Tumori polmonari Screening salvavita nel 92% dei casi

I risultati di una ricerca internazionale con la collaborazione dell'ospedale Regina Elena di Roma

Screening salvavita contro il cancro del polmone. Un esame diagnostico di 15-20 secondi, la Tac spirale a basse dosi, permette di scovare un tumore piccolissimo in oltre il 92% dei casi nei fumatori incalliti, aumentando le chance di guarigione. Quando il cancro è preso in tempo ed è operabile, la sopravvivenza è dell'80% a 5 anni dalla diagnosi e del 70% a 10 anni rispetto a meno del 15% per i pazienti non sottoposti allo screening.
Sono i risultati positivi di un grande studio prospettico coordinato dall'International Early Lung Cancer Action Project (Ielcap), con l'Istituto Regina Elena di Roma capofila in Italia. La ricerca, cominciata quattro anni fa, ha coinvolto nel nostro Paese 1.973 persone ad alto rischio: fumatori o ex fumatori, tra i 55 e i 69 anni, che per 10 anni si sono accesi almeno 20 sigarette al giorno. ''Ad oggi - afferma Francesco Cognetti, direttore scientifico dell'Istituto – sono state osservate 1.132 persone al primo screening annuale e 841 al secondo. Complessivamente sono stati rilevati 25 tumori non a piccole cellule, 19 dei quali operabili (92%)''. Il cancro del polmone colpisce ogni anno 35-40 mila italiani: 6.700 sono donne, ''in preoccupante aumento – sottolinea Cognetti – per la diffusione del vizio del fumo e per una maggiore vulnerabilità all'effetto cancerogeno del tabacco''.
I risultati dello screening sono stati presentati ieri all'ospedale Regina Elena, al convegno internazionale 'La chemioterapia del carcinoma del polmone non a piccole cellule 'Early-Stage', strategie a confronto'. I dati sono sovrapponibili a quelli degli altri centri stranieri coinvolti nello studio, 37 in tutto il mondo. Sono stati esaminati 29.393 pazienti al primo screening, con 313 tumori individuati (1,2%), e circa 23.743 al secondo, con 63 tumori diagnosticati. Nell'80% dei casi la neoplasia era al primo stadio, quindi operabile.
Al di fuori dallo screening, invece, troppo spesso si arriva tardi alla diagnosi, con ridotte probabilità di battere il cancro. Sul banco degli imputati è soprattutto il fumo, principale responsabile del cancro del polmone. Il 95% dei casi, spiegano gli esperti dell'Istituto romano, si verifica in fumatori, che hanno il 'vizio' da almeno 20 anni. Il rischio di ammalarsi aumenta fra i 50 e i 60 anni d'età. ''Smettere con quest'abitudine maledetta – ribadisce Cognetti – è la parola d'ordine. La possibilità dello screening salvavita non deve diventare un alibi per i fumatori''. Anche le sigarette altrui fanno crescere il rischio: ogni 3 respirate equivale a fumarsene una. Il fumo passivo è responsabile di 1.000 morti l'anno per tumore del polmone. Altrettanti sono i decessi causati dal radon, ancora presente nelle abitazioni del viterbese, in Sicilia e nelle zone vulcaniche. A breve al Regina Elena prenderanno il via altro due studi per la cura di questa neoplasia.

Fonte: Tuo quotidiano

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