Un italiano su 4 a rischio colesterolo e ipertensione

Lo rileva una ricerca dell'Eurisko. A rischio soprattutto le donne e gli anziani Colesterolo e ipertensione insidiano gli italiani.


Il 25% degli abitanti del Belpaese risulta affetto da almeno un fattore di rischio cardiovascolare, cioé ipertensione e ipercolesterolemia. Percentuale che sale vertiginosamente tra le donne, il 57% dei pazienti, e con l'avanzare dell'età, arrivando al 50% dopo i 64 anni, e non lasciando immuni neanche i più giovani. Circa il 4% di quelli tra i 18 e 34 anni, pari a 510mila persone, soffre infatti di una di queste due malattie, o anche di entrambe insieme. Tuttavia, la stessa popolazione a rischio non sa riconoscere il pericolo, visto che tra questo 25%, il 35% ignora che a lungo andare questi fattori, se non curati, possono portare a malattie gravi. A delineare il quadro é la ricerca condotta dall'Eurisko su 20mila adulti dai 18 anni in su, tra febbraio e marzo, presentata a Roma.
“Nonostante un quarto della popolazione soffra di ipertensione o ipercolesterolemia – ha spiegato Isabella Cecchini, responsabile del dipartimento delle ricerche sulla salute di Eurisko – c'é poca consapevolezza. Solo il 50% del campione intervistato sa citare almeno uno dei fattori di rischio cardiovascolare. Una lacuna che diventa ancora più preoccupante al Sud, con il 52%, nei pazienti più anziani oltre i 64 anni, con il 60%, e tra le donne, 52%”.
Nella diagnosi di questi disturbi fondamentale è ruolo del medico di famiglia, che rileva l'ipercolesterolemia nell'82% dei casi e l'ipertensione nel 70% dei casi, ed è preferito dalle donne, mentre lo specialista sembra avere un ruolo più marcato per l'ipertensione e tra gli uomini, soprattutto giovani e istruiti. Stando alla riceca, più attenti e ligi alle prescrizioni del medico risultano i pazienti ipertesi (97%) rispetto a quelli con il colesterolo alto (87%), e lo stesso vale anche per i controlli e le misurazioni. Principali veicoli di informazione sono i media, soprattutto radio e tv, indicati dal 59% degli intervistati, e la stampa, 41%, e i medici di medicina generale, 48%.

Fonte. Tuo quotidiano

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