Via l'acne con la viola del pensiero

Un fiore dal nome romantico. Un disturbo che colpisce soprattutto gli adolescenti. La cura? Impacchi e decotti profumati,

Sono soprattutto gli adolescenti a soffrire di acne, un disturbo della pelle che crea non pochi problemi, anche psicologici, caratterizzato da piccole pustole prevalentemente diffuse sul viso, ai lati del naso, sul mento e sulla fronte. Nei casi più seri, compaiono fastidiose “fioriture” sul collo, le spalle, la schiena e il torace.

• Le pustole si infettano facilmente, si arrossano, gonfiano e si riempiono di pus; schiacciarle è un errore che può solo peggiorare la situazione. Dopo questa fase, iniziano a regredire e al loro posto restano antiestetiche macchioline violacee e, in alcuni casi, vere e proprie cicatrici.

• Quando l'acne è così diffusa, è indispensabile l'intervento dello specialista. Ma come coa- diuvante della terapia medica, si può ricorrere alla viola del pensiero.

La parte migliore della viola del pensiero

Oltre a essere una deliziosa pianta ornamentale da giardino, la viola del pensiero è nota per le sue proprietà terapeutiche. Della viola del pensiero si usano sia i fiori che la pianta fiorita. I principi attivi contenuti nelle parti vegetali (saponosidi, tannini, mucillagini, flavonoidi e salicilato di metile) svolgono, nel complesso, azione cicatrizzante ed emolliente dei tessuti, antinfiammatoria generale e depurativa dell'organismo, sia attraverso applicazioni esterne che per uso interno. L'impiego principale è come coadiuvante delle cure mediche dermatologiche. Traggono beneficio dal trattamento con i preparati a base di viola del pensiero numerose affezioni della pelle, come l'acne, la foruncolosi e la seborrea. Per l'impiego erboristico si usa solo la pianta selvatica e non le varietà coltivate. Essiccati, foglie, fiori e fusticini si possono acquistare in erboristeria tutto l'anno.

Viole del pensiero e viole orticole

Dalla specie originaria. Viola tricolor, per incrocio con altre specie, sono state ottenute numerose varietà ornamentali, dette comunemente viole orticole, indicate come Viola tricolor x hortensis. Hanno fiori di dimensioni maggiori, dai colori spesso sgargianti.

Secondo il periodo di semina, alcune sbocciano all'inizio della primavera, altre iniziano a fiorire in autunno e, se il clima si mantiene mite, rallegrano il giardino per tutto l'inverno.

La preparazione di base

Per curare i brufoli sotto pelle e decongestionare le parti infiammate sono utili gli impacchi di latte alla viola.

• Si prepara un infuso versando una tazza di latte bollente su un cucchiaio di fiori essiccati posti in tazza.

• Si imbeve un batuffolo di cotone nella lozione e, dopo averlo strizzato leggermente, si applica sulla pelle lasciandolo agire una decina di minuti.

La cura completa con decotto e infuso.

La lozione e la tisana alla viola sono un buon coadiuvante nelle cure mediche per curare l'acne, disinfiammare la cute e alleviare gli inestetismi lasciati dai foruncoli.

Preparazione e impiego

• Per preparare la lozione, si fanno sobbollire quattro cucchiai di viola del pensiero essiccata in un litro d'acqua per un quarto d'ora, fino a ridurre il liquido di un terzo circa.

• Quando il decotto è tiepido, si filtra il liquido in una bottiglia di vetro scuro e si conserva in frigorifero. La dose è sufficiente per una settimana.

• Per la tisana da bere, si prepara l'infuso versando una tazza di acqua bollente su un cucchiaio di fiori essiccati di viola. Si filtra dopo un quarto d'ora.

Tutti i giorni, mattino e sera, si tamponano le zone interessate con un batuffolo di cotone imbevuto nella lozione ; una volta alla settimana, si fa il cataplasma, mantenendo sulla pelle una garza imbevuta di liquido e lasciando agire per venti minuti. Nel periodo di cura, che dovrebbe durate tre settimane, tutte le mattine, a digiuno, si beve una tazza di infuso preparato al momento. L'aceto profumato per normalizzare la pelle La pelle del corpo, quando eccessivamente grassa, può essere normalizzata con l'aceto alla viola, da impiegare diluito nell'acqua del bagno appena tiepida.

• Lo si prepara mettendo a macerare a freddo, per una settimana, in un recipiente di vetro con coperchio ermetico, 50 g di fiori essiccati con un litro di aceto di vino bianco o di aceto di mele.

& lt;P>• Durante il periodo di macerazione si avrà cura di capovolgere il vaso una volta al giorno. Poi si filtra il liquido e si travasa in bottiglia.

• La lozione profumata è sufficiente per quattrocinque bagni.

• In alternativa al bagno si possono fare spugnature locali. In questo caso, è sufficiente diluire qualche cucchiaio di aceto profumato in una bacinella di acqua tiepida e immergere nel liquido una spugna naturale con cui tamponare il liquido sulla pelle.

Curiosità

Da non confondere con la violetta del sottobosco (Viola odorata, detta anche viola mammola), la viola del pensiero, botanicamente Viola tricolor, è stata oggetto di grande attenzione fin dai tempi più antichi. Nel Medioevo anglosassone, i cavalieri della Tavola Rotonda mostrarono una particolare dedizione a questo fiore che consultavano per interpretare il proprio destino. Chiamata dai francesi pensée, diventa chiave interpretativa del “Sogno di una notte di mezza estate” di Shakespeare, come simbolo propiziatorio di amore.

Carta d'identità

Nome botanico

Viola tricolor

Nome comune

Viola del pensiero

Famiglia

Violaceae

Caratteristiche

è una pianta erbacea con fusticini dalla caratteristica sezione quadrangolare che portano foglie di un bei verde brillante accompagnate da stipole, particolari appendici fogliari situate alla base del picciolo. I fiori sbocciano su un lungo peduncolo posto all'ascella delle foglie; la tonalità dei petali varia dal bianco panna al giallo intenso, fino al viola.

Dove si trova

Cresce spontanea in tutta Italia, dalle pianure alle pendici prealpine. Predilige i prati e i margini sabbiosi e asciutti dei campi coltivati.

Parte impiegata

Fiori, foglie e fusticini

Quando si raccoglie

I fiori sono più abbondanti in primavera; le foglie possono essere raccolte fino ad agosto. La raccolta va fatta al mattino, non appena scompare la rugiada. Si tagliano con delicatezza gli steli fioriti, a pochi centimetri da terra; con un coltellino, si eliminano le foglie secche e le parti legnose, e si staccano i fiori più belli che andranno essiccati separatamente. Con la punta delle dita si eliminano le eventuali capsule dei semi. Si distendono le parti vegetali così mondate e separate in strato sottile su fogli di carta e si tengono all'ombra in ambiente arieggiato per qualche giorno, fino a completa essiccazione. Le foglie si conservano in sacchetti di carta e i fiori in vasi di vetro con tappo ermetico.

di Adele Zucchi

Tratto da: Giardinaggio n°4 2008

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