TINTURE PER CAPELLI Di tutti i colori

Tintura permanente? Shampoo colorante? I nomi non aiutano a capire che cosa stiamo per metterci in testa. Nel variegato mondo delle tinture per capelli, sulle confezioni si mescolano denominazioni ambigue e affermazioni pubblicitarie. Permanente”, “tono su tono”, “color intensive”, “agli estratti vegetali”, “shampoo colorante”… c'è da confondersi. Eppure si tratta sempre della stessa cosa: tinture permanenti a due componenti, quelle che abbiamo scelto di passare in esame per questo articolo. Sono le più diffuse tinture casalinghe, ma in commercio ne esistono diversi altri tipi: iniziamo col fare chiarezza.

Temporanee o semipermanenti. Non penetrano in profondità nel capello, perché non contengono (o contengono solo in piccola quantità) sostanze chimiche in grado di fare assorbire il colorante. Possono essere in forma di shampoo, gel, mousse o crema. La durata della tintura è diversa, da 1-2 a 6-7 shampoo.

Permanenti. Quelle di cui ci occupiamo. Penetrano nel capello in profondità e si fissano stabilmente; non sono lavate via neanche dopo molti shampoo; fanno parte di questo gruppo anche le “tono su tono”, che sono meno aggessive, anche se il meccanismo chimico di funzionamento è lo stesso. Distinguere le tinture permanenti è facile: contengono sempre due sostanze diverse, da mescolare soltanto al momento dell'uso.

Vegetali. Le vere colorazioni vegetali, basate sulle proprietà di alcune piante di colorare i capelli, sono poche: il più diffuso e conosciuto è l'henné, che conferisce un colore rosso o ramato, più o meno intenso. Se si tratta di autentico henné, deve essere riportato in etichetta il nome della pianta in latino: Lawsonia inermis (da non confondere con il colorante lawsone, usato nelle tinture chimiche). Un'altra pianta dà l'henné nero (Indigofera tinctoria). Queste tinture ricoprono il capello con una pellicola, che può avere un effetto rinforzante.

Tinture progressive. Richiedono più applicazioni e restituiscono progressivamente il colore ai capelli.

Il nostro confronto. Abbiamo acquistato ed esaminato 15 tinture per capelli di tipo permanente a due componenti, analizzandone gli ingredienti indicati in etichetta e confrontandoli con quanto dichiarato dai produttori sulle confezioni. Da ricordare che la lista degli ingredienti in etichetta è in ordine di quantità: per primi vengono i prodotti presenti in quantità maggiore, poi via via tutti gli altri. Con una scappatoia, purtroppo: la legge consente a chi commercia tanti colori diversi di indicare gli ingredienti non per ogni singolo colore, ma uguali su tutte le confezioni, preceduti da un +/-. Testanera e Sanotint ricorrono a questo espediente. Abbiamo scelto le tonalità di colore più scuro (nero o castano scuro), quelle più ricche di colorante.

Non ci sono definizioni di legge che aiutino il consumatore a orientarsi con precisione. Abbiamo notato la presenza di definizioni come “gruppo III” e “gruppo II” (sui prodotti Garnier), che però non corrispondono a standard universali, quindi hanno scarso significato per chi le utilizza. Quanto alla formulazione, creme, gel e shampoo contengono gli stessi principi attivi, in quantità sostanzialmente uguale.

& lt;P>Molti slogan inutili

Abbiamo esaminato l'elenco degli ingredienti sulle confezioni. Aspetti interessanti:

il “rivelatore” o “crema rivelatrice” contiene sempre acqua come primo ingrediente e acqua ossigenata come secondo: quest'ultima può provocare sensibilità ed è contenuta più o meno nella stessa quantità in tutti i prodotti;

anche le creme coloranti (o shampoo coloranti) hanno composizione estremamente simile;

non c'è nessuna differenza di rilievo tra i prodotti che abbiamo acquistato in erboristeria o in farmacia e quelli presenti nei supermercati e in profumeria.

Ammoniaca:non fa male. Alcuni prodotti, tra cui tutti quelli acquistati in farmacia ed erboristeria, vantano in etichetta l'assenza di ammoniaca. In realtà non è un vantaggio: l'ammoniaca è utilizzata per il suo forte potere alcalinizzante, cioè di diminuire il grado di acidità, il che provoca l'apertura delle cellule che rivestono il capello. Benché emani un odore sgradevole e possa essere irritante per inalazione e per contatto, l'ammoniaca è in realtà un prodotto in uso da molti anni, molto conosciuto e relativamente sicuro, in particolare privo di effetti a lungo termine; nella concentrazione in cui è presente nelle tinture, si può considerare innocua. Se non si usa l'ammoniaca, d'altra parte, bisogna comunque ricorrere a un'altra sostanza che abbia la stessa funzione. Nelle tinture senza ammoniaca si ricorre infatti a una sostanza della famiglia delle amine (ethanolamine): che però ha l'unico vantaggio di non avere un cattivo odore. Infatti è meno efficace e quindi costringe ad aumentare la dose di colorante per avere pari effetto, oppure obbliga ad aumentare il tempo di applicazione della tinta o semplicemente è meno efficace. E non offre neanche vantaggi dal punto di vista della sicurezza: le amine sono infatti a rischio perché possono dare luogo alla formazione di nitrosamine, sostanze potenzialmente nocive, e per la possibile presenza di impurezze. Slogan come quello di Sanotint “senza ammoniaca, non danneggia il capello” non hanno senso.

Naturale: non cascateci. Non fatevi ingannare dai molteplici messaggi che abbiamo trovato sulle confezioni (“naturale”, “con estratto di…”). La presenza di qualche estratto vegetale aggiunto come coadiuvante non significa che siamo di fronte a un prodotto privo di sostanze chimiche artificiali. Al contrario, tutti questi prodotti, come abbiamo visto, contengono sostanzialmente gli stessi ingredienti, anche quelli acquistati in erboristeria. Abbiamo controllato la presenza di estratti vegetali tra gli ingredienti (sono sempre in latino): le quantità sono molto piccole, è difficile pensare a effetti di qualsiasi tipo.

Per un uso sicuro

Tutti i prodotti riportano le avvertenze previste dalla legge, che sono numerose e dettagliate: spesso però queste sono in caratteri piccoli o riportate su punti poco visibili della confezione o mescolate ai consigli d'uso e quindi rischiano – forse anche per la loro stessa lunghezza – di essere trascurate. è bene leggerle sempre prima dell'uso.

Allergie, il rischio maggiore. Molti dei componenti delle tinture che abbiamo esaminato, tra cui i conservanti, le fragranze, i coloranti possono dare luogo a reazioni. C'è comunque da osservare che le reazioni allergiche dovute alle tinture per capelli risultano essere in calo.

Tutte le tinture riportano l'indicazione di provare, prima dell'uso, la sostanza colorante su una piccola zona di pelle e attendere 48 ore per verificare l'assenza di reazioni. è sicuramente una misura di prudenza consigliabile. Tra gli ingredienti più a rischio di allergie: alcuni coloranti (para-phenylenediamine, para-toluendiamine, resorcinol, pirogallol), acqua ossigenata< I> (hydrogen peroxide), ammoniaca (ammonium hydroxide), persolfati (persolphate). A rischio anche il nichel, presente come possibile impurezza nei coloranti neri. Da ricordare che anche i coloranti vegetali come l'henné possono causare allergie.

Danneggiano i capelli? Se si insiste, sì. Mentre le tinture temporanee e semipermanenti non modificano la struttura del capello, quelle persistenti sì: per questo in caso di uso frequente e continuo, possono danneggiarli, rendendoli più secchi, fragili e opachi (effetto dovuto al sollevamento delle scaglie della cuticola).

Si possono usare in gravidanza e allattamento? In linea di massima, anche se questa indicazione non è riportata sulle confezioni, i medici sconsigliano di utilizzare tinture permanenti durante il primo trimestre di gravidanza e durante l'allattamento. Anche se non ci sono molti studi in grado di confermare o smentire i rischi, in questo caso è bene far prevalere il principio di precauzione e seguire questa linea. Sulle tinture temporanee o vegetali la manica è un po' più larga: alcuni medici le consentono.

Le tinture per capelli sono cancerogene? Nelle tinture è vietato l'uso di sostanze di cui sia provato o probabile l'effetto cancerogeno. In passato, prima del 1980, alcuni studi avevano messo in evidenza un aumento di rischio per alcuni tipi di tumore, legato all'uso prolungato (almeno 20 anni) e frequente di tinture per capelli di colore scuro. Dopo il 1980 sono però stati messi al bando molti dei coloranti utilizzati nelle tinture, la legge si è fatta più severa, i produttori hanno modificato le composizioni: in conclusione, attualmente gli studi non sembrano evidenziare aumenti di rischio importanti connessi all'uso di tinture; non si possono escludere moderati aumenti di rischio connessi a un uso frequente e prolungato di tinture nere.

Più aggredisce il capello, più a lungo dura

Più una tintura è aggressiva, cioè più modifica le caratteristiche chimico-fisiche del capello (e quindi lo danneggia), più a lungo dura; più è rispettosa del capello, più in fretta se ne va. Vediamo perché.

Ogni capello è ricoperto da uno strato unico di cellule sottili e trasparenti, disposte a scaglie: la cuticola. Al di sotto, c'è la parte intermedia del capello, la corteccia, che contiene la melanina, sostanza responsabile del colore naturale.

” Le tinture temporanee contengono molecole coloranti di grandi dimensioni che ricoprono la cuticola: è come se il capello fosse avvolto in una pellicola colorata, che col tempo e i lavaggi si dissolve.

” Le tinture semipermanenti a un solo componente contengono molecole coloranti di medie dimensioni che riescono a penetrare nella cuticola e a legarsi chimicamente alla corteccia del capello, senza modificarla; contengono sostanze apposite per modificare il grado di acidità del capello, il che fa “aprire” leggermente le scaglie della cuticola. I legami chimici tra colorante e corteccia sono deboli, per cui la tintura tenderà a sbiadire.

” Le tinture permanenti (o “ossidative”) contengono sostanze diverse: un agente ossidante, che modifica il colore originario del capello; sostanze che abbassano l'acidità (spesso ammoniaca), per far sollevare le scaglie della cuticola; molecole coloranti piccole, che penetrano all'interno e formano legami chimici forti con le cellule della corteccia. I legami sono stabili, la tintura non viene lavata via, la struttura del capello è modificata più profondamente, il che può mutarne aspetto e consistenza.

Tinture progressive

Le tinture progressive o “metalliche” (tipo “Grecian 2000″) contengono coloranti (chimicamente parlando, metalli) che, applicazione dopo applicazione, prendono il posto della melanina, la sostanza che colora i nostri capelli, la cui progressiva scomparsa è la causa della canizie. In passato contenevano acetato di piombo (lead acetate): nel 2004 però il comitato scientifico di riferimento europeo per i cosmetici ha dato parere negativo sull'uso di questa sostanza, in quanto non priva di rischi di tossicità. Le più diffuse tinture progressive l'hanno da allora sostituita con un altro metallo, il bismuto (bismuth citrate), consentito dalla legge, ma al momento poco studiato e quindi privo di prove definitive che ne garantiscano la sicurezza.

Testa a posto

Sulle tinture per capelli alcuni pregiudizi sono duri a morire, anche perché molti produttori li utilizzano come slogan pubblicitari. è bene ricordare che:

” l'assenza di ammoniaca non è un vantaggio;

” nessun prodotto a due componenti da mescolare al momento dell'uso è di origine vegetale, al massimo potrà contenere qualche estratto vegetale come coadiuvante, la cui presenza è bene verificare in etichetta;

” tutte le tinture, come del resto tutti i cosmetici, presentano il rischio di allergie, dovuto soprattutto alla presenza di conservanti, fragranze e coloranti;

” nessuna tintura permanente, a lungo termine, è del tutto innocua per i capelli.

Fonte: Altroconsumo

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