spazzatura: sono inquinanti. Ecco che fare.

Ogni italiano produce ogni anno oltre 15 chili di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), ma ne smaltisce solo due nel modo giusto. Nel resto d'Europa non solo se ne producono meno, ma se ne raccolgono di più, visto che i rivenditori sono obbligati al ritiro dei vecchi apparecchi quando se ne acquistano di nuovi (da quest'anno questa possibilità dovrebbe estendersi anche al nostro Paese). Per l'ambiente, un doppio vantaggio: si evita la dispersione di sostanze inquinanti e si riciclano e recuperano materiali. La vita di bollitori, frullatori e simili non va oltre gli 8 anni e nel 20% dei casi funzionano ancora quando vengono dismessi.

Se quello che avete non funziona più e ne comprate uno nuovo, chiedete al negoziante di ritirarlo. Se non è disposto a farlo, contattate il gestore del servizio raccolta rifiuti del Comune: potete prenotarne il ritiro a casa o andare a consegnarlo alla piazzola ecologica (gratis).

Fonte: www.altroconsumo.it

Condividi questo articolo