Test sulle vernici Legno da proteggere

Risultati sono buoni e non vengono emessi troppi gas o sostanze nocive per l'uomo e per l'ambiente. Giudizi quindi positivi per gli undici impregnanti per il legno (sia del tipo ad acqua sia del tipo a solvente) che abbiamo preso in esame nel nostro test, destinati a conservare nel tempo il bell'aspetto di tavoli, sedie, imposte, porte e finestre.

Comunque migliorare è sempre possibile, sia sul fronte delle emissioni (soprattutto per i prodotti a solvente) sia su quello della resistenza agli agenti esterni (escrementi di piccione in primis) per quelli dell'altra categoria.

Niente acquaragia

Cominciamo da quest'ultimo aspetto. Per le imposte di finestre, i tavoli o le sedie destinati a rimanere all'esterno, i piccioni rappresentano una minaccia non da poco: soprattutto se colpiscono nel segno proprio nella fase di asciugatura dei nostri impregnanti ad acqua, che in cinque casi su sei ottengono in tabella solo un giudizio medio.

Comunque la cosa migliore è agire con prontezza: se la traccia lasciata dal volatile viene rimossa immediatamente, cioè dopo un quarto d'ora dal contatto i risultati sono buoni per entrambe le categorie. In ogni caso si deve intervenire prima che sia trascorsa una giornata intera. Bisogna però fare attenzione a cosa si usa per pulire: meglio una spugna morbida e un po' di sapone. Da evitare, soprattutto se si impiegano gli impregnanti ad acqua, lo straccio imbevuto di acquaragia.

Se invece rimandiamo di un giorno o più la dovuta pulizia le cose diventano molto più difficili. Usando spugna e sapone non sempre tutte le tracce spariscono e l'uso di acquaragia comporta problemi ancora più grossi: sulla superficie appena tinteggiata possono comparire infatti aloni di escrementi non puliti, la lucentezza della parte colpita tende a sparire, si formano macchie giallastre e, cosa peggiore, l'impregnante o viene interamente rimosso (e il legno rimane completamente esposto) o inizia a dissolversi a poco a poco (e sullo straccio rimangono tracce molto evidenti della sua dissoluzione).

Nel nostro campione, però, una menzione d& apos;onore va a Max Meyer a solvente (il nostro Migliore del Test per la categoria) che è riuscito a rimanere “appiccicato” al legno sia se trattato con sapone o acquaragia entro una giornata dal contatto con quanto lasciato dal piccione o da altri volatili sia se trattato con i due detergenti 24 ore dopo il funesto evento.

Sul fronte sostanze pericolose, applicare un impregnante all'interno di un'abitazione può generare una considerevole quantità di emissioni. Come risolvere il problema?

Respirare con attenzione

Buona abitudine è areare a lungo il locale dove l'operazione viene portata a termine. Tra le sostanze che possono essere emesse spiccano per la loro criticità la grande famiglia dei composti organici volatili e la formaldeide.

I primi possono causare irritazione alle vie respiratorie e agli occhi, mal di testa, nausea, danni al fegato, al sistema nervoso centrale e ai reni. Di alcuni si sospetta che possano anche causare il cancro. La formaldeide può invece essere responsabile di tosse e respirazione difficoltosa, irritazione alle vie respiratorie e agli occhi, affaticamento, comparsa di macchioline rosse sulla pelle, reazioni allergiche e, nei casi più gravi, cancro. Fortunatamente le nostre misurazioni, condotte tre giorni dopo l'applicazione e poi nuovamente a distanza di due settimane, non hanno mostrato livelli eccessivi di emissioni in nessuno dei prodotti testati. Gli impregnanti a solvente tendono ad avere giudizi meno positivi di quelli ad acqua, perché per loro stessa composizione contengono più sostanze chimiche organiche rispetto a quelli dell'altra categoria (che appunto hanno più acqua).

La diversa composizione non si riflette solo sulle emissioni, ma anche sulle modalità di applicazione dei prodotti. Gli impregnanti ad acqua tendono a essere un po' più difficili da stendere, ma l'effetto “bagnato” ne permette una migliore diffusione sul legno e consente di ottenere una pennellata più spessa. Un'altra caratteristica importante di questa categoria, è il fatto che lo strato di impregnante riesce ad adattarsi meglio ai cambiamenti che col tempo possono verificarsi nel legno.

Esposto all'umidità, il legno tende a gonfiarsi, cosa che potrebbe causare la comparsa di crepe nello strato di prodotto, ma con quelli ad acqua è più probabile evitare questo problema.

Gli impregnanti a solvente hanno invece il vantaggio di andare più in profondità nel legno, cosa importante se si cerca ad esempio di evitare la diffusione di funghi.

Occhio ai barattoli

è importante anche fare attenzione alle confezioni. Aprendo il barattolo si possono osservare anomalie che poi possono influenzare e di molto il risultato finale dell'applicazione del prodotto. I problemi maggiori riguardano la presenza di ruggine, di depositi o pellicine, di odori fastidiosi.

·        Ruggine. Se si mescola con la vernice può cambiare le caratteristiche del colore. Per questo sono consigliati soprattutto i barattoli di plastica che, a differenza di quelli di metallo, non possono arrugginirsi. L'unica avvertenza è ricordarsi che la plastica è molto meno resistente e quindi se la confezione cade, l'impregnante si disperde sulle vostre piastrelle invece che sul mobile o la finestra sui quali andrebbe applicato. Comunque in tutti i prodotti presi in esame non abbiamo notato la presenza di ruggine.

·        Pellicine e depositi. Sulla superficie della vernice o sul fondo del barattolo possono presentarsi pellicine o depositi. Generalmente si mescolano facilmente al resto del prodotto e non hanno nessun effetto particolare sulla qualità dell'applicazione. Comunque non abbiamo individuato né le une né gli altri nei campioni esaminati.

·        Odore fastidioso. Gli impregnanti sono un mix di solventi, colori, additivi e leganti. Tra queste sostanze quelle più volatili sono i solventi e quindi i prodotti a solvente tendono a essere quelli con l'odore più pungente. Questo però non significa che quelli ad acqua profumino di rose, anzi. Spesso l'odore più comune è quello di acquaragia. Nel campione testato non abbiamo notato odori particolarmente fastidiosi, se non nel caso di Syntilor ad acqua.

Applicazione facile

Una volta aperto il barattolo, bisogna applicare il nostro impregnante. Seguendo le spiegazioni presenti in etichetta non ci sono problemi particolari: è facile l'applicazione sia della prima passata sia di quella o di quelle successive. Qualche problema, ma non così importante da far perdere qualche punto in tabella, riguarda i prodotti ad acqua, quando si decide di applicarli con passaggi alternati, cioè prima orizzontalmente e poi verticalmente. Ci può essere qualche difficoltà nell'incrocio tra le pennellate, proprio a causa della velocità con cui queste vernici si asciugano. Questo significa anche che non si può porre rimedio a qualche errore di cui ci si accorge in ritardo: la possibilità di rimettere mano al lavoro fatto dopo cinque minuti è pressocché nulla. Diverso è invece il caso delle vernici a solvente, dove l'asciugatura è più lenta e c'è quindi la possibilità di correggere eventuali difetti della prima applicazione.

Per saggiare la resistenza delle vernici alle condizioni ambientali, le abbiamo sottoposte a cicli di raggi ultravioletti, all'umidità e a sbalzi di temperatura. Sono emersi problemi di vario tipo: il legno trattato con l'impregnante tende a diventare più scuro e opaco, compaiono macchie o aloni biancastri e la superficie tende a ricoprisi di rigonfiamenti.

Le performance che risultano più negative sono quelle di due prodotti a solvente: Syntilor e lo Specialista di Mr Color, che si meritano anche gli unici due insufficienti presenti in tabella. Ottimi invece i risultati di un prodotto ad acqua: V33.

Quando servono

Porte, sedie, tavoli, imposte e qualsiasi altra forma di mobilio in legno possono essere soggetti all'azione degli agenti atmosferici sia in casa sia, soprattutto, all'esterno.

Se sono in battuta di sole, ad esempio, la temperatura della superficie può facilmente salire fino a 60 gradi e la rapida essiccazione del legno può causare la comparsa di crepe sulla superficie del mobile. Al contrario, l'umidità fa gonfiare il legno e favorisce la comparsa di muffe e in qualche caso può anche farlo marcire. Senza dimenticare gli effetti negativi degli inquinanti atmosferici, piogge acide in testa.

Per evitare tutto questo è necessario usare sostanze che devono essere contemporaneamente in grado di resistere agli agenti atmosferici, evitare di intrappolare troppa umidità e proteggere il legno da inquinanti aggressivi. Le forme più tradizionali di protezione sono le pitture, che però hanno il difetto di nascondere completamente quello che c'è sotto, sia plastica, sia legno, sia metallo. Inoltre invecchiano rapidamente, non sono resistenti agli agenti atmosferici e sono difficili da togliere. Gli impregnanti hanno invece il vantaggio di stendere uno strato protettivo trasparente che non nasconde la struttura sottostante del legno ed evita crepe e rigonfiamenti. Inoltre, non richiedono sverniciatori prima di applicarli nuovamente a distanza di qualche tempo.

I segreti per un buon uso

·        Questi prodotti sono facili da applicare, ma in ogni caso è bene seguire alcuni consigli.

·        Se li dovete usare in casa, il locale deve essere ben areato. Meglio indossare i guanti.

·        Pavimenti, muri, mobili e vetri vanno protetti con giornali. Eventuali tracce di impregnanti sulle finestre possono essere rimosse con acetone.

·        Alcune essenze esotiche possono contenere pigmenti e resine. Meglio pulirle prima dell'applicazione con acquaragia o ammoniaca.

·        Per ottenere un risultato ottimale, rispettate sempre i tempi di asciugatura indicati.

·        Non è necessario applicare strati troppo spessi: meglio due sottili che uno eccessivo. La pennellata deve essere incrociata (orizzontale e verticale).

·        Se usate prodotti scuri diventa impossibile cambiarli con quelli più chiari, perché il legno tende a impregnarsi del loro colore. Più strati si applicano, più scuro risulterà il legno e meno evidente la sua struttura sottostante. Gli impregnanti scuri comunque proteggono di più rispetto ai chiari.

Miglior Acquisto

Nel complesso gli undici impregnanti presi in esame ottengono buoni risultati dal nostro test. Nella categoria dei prodotti ad acqua la palma di Migliore del Test e di Miglior Acquisto va a Lo Specialista di Mr Color impregnante a cera per legno ad acqua (9,50 euro) e quella di Miglior Acquisto a Impregnante per legno ad acqua opaco senza marca (7,90) venduto solo nei Brico center e nei Leroy Merlin. Nella categoria a solvente il Migliore del Test è Max Meyer Impregnante a finitura naturale (14,50 euro), mentre il Miglior Acquisto è Lasure protection bois impregnante per il legno (6,90 euro) senza marca, venduto solo nei Brico center e nei Leroy Merlin. Non è trasparente come dovrebbero essere questi prodotti e quindi non lascia vedere la struttura del legno sottostante, ma comunque solo dalla terza mano (e di solito ci si ferma alla seconda). Ha però un ottimo rapporto qualità prezzo, soprattutto con riferimento al costo medio per ogni metro quadrato tinteggiato (1,05 euro a metro quadro contro 1,66 del Migliore del Test).

Fonte: www.altroconsumo.it

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