VOGLIA DI PRIMAVERA

Finalmente primavera – almeno secondo il calendario! Rinascita, energia, “risveglio”… questi i termini che spesso associamo alla stagione. Termini che significano principalmente l'uscita dall'inverno, con tutto cio' che questo comporta: energia rinnovata che si esplica al meglio negli organismi pronti a svilupparne tutte la potenzialita'.

E questo vale anche – o forse soprattutto – per l'uomo. Quale modo migliore di preparsi alla nostra “annuale” rinascita se non cominciando dal portare in tavola quanto la natura – anch'essa piena di energia – offre in questi mesi? In particolare, riscopriamo quelle piante che aiutano l'organismo a fare il pieno di principi nutritivi e ad eliminare le tossine accumulate durante la stagione invernale. 'Riscopriamo' perche' ormai abbiamo quasi dimenticato il crescione, l'acetosa, l'acetosella, la valerianella e, a volte, anche la rucola. Si consumano prevalentemente crude, hanno un sapore particolare ed intenso, sono quel 'tocco' in piu' che arricchisce le insalate, le salse, i formaggi, ma anche pasta e pizza!

Il crescione appartiene alla famiglia delle Crocifere, e' una pianta perenne che cresce lungo i corsi d'acqua, ma anche nei prati particolarmente umidi. Presenta un fusto prostrato con foglie tondeggianti o ovali, di un verde intenso, carnose. I suoi piccoli fiori sono bianchi e si raccolgono in grappoli, mentre il frutto presenta numerosi semini. Non e' facile poter assaporare il crescione cresciuto spontaneamente perche' e' sempre piu' raro trovare ruscelli o fossi con acque pulite. E soprattutto per questo motivo, se vi capita ancora di imbattervi nel Nasturtium officinale cresciuto spontaneamente, e' necessario lavare molto bene le sue tenere foglioline. In ogni caso non va consumato in gran quantita' perche' potrebbe portare disturbi al fegato. Il crescione e' ricco di vitamine – soprattutto vitamina C – e sali minerali – ferro, calcio e fosforo. Va consumato crudo perche' la cottura e l' essiccazione portano alla perdita di questi preziosi elementi. Ha proprieta' diuretiche, stimolanti, ricostituenti, espettoranti. E' utile in caso di disturbi ai reni e al fegato, in caso di anemie, bronchiti. Masticare qualche foglia di crescione rinforza le gengive. Il succo, oltre ad essere un buon ricostituente, puo' essere utilizzato per guarire piccole ferite, eczemi ed acne. Sempre il succo di crescione viene indicato in casi di alopecia. Ma soprattutto: consumatelo fresco! Insaporite le insalate od unitelo tritato ad un formaggio fresco. Ottimi sono anche i germogli di crescione: stimolanti e depurativi.


Per coltivare il crescione si procede per divisione dei cespi o interrando i semi. La cosa importante da ricordare e da fare e' posizionare la pianta in un luogo ombreggiato, mantenendo il terreno sempre umido. Se si procede per semina, quando le piantine raggiungono i 6 cm di altezza vanno trapiantate in contenitori preparati con uno strato di terriccio ricoperto da un altro strato sottile di ghiaia o argilla espansa, quindi si versa dell'acqua, lasciando spuntare solo la parte apicale.

ACETOSA

Forse piu' nota come erba brusca, l'acetosa e' un'erba perenne rustica, appartenente alla famiglia delle Poligonacee. La Rumex acetosa ha un fusto ramificato rossastro, foglie lanceolate dal sapore acidulo – piu' tenue in primavera – e minuti fiori rossi che si riuniscono a formare delle piccole pannocchie. Cresce spontaneamente nei prati e viene considerata una pianta infestante. Le foglie piu' piccole e giovani si possono consumare crude. L'acetosa e' ricca di ossalati, e' dunque sconsigliata – proibita! – a tutti coloro che soffrono di calcoli, gotta, iperacidita', artrite e reumatismi. In generale e' vietata a tutti coloro che soffrono di disturbi gastrici ed intestinali, a chi ha problemi di fegato, e se ne consiglia un consumo limitato a tutti. Dunque l'ideale e' utilizzarne le foglie per insaporire le insalate o verdure cotte. L'acetosa e' ricca di vitamina C, ossalato di potassio e acido ossalico, ferro. Ha proprieta' diuretiche, stomachiche, rinfrescanti, febbrifughe, blandamente lassative. Il decotto di acetosa viene consigliato per sciacqui del cavo orale e gargarismi, infatti contrasta infiammazioni delle mucose della bocca e del retrobocca. Viene utilizzata sottoforma di impacco per combattere le impurita' della pelle e lenire i fastidi provocati da punture d'insetto.

COLTIVAZIONE

L'acetosa e' di facile coltivazione. In autunno si puo' procedere per divisione dei cespi o si possono interrare i semi in un substrato umido. La pianta va protetta dalle lumache che ne vanno ghiotte. Se la si annaffia regolarmente le foglie risulteranno piu' “succose”. Se mantenuta in posizione riparata, l'acetosa produrra' foglie durante tutto l'arco dell'anno.

Fonte: Al Naturale

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