Usare bene le padelle antiaderenti

Le padelle antiaderenti sono principalmente rivestite di teflon o suoi analoghi (silverstone, xylan, durit, cortan, greblon ecc.), un materiale resistente e scivoloso che consente una cottura senza grassi. Bisogna utilizzarle con attenzione poiché, se si graffia il fondo, la padella perde la sua caratteristica antiaderente rendendo più facile la carbonizzazione del cibo a contatto con il graffio. Il cibo quindi, invece di scivolare, si attacca al fondo, la pulizia del tegame diventa più difficile e si è obbligati ad usare più grassi per la cottura.

Per garantire una più lunga durata ai nostri tegami antiaderenti è bene seguire alcuni semplici accorgimenti:

  • al primo utilizzo, dopo averla lavata, è bene ungere leggermente con olio o burro la superficie interna del tegame;
  • per il lavaggio è sufficiente l'acqua corrente o l'immersione in acqua saponata, senza dover effettuare sfregamenti;
  • per pulirli non si dovrebbero utilizzare né detergenti abrasivi o in polvere né pagliette metalliche;
  • questi tegami possono essere lavati anche in lavastoviglie, avendo cura di scegliere un ciclo di lavaggio a bassa temperatura (50°C);
  • poiché i rivestimenti antiaderenti si possono graffiare con l'uso, i produttori suggeriscono l'uso degli utensili di plastica o di legno.

Il Teflon è uno speciale composto a base di carbonio e fluoro denominato politetrafluoroetilene (PTFE) ed è una delle sostanze più scivolose conosciute. E' utilizzato infatti per le padelle antiaderenti che permettono di cucinare senza o con minimo uso di grassi.

Chimicamente è un polimero, vale a dire una lunga molecola composta da una catena di piccole unità che si ripetono uguali. Ciascuno di questi “mattoncini” contiene due atomi di carbonio e quattro di fluoro. Contrariamente ad altri fluoropolimeri, la catena di atomi di carbonio del Teflon è completamente circondata dagli atomi di fluoro che la proteggono. è proprio questa struttura a fornirgli le sue proprietà antiaderenti e la resistenza alla maggior parte delle sostanze.

Fu scoperto per caso nel 1938 e utilizzato durante la II Guerra Mondiale nei sistemi radar, ma divenne ben conosciuto e di largo consumo solo nel 1960 quando ne fu approvato ufficialmente l'utilizzo a contatto con i cibi.

Il PTFE non può essere sciolto da nessun solvente, è resistentissimo a quasi tutte le sostanze chimiche ed è inodore. Non conduce l'elettricità, non è infiammabile e resiste a un calore di 300 gradi centigradi.

Per queste sue caratteristiche viene utilizzato, oltre che per rivestire le pentole, per fare filtri, guarnizioni, valvole e protezioni anticorrosive e antiadesive.

E' inoltre applicato sui tessuti per abbigliamento, campeggio, arredamento. Le fibre impregnate di particelle di Teflon diventano infatti completamente impermeabili e resistono all'usura e alle macchie.

In campo medico, grazie alla sua alta resistenza e inattaccabilità, è usato nella realizzazione di particolari di protesi per le anche e le ginocchia, arterie artificiali ed in altri impianti chirurgici.

La Food & Drug Administration americana, l'European Scientific Advisoring Panel ed il Direttore Generale del Centro per l'analisi dei rischi dell'Università di Harvard, hanno dichiarato che non esiste pericolo alcuno nell'utilizzo di pentolame antiaderente rivestito in teflon.

LG

Fonte: Blogosfere.it

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