Tillandsia contro l'inquinamento indoor

Non e' la prima volta che affrontiamo l'argomento “inquinamento indoor” ma stavolta lo facciamo direttamente dal punto di vista… della tillandsia!



Occorrono pero' le necessarie premesse. Innanzitutto, a supporto di questa breve incursione nell'annosa questione inquinamento indoor, consigliamo di leggere quanto pubblicato sul sito dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici.Cliccate qui.
In secondo luogo, qualche dato. Si parla di aria inquinata in generale quando in essa si accumulano sostanze nocive in concentrazioni capaci di minacciare la salute dell'uomo ma anche quella di animali e vegetali, arrivando a causare danni temporanei o permanenti. L'americana Environmental Protection Agency, ovvero l'E.P.A., ha evidenziato ben 250 sostanze inquinanti, di cui 100 gassosi e 150 chimici e biologici. L'Organizzazione Mondiale della Sanita' ed altri organismi scientifici internazionali hanno evidenziato una stretta relazione tra agenti inquinanti e patologie di vario genere. Una prova concreta e' fornita dal fatto che negli ultimi anni e' molto aumentata la diffusione di malattie a carico dell'apparato respiratorio e questo aumento sembra essere direttamente proporzionale all'incremento di sostanze inquinanti nell'aria. Del resto pensiamo soltanto a questo dato: nell'arco di una giornata solitamente ingeriamo dai 2 ai 3 kg di cibo ma inaliamo ben 14/16 kg di aria!
L'inquinamento indoor e' dato da una somma di fattori, ovvero da sostanze di origine biologica – muffe, funghi, batteri, microscopici frammenti di pelle… – sostanze di origine chimica provenienti da: prodotti per la pulizia della casa, mobili e tessuti – colle, vernici, prodotti per tingere e per trattare i tessuti… – pitture, cosmetici, materiali da costruzione, fumo di sigaretta, combustione di gas… A tutto cio' vanno ad aggiungersi radiazioni elettrostatiche ed elettromagnetiche – pensiamo a tutta la tecnologia da cui siamo circondati, dalla semplice radiosveglia al computer, dal televisore al telefonino… L'inquinamento indoor oltre ad agire a carico dell'apparato respiratorio, sembra provocare danni anche a carico del sistema immunitario, del sistema neurologico e di quello endocrino.
Come piu' volte ribadito ci si puo' difendere “scegliendo” in modo consapevole, per esempio utilizzando detersivi e detergenti senza superare dosi consigliate e optando per “rimedi” piu' tradizionali – aceto, bicarbonato… -, oppure preferendo mobili non verniciati, trattati ad olio e cera e vestendo con tessuti naturali, sistemando in casa delle piante anti- inquinamento, ovvero piante che riescono a smaltire naturalmente – assorbendole – alcune sostanze inquinanti. Se il FICUS BENJAMIN e' un ottimo “mangia fumo, la DRACAENA MARGINATA contrasta l'inquinamento da sostanze biologiche, mentre lo SPATHIPHILLUM e' utile contro benzene e trielina. E la Tillandsia? La TILLANDSIA oltre a metabolizzare una buona quantita' di inquinanti presenti nell'aria sembra essere in grado di assorbire anche le radiazioni elettrostatiche ed elettromagnetiche!
Originaria del Messico, Sud e Centro America, la Tillandsia appartiene alle famiglia delle Bromeliacee e ne esistono ben 500 specie differenti. Si tratta di sempreverdi perenni epifite, ovvero che assorbono acqua e sostanze utili allo loro sopravvivenza dall'atmosfera. Possono essere dotate di apparato radicale ma questo viene utilizzato esclusivamente per abbarbicarsi ad un supporto e non e' in grado di assorbire sostanze nutritive. Nei paesi dove vive normalmente la si trova attaccata alla corteccia degli alberi, alla roccia, ai pali della luce o del telefono e alle antenne televisive. Le tillandsie possono presentarsi a fusto pendulo e sottile oppure in forma di rosetta da cui si diramano le foglie. I loro fiori solitamente sono a forma di spiga, a volte di colore blu- viola intenso, piu' spesso, arancione o rosso. Questa graziosa piantina che, come vedremo non richiede un particolare pollice verde, sembra dunque essere in grado di metabolizzare , dunque di assorbire ed eliminare, una discreta quantita' di sostanze inquinanti. Un'altra caratteristica evidenziata e' quella di un'accelerazione della sua cresciata se posta vicino a un televisore o ad un computer. Sembra dunque “cibarsi” anche di radiazioni! E dunque perche' non tenerne qualcuna in casa od in ufficio?
Come prendersi cura della Tallandsia?
< BR>Innanzitutto gradisce temperature moderate, ovvero tra i 12 e i 20° C. Occorre trovarle una posizione illuminata ma senza che riceva luce diretta e senza correnti d'aria. Le piacciono molto ambienti “umidi” come la cucina e il bagno. La pianta va vaporizzata con dell'acqua una volta al giorno se necessario, altrimenti anche due/tre volte a settimana. Una spruzzatina soltanto! La tillandsia teme molto i ristagni d'acqua perche' rischiano di far marcire la pianta, per cui, oltre a non esagerare in quantita', non vi preoccupate se saltate un giorno! In ogni caso regolate sempre la nebulizzazione in base alla temperatura e all'umidita' del luogo in cui la posizionate. Preferite acqua poco calcarea, acqua decantata oppure piovana, ma anche l'acqua di bollitura delle verdure. Nel periodo di crescita, tra aprile ed ottobre, una volta ad inizio primavera e una a fine autunno, potete anche nebulizzare con dell'acqua cui avrete aggiunto una quantita' minima – ma veramente minima – di fertilizzante liquido.

Per conoscere tutti i segreti della tillandsia, vi consigliamo una visitina al sito
Tillandsia.it.

Fonte: Al Naturale (Buongiorno)

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