TROPPO DOLCE PER ESSERE BUONE

Albicocche e zucchero sono gli ingredienti base delle confetture. A volte però la frutta è meno di quella dichiarata in etichetta. E quelle dolcificate con succo o zucchero d'uva? Le calorie non svaniscono.

Dolci, anzi dolcissime.

Anche quelle più recenti “senza zucchero aggiunto” o con il succo d'uva. Il nostro test ha svelato che le confetture all'albicocca, sono raramente avare in dolcezza. Più probabile, invece, che qualcuna lesini sul contenuto di frutta: in pratica che il produttore ne metta meno rispetto al quantitativo evidenziato in etichetta. Oppure che abbondi negli slogan accattivanti, ma poco trasparenti.

Meno frutta del dichiarato in 5 confetture

Inutile fare controlli a casa: è davvero impossibile per chi compra verificare l'autenticità dei claim o della percentuale di frutta riportata sulla confezione. Per aiutarvi a scegliere, i calcoli sulla frutta li abbiamo fatti noi. E non solo quelli: abbiamo sottoposto le confetture ( nel testo usiamo anche – impropriamente – il termine marmellate) a due prove di degustazione, una tecnica gestita da esperti, l'altra amatoriale fatta da una giuria consumatori.

L'amara verità

Siete al supermercato, davanti a uno scaffale strapieno di confetture. I barattoli hanno forme accattivanti: alcune evocano le conserve fatte in casa, altre le marmellate inglesi.

Difficile scegliere. Non impossibile. Anzitutto, ricordate che il primo passo è sempre lo stesso: leggere bene l'etichetta.

Controllate l'elenco degli ingredienti, valutando le due percentuali fondamentali: quella della frutta utilizzata e quella degli zuccheri totali. Ovviamente più frutta c'è, meglio è. Ma chi vi assicura che quanto dichiarato in'etichetta corrisponde davvero alla realtà? Le nostre prove di laboratorio (i dettagli nel riquadro (ilmetodo dell'inchiesta) hanno indagato proprio su questo aspetto.

Secondo le indicazioni di legge, le confetture extra devono usare un quantitativo di frutta non inferiore a 450 grammi per un chilo di prodotto. Tradotto in percentuale, la frutta nelle extra non deve essere inferiore al 45%, altrimenti si devono chiamare in un altro modo (gli approfondimenti nel riquardo Diamole il nome giusto).

Non tutti i campioni escono da questa prova con i conti in regola: le confettura extra di Wilkin & Son LTD Apricot, Coop, Conad. Dico, Frutta e Natura (della catena discount Eurospin) contengono meno frutta rispetto al dichiarato.

Il vizietto di risparmiare sulla frutta non è nuovo. Dieci anni fa un nostro test sulle confetture di albicocca (Ac 114, marzo 1999) metteva già in luce questa tendenza. Tra i nomi che ritroviamo a distanza di tempo c'è Wilkin & Son, la famosa – e costosa – marca inglese dal packaging in stile.

Come dire: in questa prova non sono solo i prodotti dei discount o quelli della catena commerciale ad essere poco trasparenti. Va detto tuttavia che esistono anche (rari) casi di merito: nella confettura Hero Diet Albicocche, per esempio, troviamo molta più frutta di quella che è stata dichiarata in etichetta.

Lo zucchero c'è

Dopo la frutta, lo zucchero classico (il cosiddetto saccarosio) è il secondo ingrediente fondamentale per fare la marmellata. Oggi però molte confetture usano i prodotti alternativi per dolcificare.

100 grammi di confettura? Da 67 a 241 calorie.

Non fatevi ingannare se non trovate più la vecchia parola zucchero tra gli ingredienti: non vuoi dire che non ce ne sia del tutto.

Quasi sempre i composti che lo sostituiscono sono altrettanto ricchi di calorie. Bastano pochi esempi per chiarire il problema.

·                     Glucosio – fruttasio. Nella produzione delle confetture extra, per legge, insieme allo zucchero si può usare anche lo Sciroppo di glucosio-fruttosio (per esempio in Santa Rosa): si tratta di una soluzione estratta dall'amido di mais, ma dal potere calorico pressoché identico al saccarosio.

• Zuccheri della frutta. Per dare un'immagine più salutare, inoltre, alcune confetture (tra i nostri prodotti Rigoni e Mielizia) contengono succo d'uva o zucchero di mela. Accade anche in altri prodotti, come lo yogurt. Succo e zucchero d'uva, infatti, godono di una migliore reputazione (seppur ingiustificata) tra i consumatori rispetto al saccarosio. Va detto però che entrambi non sono privi di zuccheri, anzi.

• Edulcoranti. Un discorso a parte va fatto, invece, per gli edulcoranti, i sostituiti   dello zucchero contenuti anche in due dei prodotti del nostro test (Hero Diet e Vis Diet). Le calorie di queste confetture si abbassano decisamente. Meglio però non abusarne: superando le dosi giornaliere consigliate si possono soffrire anche effetti spiacevoli (come la dissenteria).

Il peso delle calorie

Che la marmellata non sia un alimento consigliato nelle diete ipocaloriche è abbastanza scontato. Esiste tuttavia una certa differenza – in termini di calorie – tra un prodotto e l'altro. Al di là delle confetture dolcificate con edulcoranti (70/80 kcal per 100 g), in generale le confetture tradizionali hanno circa 200 kcal per 100 g: questo valore scende a circa 150 kcal nel caso di prodotti che usano gli zuccheri della frutta al posto del classico saccarosio.

Guardate la nostra tabella: in generale l'apporto calorico cresce al diminuire del contenuto; di frutta. La confettura è, infatti, costituita per circa 1/3 da acqua e per i restanti 2/3 da zuccheri, che derivano solo in parte dalla frutta usata. Come abbiamo visto, se ne aggiungono sempre un po'.

Etichette discutibili

Le nostre confetture non hanno certo etichette impeccabili. Hero Fruttissima e Vis Confettura extra vengono bocciate per esempio perché non hanno l'indicazione “Da conservare in frigorifero dopo l'apertura” richiesta dalla legge. Mielizia confettura extra albicocche invece, contenendo succo d& apos;uva, non potrebbe per legge chiamarsi confettura extra. Anche. Vis Più frutta Diet non rispetta la normativa: sulla confezione viene evidenziato “Ridotto contenuto calorico”, ma dovrebbe anche dichiarare che cosa diminuisce le calorie (per esempio l'uso di un dolcificante, anziché dello zucchero). In generale poi, pur non essendo obbligatoria, sono rare le confetture senza tabella nutrizionale (solo Esselunga non ce l'ha). Quasi tutti i produttori segnalano in etichetta un numero verde o un sito a disposizione per i consumatori (non lo fanno Wilkin & Soried Esselunga).

Buona ma non troppo

Oltre all'analisi degli esperti (nel riquadro in basso) la degustazione delle confetture è stata fatta da un gruppo di consumatori (tra i 7 e gli 80 anni). A loro è stato affidato il compito di assaggiare e dare i voti ai campioni (anonimi). Guardate i giudizi in tabella: la maggior parte delle confetture non ha certo entusiasmato gli assaggiatori. Le più penalizzate? Quelle a ridotto contenuto di zucchero.

Prezzi da spalmare

Poco più di 5 euro: è questo il prezzo medio al chilo delle con- fetture del test. Guardando la tabella però saltano all'occhio le sostanziose differenze di costo tra un prodotto e l'altro. Non è detto che il prezzo alto sia sinonimo di una confettura dalla qualità indiscutibile: Wilkin & Son con i suoi 13,97 euro al chilo è ultima nella nostra classifica. Al contrario la confettura Carrefour (poco più di 2 euro al chilo) si è meritata il titolo di Miglior Acquisto.   

Degustazione tra pregi e difetti

Chi ha mangiato la marmellata? Una delle due degustazioni organizzate per le nostre confetture è stata curata da esperti, che hanno effettuato una valutazione descrittiva dei prodotti, giudicando – per  esempio, l'aspetto, l'odore, il sapore e la densità della confettura. Da questa prova sono emersi i pregi e difetti più comuni nelle confetture all'albicocca: li vediamo qui sotto.

Il colore troppo scuro

Un colore molto scuro, può denunciare un trattamento termico eccessivo. I campioni con questo difetto sono: Le conserve della nonna, Bonne maman, Rigoni, Santa Rosa A tutta frutta, Mielizia.

Bucce e peduncoli

La presenza di peduncoli è un difetto riscontrato nelle confetture con ingredienti alternativi per dolcificare: Carrefour, Rigoni, Santa Rosa A tutta frutta, Hero Diet. Le bucce, invece, le abbiamo trovate in: Hero, Bonne maman, Rigoni, Vis Più frutta Diet, Mielizia.

I pezzi di frutta

Piccoli pezzi di frutta, se ben distribuiti nella confettura, la rendono più piacevole al palato (Santa Rosa, Wilkin & Son, Coop, Frutta e natura). Le conserve della nonna, invece, contengono due mezze albicocche intere: decisamente troppo grandi.

FARLA E CONSERVARLA  A CASA

• Attenti alla muffa.

Sebbene conservata in frigorifero, non è raro trovare nel barattolo della confettura tracce di muffa. La sua formazione è indice di una materia prima scadente o di una preparazione non adeguata dei vasetti usati per confezionare la confettura. Le colonie di muffe si trovano in superficie, ma possono diffondersi anche in profondità: meglio non mangiare la confettura

• Fare la confettura in casa.

Aprire, snocciolare e buttare i frutti in una pentola: per ogni chilo di albicocche si aggiungono 500 – 750 gr di zucchero e un po' d'acqua (50 100 ml, circa una tazzina da caffè). Acceso il fornello, lasciare bollire vivacemente, poi abbassare, sempre rimescolando. Raggiunta la densità desiderata, versare la marmellata ancora calda nei vasetti. Per assicurarsi una buona conservazione ricordate che i barattoli vanno fatti bollire (chiusi) per 15 – 20 minuti a bagnomaria.

• Conservarla in frigorifero.

 Lo zucchero, come l'olio e il sale, svolge la funzione di conservante. Nelle confetture la sua concentrazione spesso però è inferiore al 45% un quantitativo troppo basso perché possa evitare lo sviluppo di lieviti e batteri. Per evitare problemi meglio conservare la confettura, una volta aperta, in frigorifero.

DIAMOLE IL NOME GIUSTO

Confettura extra.

 La quantità di frutta (o meglio di polpa non concentrata) non deve essere inferiore al 45%. Alcuni frutti (per esempio mela, pera, melone, anguria, uva) non possono essere usati per le confetture extra.

Confettura.

Se non c'è la scritta extra nella denominazione, la quantità di frutta (polpa o purea) può essere più bassa: per legge non meno del 35%.

Gelatina extra.

 è fatta solo di succo estratto dal frutto, in dosi che non devono essere inferiori al 45%.

Gelatina.

 Il succo non può essere meno del 35%.

Marmellata.

 Si chiama così solo quella di agrumi. La quantità di arance, limoni e mandarini non deve essere meno del 20%.

Crema di marroni.

 La purea di marroni non deve essere inferiore al 38%.

Fonte: altroconsumo.it

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