Tutti al mare, ai fiori ci pensa l'impianto

Il verde piace, non solo in campagna. In città, un terrazzo o un balcone da riempire di colori sono nella top ten dei sogni di chi acquista casa e possono incidere sul prezzo di vendita dal 5 al 10 per cento. Vale allora la pena di trattare con cura la nostra oasi privata.


Magari attrezzandoci con un adeguato impianto di irrigazione. Sui grandi spazi l'investimento si ammortizza in uno-tre anni, grazie alla diminuzione della manodopera necessaria e a una migliore gestione dell'acqua. Sui piccoli spazi, come balconi, terrazzi e giardini residenziali, tanto rigore di calcolo economico non si applica, ma ugualmente i benefici sono importanti.
Regola numero uno: un buon impianto deve adeguarsi alle dimensioni dello spazio e al tipo di piante inserite. I sistemi d'irrigazione possono essere vari, dal semplice attacco d'acqua esterno (che l'idraulico può creare allungando il tubo interno alla casa) a cui è collegata una pompa in gomma spostata manualmente sino agli impianti più sofisticati. Il meccanismo di questi ultimi è lo stesso: l'acqua arriva agli irrigatori che, collocati direttamente dentro i vasi o il terreno, la lasciano passare, magari sotto forma di vapore nebulizzato o a gocce affinché la violenza del getto non rimesti la terra. La differenza sta nel sistema di accensione: manuale se i rubinetti vengono aperti a mano, automatico se una centralina (ce ne sono da 40 a 100 euro) applicata al rubinetto erogatore aziona le valvole con impulso elettrico.
L'impianto automatizzato gioca una carta vincente: una volta impostato il programma orario di accensione e durata “il giardiniere che è in noi” può anche dimenticarsene e prendersi una lunga vacanza.
«Per un balcone di otto mq – spiega Alessandra Russo della floricoltura Galbiati (www.floricolturagalbiati.it) – si consiglia un impianto a goccia, con centralina collegata al rubinetto esterno e un riduttore che mantenga la pressione costante. I materiali costano circa 80-90 euro, poi va aggiunto l'intervento del giardiniere, in linea di massima 240 euro più Iva per una giornata di lavoro. Per 30 mq di terrazzo è meglio un impianto a microirrigatori, che danno più acqua: 250 euro circa per i materiali più una giornata di lavoro di due persone». Per il giardino, il calcolo è più complicato perché le situazioni possono essere uniformi, ad esempio solo erba, o miste con esigenze differenti d'irrigazione. «Su 80 mq di giardino uniforme – precisa Roberto Carozzi di Galbiati – un impianto sotterraneo con irrigatori a scomparsa, centralina e sensore pioggia si avvicina ai 1.800 euro totali. Quando invece il giardino è diviso in zone separate, tutto dipende dalla tempestività della scelta. La differenza può contenersi sui 700-800 euro se l'impianto viene realizzato subito con le opportune modalità, ma si allarga parecchio se si richiedono successivamente complicati interventi di scavo».
Come in tanti campi del vivere, anche il pollice verde trae vantaggio dalla domotica. Per una casa di 80 mq, ad esempio, My Home di BTicino costa sui 3.500 euro (più l& apos;installazione) e comprende già funzioni come automazione luci e tapparelle, allarme fughe di gas, antifurto. A quel punto integrare la funzione d'irrigazione è davvero conveniente: bastano 40-60 euro per un attuatore collegato alla valvola. Un esempio concreto: un giardino di 150 mq con esigenze d'irrigazione differenziata per zone – prato, fiori, alberi da frutto – avrà bisogno di un “attuatore” che comandi tante valvole quante sono i piani d'irrigazione previsti.
è pure possibile dar ordini all'impianto con il cosiddetto controllo remoto, costo minimo 140 euro: una telefonata o un click sul computer e si riesce a pianificare l'irrigazione nei giorni e nelle ore prescelti nonché a disattivarla o variarne il piano. Ma più dell'impianto talvolta costa arredare il nostro spazio verde con piante e fiori. «Una soluzione piacevole, senza però prevedere piante sofisticate, per un balcone di otto mq – quantifica Luciano Pelizza di Fratelli Fumagalli, Milano – costa minimo 600 euro fra piante e vasi e terra, con la manodopera si arriva a 750 &# 8364;. Per un terrazzo di 30 mq, 6×5 lineari, la spesa totale si aggira sui 1.500 €Â».

TUBATURE
La pressione almeno a 2 bar
- Mai fare i conti senza l'oste: prima di installare un impianto vanno misurate (anche da soli) portata e pressione dell'acqua a nostra disposizione. Con un secchio e un orologio si può calcolare in quanti secondi l'acqua che esce dal rubinetto aperto al massimo riempie il secchio (di cui si conosce la capacità): se ci vogliono 30 secondi per colmare un secchio da 10 litri, vuol dire che la portata max è di 1.200 litri all'ora.
- Per misurare la pressione, occorre invece un manometro. Avvitato al rubinetto aperto, ci indica – in atmosfere o bar – la pressione, che non deve essere inferiore a due, nel qual caso è necessario integrare l'impianto con una pompa ausiliaria.
- Prerequisito di qualsiasi sistema di irrigazione è il rubinetto esterno, che si ottiene prolungando l'impianto interno. è lavoro da idraulico e può essere molto semplice se bagno o cucina danno sul balcone ed è sufficiente operare un foro nel muro. In questo caso il costo è sui 100 euro ma sale parecchio se gli attacchi sono distanti dallo spazio esterno.

CODICE CIVILE
Così la spesa in condominio
- Un impianto domestico in media alimenta non più di sei irrigatori contemporaneamente. Occorre tenerne conto nell'impostare il programma orario.
- In commercio si trovano irrigatori che possono innaffiare da diverse angolature, ad esempio a 90° o a 180° o a 360°. Se l'impianto è destinato a un giardino, normalmente vengono montati sul perimetro. Un semplice sensore può evitare che l'impianto automatico scatti anche durante la pioggia.
- Quando l'assemblea condominiale decide per l'installazione di un impianto d' irrigazione automatico nel giardino di proprietà comune, il condomino dissenziente non può chiedere l'esonero dalla spesa, che andrà dunque ripartita sulla base della tabella millesimale di comproprietà. Ciò perché, anche se straordinaria, tale spesa non costituisce innovazione voluttuaria e gravosa ai sensi degli articoli 1120 e 1121 del Codice civile.

di Giovanna Guercilena

Fonte: IL SOLE 24 ORE

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