Una barca di uomini perfetti

Bisogna prendersi i momenti belli…viaggiare, andare, vedere il mondo…non starsene buttati nel quartiere…guarda qua, abbiamo preso una barchetta e stiamo in mezzo agli angeli, mezz'ora dal vicolo e mica ci servono i soldi”…

E' Gianni, il capitano della piccola vela che va “come una prodezza sull'acqua”, nel racconto che titola la trilogia di Braucci, a parlare così ai “suoi ragazzi” Nino, piccolo ladruncolo svelto e impudente, Giuseppe, dalla fantasia accesa e Alfredo con le sue paure e le sua timidezza. Per Laura, compagna di Gianni ed esperto timoniere, sono “ragazzi cresciuti nei bassi e tra i vicoli, arrabbiati metropolitani, catalogati nelle tappe ascendenti del malessere: prima vittime infine carnefici..” I loro cuori sono contesi tra la paura e l'eccitazione per l'avventura, la bellezza del golfo di Napoli sovrastato dalla maestosa sagoma del Vesuvio, ammirati dalla perizia del capitano Gianni e ammaliati dalla grazia di Laura. Ma in breve il cielo si copre si alza un vento cattivo e una tempesta si abbatte sulla fragile imbarcazione. L'impatto con la furia degli elementi porta i componenti del piccolo equipaggio lungo le rotte di un viaggio mentale ed emotivo nel quale ognuno si misura a suo modo con la paura, l'incertezza : risalgono come da abissi dimenticati sogni e miti, episodi della vita familiare, l'umiliazione di un padre codardo per Alfredo, la rabbia di Nino che ha alle spalle una consuetudine losca di incontri con un omosessuale e il gusto amaro del denaro così guadagnato che passa a sua madre, il ricordo della carogna di un cane che Giuseppe ha gettato in mare per spregio. Nel tumulto anche Gianni è assalito da dubbi e incertezze, mentre Laura si dibatte nel dubbio divisa tra l'amore per Gianni e quello segreto per un altro uomo. L'esito dell'avventura è incerto e irto di minacce, a un tratto Laura cade in mare e tutti disperano e temono che sia affogata ma dal fondo del mare come affiorando dal loro inconscio emerge un grande cetaceo che misteriosamente la trae in salvo e riconduce a un approdo sicuro la piccola barca.

Ne L'altra parte, reduce dalle infuocate giornate di protesta di Genova, ancora scossa e sconvolta dalla violenza degli scontri culminati con la morte di un giovane, si ferma lungo il viaggio di ritorno a casa dello zio in visita a Marcello, il cugino handicappato, assistito da Vittorio un volontario di idee opposte alle sue. Beatrice e Vittorio si pongono da subito in rotta di collisione per motivi ideologici in contrasto con una involontaria reciproca attrazione In un clima di crescente tensione, di incubi e visioni che le riportano alla mente le immagini degli scontri, Beatrice sovrappone e salda la figura del ragazzo ucciso dalla polizia con quella del giovane Troilo, fratello di Cassandra di cui narra il libro che sta leggendo. E mentre cresce in lei il desiderio di uno scontro con Vittorio, che assume ai suoi occhi il significato di “nemico” durante una gita al mare si verifica un tragico incidente nel corso del quale Marcello viene inghiottito dal mare e affoga. Beatrice rischia nel tentativo di salvarlo, rischia una sorte analoga. I destini dei protagonisti di questa storia corrono come in parallelo e convergono come soggiogati da uno stesso controverso segno, sempre in bilico tra la disfatta e la perdita e una relativa vittoria. Lo zio di Beatrice nel frattempo scopre di avere un cancro incurabile, e ancora ignaro dell'annegamento del figlio, mentre con il fratello si dirige verso casa dopo la visita medica dall'esito infausto, tira su una prostituta nigeriana con la quale il fratello fa sesso mentre lui medita sul suicidio.

Uno scenario di piccole e grandi miserie e relativi gesti di ribellione e di coraggio segnano le vicende dei protagonisti di queste storie come ne L'Età breve: Michele, l'unico della sua famiglia che cerca di crearsi una posizione con il suo lavoro di esperto informatico insieme al suo socio, va a trovare il nipote Tony, un “adolescente difficile” figlio della sorella separata, ladro irriducibile e tossicodipendente ospitato in un centro di recupero. Nel corso della visita con l'anziana madre, Michele è lacerato tra la pena per il ragazzo e la rabbia che gli suscita. Il centro è diretto da una giovane donna e da un responsabile che tentano tra difficoltà amministrative e problemi di varia natura, di mantenere una parvenza di ordine e di controllo. Ma si verifica la fuga di un ragazzo che spinge Tony a emularlo nella impossibilità di superare la desolazione e sconforto nel congedo con suo zio e la nonna. Ma per Tony la fuga si dimostra solo la via impervia e pericolosa, una ulteriore caduta in un mondo che non concede scorciatoie.

I protagonisti di queste storie si cimentano infatti in situazioni che esigono dai loro cuori una prova maggiore, un rito di passaggio doloroso dagli esiti incerti, stretti tra la paura e una istintiva ribellione, l'incertezza e l'audacia, tra lo slancio generoso e i frammenti di una identità ancora in cerca di se stessa, nel turbine di idee e ideali assoluti e nella pena di ricordi familiari lasciati alle spalle come detriti e macerie di mura crollate.

La prova di volta in volta richiesta, viene affrontata da questi ragazzi con una acuta, struggente, quasi genetica, cognizione del dolore e con una forza d'animo da essi stessi insperata.

Proprio questa speranza non consapevole eppure bruciante conferisce ai giovani protagonisti del libro di Braucci un elemento di potente e irresistibile coinvolgimento, un forza magnetica che attrae il lettore verso il suo centro irradiante con uno struggimento e una emozione impetuosa. Grande è l'impatto emotivo e la suggestione che derivano da queste pagine vergate in uno stile assolutamente originale, ispirato, istintivo quasi allo stato grezzo, che pare attingere direttamente da miti sepolti, immagini rubate alla poesia al cinema alla musica ; un talento immaginifico e un vigore espressivo capace di estrarre come da un sogno collettivo e arcaico le sue figure e le sue voci.

Quella di Maurizio Braucci è una scrittura colma di energia, immagini ed espressioni folgoranti per la loro efficacia e verità:

” Suo padre: gli sarebbe piaciuta quella barca, a causa degli arresti domiciliari non poteva uscire di casa e lui, la sera stessa gli avrebbe raccontato della gita in mare, specie adesso che poteva anche fumare in sua presenza. Avrebbe parlato pronto ad essere interrotto, glorioso di qualunque attenzione gli riservasse il genitore, fosse pure per zittirlo.”

L'autore
Maurizio Braucci, giovane autore napoletano che ha già pubblicato con le Edizioni e/o il romanzo breve Il mare guasto, è uno degli autori più interessanti e originali della nuova scena letteraria italiana. Seriamente impegnato nel sociale e nella politica (tra l'altro è stato fondatore del Centro sociale Diego Armando Maradona Montesanto a Napoli), persegue con ottimi esiti in campo letterario una strada di rinnovamento della narrativa impegnata.

Scheda di Giovanna Bentivoglio

Maurizio Braucci,
Edizioni E/O, pagg. 200, euro 14,00

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