Un po' di musica e…la pillola va giù

Secondo una ricerca condotta presso l'ospedale Meyer di Firenze, i bambini che ascoltano le loro canzoni preferite durante un prelievo o una medicazione provano meno paura, dolore e stress .

Chitarre, pianole, triangoli, tamburi e musicisti professionisti. Il teatro della scena non è un palco né tanto meno un concerto, ma un ospedale pediatrico, il Meyer, di Firenze, dove i bambini distratti dalla musica si sottopongono alle cure senza paura, dolore o stress. La dottoressa Simona Caprilli, psicologa di Terapia del dolore, segue da sempre questi piccoli pazienti e crede fermamente nell'efficacia del progetto.
Dottoressa Caprilli, com'è nata l'idea di realizzare questo progetto?
Il primo esperimento di “musica d'ospedale” risale agli anni novanta quando la fondazione “Livia Baldi” portò per la prima volta la musica all'interno del reparto di onconatologia. Il progetto è stato poi ripreso dall'ospedale Meyer e realizzato grazie alla collaborazione dell'Ateneo musicale di Firenze. I risultati raggiunti nel primo anno di sperimentazione sono stati esaltanti e i commenti dei bambini, dei genitori, degli operatori e degli stessi musicisti sono stati molto positivi. Allora abbiamo pensato che fosse necessario realizzare una ricerca che convalidasse l'efficacia del progetto e abbiamo affidato così a Elisa Baldi e Francesca Anastasi, due laureande, il compito di dimostrarla. A oggi la musica è presente in tutti i reparti dell'ospedale: dalla rianimazione all'oncologia passando per il reparto di malattie infettive e per gli ambulatori.
Che cos'è la musicoterapia?
Vorrei precisare che non si tratta di “musicoterapia”, ma di “musica d'ospedale”. Sono due cose molto differenti: la prima è una terapia finalizzata al miglioramento psicologico di una situazione clinica, mentre la musica d'ospedale in realtà migliora solamente la qualità della vita del bambino nel momento in cui entra in un reparto per fare un prelievo, una medicazione o una degenza di un certo periodo. La musica non deve sollevare il piccolo paziente da qualche problema psicologico o psichiatrico, ma solo distrarlo.
In che modo la musica allevia le sensazioni di dolore, paura o ansia?
La musica funziona da distrazione. E' un meccanismo cognitivo molto potente che permette al bambino di distogliere l'attenzione dallo stato di dolore e stress che sta vivendo e di concentrarsi verso qualcosa di più gradevole. è stato studiato che esistono delle regioni corticali che vengono attivate dalla distrazione e che permettono di diminuire la sensazione di dolore. Basti pensare che tutti noi quando attraversiamo un periodo di stress siamo portati a fare qualcosa di piacevole per distrarci e subito ci sentiamo meglio. Nei bambini che hanno un'immaginazione molto fervida accade la stessa cosa, solo che per loro è più facile.
Si tratta di musica suonata dal vivo. Può spiegarci come viene eseguita?
La forza di questo progetto è proprio nella presenza in carne e ossa dei musicisti. è fondamentale stabilire un contatto fisico che permetta al bambino di relazionarsi con la musica: può provare a suonare uno strumento, può richiedere una canzoncina e può cantare insieme al genitore. Se mettessimo la musica servendoci di un registratore il bambino interagirebbe in modo passivo e non otterremmo lo stesso risultato.
Qual è il genere di musica suonato? E qual è quello preferito dai bambini?
Soprattutto musica popolare, orecchiabile e molto ritmata che il bambino è in grado di cantare con facilità. Per quanto riguarda le preferenze dipende molto dalla fascia di età. Nella maggior parte dei casi sono comunque i bambini a scegliere il tipo di musica, a volte consigliati dai loro genitori.

Di Loretta D'Amico

Fonte: ageingsociety

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