UOVA DA ALLEVAMENTI IN GABBIA: QUELLO CHE NON SI PUò SAPERE

Dal 2012 le gabbie “convenzionali” per le galline ovaiole sono vietate in tutta l'Unione Europea. Ciò significa che non esiste più l'allevamento in gabbia? Purtroppo no. Le galline vengono ancora allevate in gabbia, anche se in “piccoli gruppi”.

La differenza rispetto alle gabbie convenzionali però non è molto marcata: al posto dell'equivalente di un foglio A4, le galline ora hanno a disposizione ben un foglio e mezzo! Per tanti consumatori un valido motivo per comprare soltanto uova da allevamenti biologici o da allevamenti all'aperto (il tipo di allevamento è desumibile dal timbro apposto sull'uovo; per le uova biologiche questo inizia con 0, per quelle da allevamento all'aperto con 1).
Purtroppo, la maggior parte delle uova utilizzate nell'industria alimentare proviene da allevamenti in gabbia. Pasta, dolci, gelati, ma anche uova usate nella gastronomia: in questi casi non abbiamo invece alcuna facoltà di scelta.

In tali casi non esiste infatti obbligo di dichiarare la provenienza delle uova.
Anche a causa delle vivaci critiche dei consumatori, la quota di uova da galline in gabbia è scesa al 3,5 % (dati 2011). Ma, appunto, solo per le uova fresche vendute, soggette all'obbligo di etichettatura. Molti gastronomi e produttori di alimentari scelgono a tutt'oggi le uova da galline in gabbia, che costano meno.
Cosa possiamo fare come consumatori? Controllare bene le etichette dei prodotti che compriamo. In caso di dubbio vale la regola che la dicitura “uova” sta per “uova da gabbia”. Esistono già alcune ditte i cui prodotti non contengono uova da gabbia, e lo indicano chiaramente sui prodotti.

Fonte: www.prontoconsumatore.it

Condividi questo articolo